Si chiama "terra" dove la persona da proteggere poggia i piedi, il terreno a casa, il telaio nel camper, la navicella di alluminio in un dirigibile.
Per evitare che il "
doppio guasto di terra" faccia del male alle persone si deve intervenire a livello di progetto.
O si utilizzano SOLO apparati a doppio isolamento,
impedendo con apposite prese di "tipo C" l'uso delle spine tripolari, oppure si installa un differenziale capace di lavorare se c'è una dispersione tra il 230 e la "terra" (piedi della persona) e per fare questo uno dei due fili dell'inverter deve essere collegato a dove la persona appoggia i piedi e un differenziale deve essere posto in uscita.
Eventuali discorsi statistici sulla probabilità che si verifichi un "
doppio guasto di terra" esposti del perito che noi nomineremo e che riferirà al perito del tribunale, non hanno alcuna possibilità di venire accettati.
Il 230 Volt può uccidere, la normativa impone che gli impianti vengano realizzati da persone esperte e certificate, noi, imparando come funzionano le cose, possiamo verificare che il lavoro venga effettivamente svolto a regola d'arte.
Se poi non si vuole la "certificazione" e si vuol fare da soli, che almeno il lavoro sia fatto in modo coretto, in questo modo avremo alcuni appigli in caso di danni alle persone, poca roba, ma è sempre meglio di zero.
Non si tratta di regole fiscali dove chi non le rispetta è un "furbo", questa è elettrotecnica, chi realizza un impianto pericoloso può essere descritto con una infinità di possibili aggettivi, ma tra questi "furbo" non c'è.
Per questo consigliavo fin dal mio primo intervento di lasciar perdere il 230 Volt per il frigo e migliorare l'impianto a 12 Volt.
Ricordiamo anche che il funzionamento del frigo a 230 Volt è diverso tra camper fermo e camper in movimento, c'è la differenza delle turbolenze dell'aria.
In pratica è possibile che un frigo funzioni benissimo a 230 Volt in campeggio, ma che in viaggio, sempre a 230 Volt, si comporti peggio per via dell'aria che circola diversamente rispetto a quando si è in sosta.
Marco.