quote:Risposta al messaggio di sergiozh inserito in data 14/03/2015 19:52:29 (> Oddio io un pensierino ce lo farei....Visualizza messaggio in nuova finestra
)>
http://it.wikipedia.org/wiki/Le...
Ci sono un paio di punti interessanti:quote:Le installazioni che producono acqua nebulizzata, come gli impianti di condizionamento, le reti di ricircolo acqua calda negli impianti idrico-sanitari, costituiscono dei siti favorevoli per la diffusione del batterio.... Alcuni casi di legionellosi sono stati associati alla presenza di fontane decorative in cui acqua viene spruzzata in aria o fatta ricadere su una base. Le fontane che funzionano a intermittenza presentano un rischio più elevato di contaminazione. Gli altri impianti dove il rischio legionella è elevato sono le torri di raffreddamento a circuito aperto e a circuito chiuso, laddove nelle vicinanze ci sia la presenza di canalizzazioni di ripresa o aspirazione d'aria. Da considerare anche gli impianti di condizionamento dell’aria, come gli umidificatori/raffrescatori a pacco bagnatoid="red">( conoscete qualche cosa di simile?), i nebulizzatori, i sistemi a spruzzamento, il raffreddamento adiabatico. >>
quote:evitare tubazioni con terminali ciechi o senza circolazione; evitare formazione di ristagni; evitare lunghezze eccessive di tubazioni; evitare contatti tra acqua e aria o accumuli in serbatoi non sigillati; prevedere una periodica e facile pulizia; scegliere con cura i materiali (è stato rilevato che le tubazioni di rame riducono la proliferazione della legionella)[2]; evitare la scelta impiantistica di torri evaporative in favore di soluzioni alternative, come i sistemi water spray system, pozzi geotermici; prevenire la formazione di biofilm e incrostazioni.>> Sembra la pubblicità dei camper...
quote:Trattamento termico, in cui si mantiene l’acqua a una temperatura superiore ai 60 °C, condizione in cui si inattiva la legionella; Shock termico: si eleva la temperatura dell’acqua, generalmente per mezzo di scambiatori di calore, fino a 70-80 °C per almeno 30 minuti al giorno per tre giorni, fino ai rubinetti; Iperclorazione continua: si introduce cloro nell’impianto sotto forma di ipoclorito di calcio o di sodio, fino a che la concentrazione residua del disinfettante sia compresa tra 1 e 3 mg/l; Iperclorazione shock: si mantiene una concentrazione di 50 mg/l per un’ora oppure 20 mg/l per due ore; Biossido di cloro: consente una disinfezione continua, con valori modesti di cloro residuo, mantenendo la potabilità dell'acqua, rimuove il biofilm (habitat naturale della legionella) e costituisce un'azione molto prolungata sia nel tempo sia nella distanza dal punto di iniezione; i valori consigliati sono di 0,2-0,4 mg/l; non produce sottoprodotti (tipo i THM), viene prodotto in loco con appositi generatori con capacità di produzione adeguate all'impianto da disinfettare; con le concentrazioni sopra dette non produce aggressioni alle tubazioni; monoclorammina: le monoclorammine sono più stabili del cloro libero, hanno un maggior potere residuo, non danno origine a trialometani e penetrano meglio nel biofilm. Dosaggi ottimali per l'eradicazione della legionella sono 2-3 mg/l; Raggi ultravioletti: la luce UV (254 nm), generata da speciali lampade, uccide i batteri; Ionizzazione rame-argento: si producono ioni generati elettroliticamente fino a una concentrazione di 0,02-0,08 mg/l di Ag e 0,2-0,08 mg/l di Cu; Colloidi rame-argento: a differenza della ionizzazione, molto instabile, si utilizzano nano particelle ognuna delle quali ha oltre 6 milioni di ioni in superficie, che sono i veri biocidi; Perossido di idrogeno e argento: si sfrutta l’azione battericida e sinergica tra l’argento e una soluzione concentrata di perossido di idrogeno (acqua ossigenata). Ozono: L'attività germicida dell'ozono si fonda sulla elevata capacità di ossidante diretto; grazie a questa qualità, tutte le strutture macromolecolari delle cellule (muffe, batteri acetici, eterolattici, lieviti apiculari, ecc.) vengono profondamente alterate e inattivate; Filtri terminali: applicati direttamente al punto di prelievo, formano una barriera meccanica (0,2 #956;m) al batterio ma devono essere sostituiti con una certa periodicità. Solitamente vengono applicati in abbinata al biossido di cloro, nei punti ad altissimo rischio (docce per grandi ustionati, docce per neonatologia, ecc.).>> @ Feinman l'Amuchina mi pare proprio che sia decisamente inutile, come lo è anche per qualsiasi proliferazione batterica Giulia
quote:Risposta al messaggio di duke46 inserito in data 14/03/2015 22:10:47 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Tra i vari trattamenti previsti, direi che non leggo "un tappo di amuchina per 100 lt " pero se è adeguato... Giulia
quote:Risposta al messaggio di giuliasara inserito in data 14/03/2015 22:15:54 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Guadra che la Amuchina non è altro che biossido di cloro e quindi perfettamente adatta allo scopo ... ammesso che ce ne sia bisogno
[;)]73 de alvaro IZ2MHT
quote:Risposta al messaggio di Ocirne inserito in data 14/03/2015 22:53:24 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Più che biossido di cloro, direi che l'amuchina è sodio ipoclorito, che appare in due delle cure citate da giuliasara: quote: Iperclorazione continua: si introduce cloro nell’impianto sotto forma di ipoclorito di calcio o di sodio, fino a che la concentrazione residua del disinfettante sia compresa tra 1 e 3 mg/l; Iperclorazione shock: si mantiene una concentrazione di 50 mg/l per un’ora oppure 20 mg/l per due ore;id="red"> N.B. Sinonimi di Amuchina sono VARECHINA e CONEGRINA. L'Amuchina in etichetta viene descritta anche come potabilizzatore per l'acqua. Due-tre gocce in una borraccia da un litro (e aspettare un'ora che faccia effetto prima di bere) consentono di prelevare acqua non sorgiva e di non patire la sete (fatto in Corsica lungo il GR20 da ruscelli di cui non vedevamo l'origine). Non aggiungerei alla mia borraccia della varechina da pavimenti (potrebbe avere contaminazioni non adatte all'ingestione). Per disinfettare/pulire i serbatoi delle acque potabili uso o l'amuchina o l'acido citrico (che è meno disinfettante ma ha un maggior effetto anticalcare) Aggiungo che un'infezione da legionella è assai improbabile su persone sane e con un buon sistema immunitario, men che meno che possa essere veicolata attraverso il serbatoio della potabile. Il display del telefonino, la tastiera del PC, le maniglie delle porte e i mancorrenti degli autobus (e il bottone dello sciacquone) sono ricettacoli di germi assai più seri, spesso MOLTO sottovalutati. BUONA PREVENZIONE DA DASH .(\_/). (='.'=) ('')_('')
quote:Risposta al messaggio di latrofa124 inserito in data 14/03/2015 18:20:04 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> viaggiando all'estero in zone dove è già dubbia la potabilità dell'acqua, con temperature esterne molto alte, metti che il serbatoio è in posizione di ricevere calore dal manto stradale, già più caldo di quello ambiente , vi siete mai trovati a farvi una doccia senza la necessità di accendere il boiler, perché la temperatura dell'acqua è già tiepida ,30-40°. I sintomi della Legionella sono simili ad una polmonite. Roberto
quote:Risposta al messaggio di Dash inserito in data 14/03/2015 23:23:55 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Vediamo di fare quattro conti : Amuchina disinfettante concentrato, contiene 1,15 g di ipoclorito di sodio ogni 100 ml Amuchia 10% disinfettante, contiene o,11 g di ipoclorito di sodio ogni 100 ml ipotizziamo di voler effettuare una sanificazione dell'impianto da 100 lt, secondo questa tabella quanta amuchina ci servirebbe?
quote:Iperclorazione continua: si introduce cloro nell’impianto sotto forma di ipoclorito di calcio o di sodio, fino a che la concentrazione residua del disinfettante sia compresa tra 1 e 3 mg/l; >> Prediamo in considerazione una percentuale media di 2 g a lt presto detto 2/1,15 = 1,73 ovvero 173 ml di disinfettante amuchina concentrata al litro, o 2/0,11 =18,18 ovvero 1818 ml di amuchina 10% disinfettante al litro. Se moltiplichiamo quanto ottenuto per 100, che sono i litri del ns impianto otteniamo che per intervenire con la clorazione dobbiamo inserire nel ns serbatoio: 173x100 = 17300ml ovvero 17,3 lt di disinfettante amuchina concentrata o 1818x100 = 181000 ml ovvero 181 lt di amuchina 10% disinfettante ( in questo caso appare ovvio che nemmeno impiegando amuchina 10% disinfettante pura raggiungeremmo la concentrazione utile) vogliamo parlare di un discorso di iperclorazione shock?
quote: Iperclorazione shock: si mantiene una concentrazione di 50 mg/l per un’ora oppure 20 mg/l per due ore;>> Ancora convinti che un tappino di amuchina sia la panacea a tutti i mali? Ps: la clorazione continua è intesa come costante presenza di cloro nell'acqua , tradotto, nel caso ci si voglia mettere al sicuro, bisogna che tale concentrazione sia presente sempre nei serbatoi, quindi i 17 lt e passa di amuchina vanno aggiunti ogni volta che facciamo un pieno... O in percentuale se rabbocchiamo. Mentre la clorazione shock serve ad igienizzare l'impianto sempre che successivamente si carichi acqua sicura al 100% Giulia
quote:Risposta al messaggio di latrofa124 inserito in data 14/03/2015 18:20:04 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> La legionella si combatte in due modi: mediante aumento della Temperatura dell'acqua e/o mediante l'azione di un battericida ossidante (biossido di cloro, ipoclorito, ecc). Per chi possiede l'ALDE, nel manuale al punto 9.3, si legge che è prevista la funzione contro la legionella, basta aumentare la temperatura dell'acqua a 65°C. In impianti ALDE predisposti questa funzione è addirittura automatica. Se non si possiede l'ALDE e/o la possibilità di alzare la temperatura dell'acqua, il miglior sistema è di sanificare con ipoclorito di sodio (varichina, amuchina, ecc). Giusto per Vs. info, a livello industriale, alberghiero ed ospedaliero, nei nuovi protocolli sull'argomento legionella, la procedura prevede l'uso di biossido di cloro o ipoclorito ed eventualmente si sanifica con ipoclorito e biodisperdente. L'ipoclorito ossida (brucia) in superficie il batterio ammazzandolo ed il biodisperdente fa si che il cloro penetri anche sotto lo strato di limo dove sono eventualmente annidati i batteri. Marcello
quote:Risposta al messaggio di cla2011 inserito in data 15/03/2015 07:24:41 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Duo modi ma non solo, più sopra è riportata una lista di interventi di sanificazione. Giulia
quote:Risposta al messaggio di giuliasara inserito in data 15/03/2015 07:12:27 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> giulia, ho fatto un po' di speed reading sui tuoi conti, ma così a spanna mi sa che sei fuori di un fattore 1000: di milligrammi per litro si parla, non di grammi per litro, per cui i risultati dovrebbero essere 173 e 181 ml (non litri!) Eppoi non conviene riempire TUTTO il serbatoio di acqua, per cui il classico misurino da 25 ml (magari due o tre) dovrebbe andare alla grande. Io lo applico, apro i rubinetti, aspetto di sentire odore di candeggina uscire dai rubinetti, lascio agire 6 ore, svuoto l'impianto, risciacquo due volte con acqua pulita. Fammi sapere se i conti di cui sopra ti tornano... Cordialmente da DASH .(\_/). (='.'=) ('')_('')
quote:Risposta al messaggio di giuliasara inserito in data 15/03/2015 07:50:00 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> L'UV disinfetta l'acqua in ingresso, ma non elimina la possibilità che il batterio entri a valle dell'UV apportata dall'aria e/o da altre contaminazioni. Quali sono quest'altri metodi? Se sono quelli descritti da te (o meglio da wiki) stendiamo un velo pietoso. Ti ho descritto i protocolli in uso a livello industriale/ospedaliero/ alberghiero. Marcello
quote:Risposta al messaggio di Dash inserito in data 15/03/2015 08:24:56 (Visualizza messaggio in nuova finestra)>> Facendo così santifichi l'impianto. Qui invece si parla di disinfettare l'acqua che poi utilizzi in camper. Maurizio. Laika Kreos 3001 (2006)
http://www.acquatravel.it/index...
Maurizio. Laika Kreos 3001 (2006)