Inserito il 27/04/2010 alle: 07:27:18
PREPARAZIONE PER L'INVERNO
L’inverno è la stagione romantica per antonomasia: il camper sa esaltarla al punto che è praticamente impossibile resistere all’idea di trovarsi in una località montana a bordo di un’autocaravan, con la neve che fiocca, la stufa che funziona alla perfezione, un bicchiere di whisky in mano, un bel libro da leggere ed una lunga notte davanti da trascorrere in piacevole compagnia.
Un quadretto senza dubbio intrigante, l’augurio è che possa realizzarsi per tutti e che, soprattutto, certe uscite con il camper in inverno non si trasformino in una via crucis fuori stagione, magari a venti sotto zero con il mezzo bloccato e la moglie che rivendica a gran voce il suo diritto a vivere in pace, fra le mura di casa o in un’ospitale camera d’albergo.
Attrezzarsi per il meglio può essere utile, soprattutto se si decide di abbandonare le solite località collinari, magari per avventurarsi verso paesetti d’alta montagna, dove la colonnina del termometro può anche abbassarsi e di molto, la strada ghiacciare ed il nostro mezzo trasformarsi un frigorifero.
Insomma il camper è stato costruito ed ideato anche per la stagione invernale, occorre un pizzico di buon senso ed anche saper ascoltare i consigli di chi certe situazioni le ha già vissute per evitare rischi e guai.
Come dice il proverbio: "Uomo avvisato…", con quel che segue.
Per prepararsi al meglio alle uscite invernali, occorre innanzi tutto preoccuparci dello stato del nostro camper, partendo dal basso, cioè dai pneumatici.
I PNEUMATICI
Le gomme sono importantissime in tutte le stagioni dell’anno, dalla loro tenuta dipende moltissimo, anche perché lo scoppio di un pneumatico in velocità può causare guai anche molto grossi.
In inverno lo stato dei battistrada è molto importante, soprattutto in previsione di dover percorrere chilometri su strade innevate o ghiacciate, magari non egregiamente sgomberate, oppure di venirsi a trovare nel bel mezzo di una perturbazione meteorologica.
Esistono sul mercato pneumatici da neve anche per i camper, in queste ultime settimane la "Michelin", ad esempio, ha proposto un nuovo prodotto, "Agilis snow –ice", ideato per chi vive in regioni caratterizzate da lunghi periodi invernali con condizioni di circolazione particolarmente gravose.
In questo caso la mescola è stata rinforzata con particelle di silice, consentendo al battistrada di mantenere una maggiore stabilità.
Chi non vuole dotarsi di pneumatici invernali, deve assolutamente preoccuparsi dello stato di usura delle gomme: a volte sono sufficienti pochi centimetri, anche solo di neve marcia, per impedire al nostro mezzo di proseguire e, se la strada è in salita, il rischio è quello di trovarsi di traverso lungo la carreggiata, mettendo a repentaglio la nostra e l’altrui incolumità.
LE CATENE DA NEVE
Per percorsi in quota le catene non devono comunque mai mancare, anzi occorre tenerle a portata di mano.
Normalmente si aspetta fino all’ultimo prima di decidersi a montarle, quasi che dietro la curva, invece di altri cumuli di neve potessimo trovare uno splendido paesaggio tropicale.
Più si attende a montarle, più la situazione può precipitare, anche perché potremmo venirci a trovare in situazioni particolari, con strade strette, altri mezzi bloccati o addirittura percorsi improvvisamente in forte pendenza con annesso rischio di non riuscire a stabilizzare il mezzo.
Le catene, assicura la pubblicità, sono tutte di facilissimo montaggio: sarà, ma a volte stentiamo a crederci.
Nel momento del bisogno, magari sotto una copiosa nevicata, al buio o in condizioni di forte difficoltà, non è difficile andare in tilt ed allora anche la catena da neve più semplice diventa peggio di un rebus.
Allenarci una o due volte a montarle può dunque rivelarsi assolutamente utile: susciteremo magari l’ilarità di qualche passante che ci vedrà intenti, in una giornata autunnale, ad installare le catene sul nostro mezzo, ma è meglio sopportare qualche sogghigno, che dover sudare le proverbiali sette camicie mentre già è la neve ad inzupparci.
Approfittiamo della "prova" autunnale per indicare chiaramente su ognuna delle due catene su quale gomma debba essere montata ed anche per scrivere su un foglio da depositare nella loro sacca quali siano le ruote motrici. Farà ridere, ma se siamo soggetti a lasciarci prendere dal panico in situazioni difficili, potremmo anche porci la domanda: "Bisogna installarle sulle gomme anteriori o su quelle posteriori?"
Qualcuno sorriderà, altri in questo momento staranno annuendo: a molti è successo…almeno la prima volta.
In previsione di dover installare le gomme, o comunque di dover intervenire in situazioni di particolare difficoltà meteorologica o anche di notte, alcuni oggetti dovranno trovare ospitalità sul nostro mezzo: un telo per potersi sdraiare sopra, una piccola pala, dei guanti, i cunei per bloccare le ruote, un fornelletto da cucina con piccola bombola, qualche straccio, dei prodotti sgrassanti per le mani ed una potente torcia, ovviamente con le batterie in efficienza.
Al contrario che in estate, durante la brutta stagione i pneumatici debbono essere leggermente sgonfi, questo per aumentare l’attrito, ma non occorre assolutamente esagerare.
LA MECCANICA
Anche la meccanica deve essere controllata: i consigli in questo caso non sono molti.
Innanzi tutto nel radiatore occorre che la percentuale di anticongelante sia quella richiesta, così come è necessario aggiungere liquido specifico, o alcool denaturato, nel serbatoio del lavavetri.
Le batterie sono soggette a maggior utilizzo, prima di partire è utile controllarne stato e livelli.
L’olio merita un momento di attenzione: per quello del motore occorrerebbe sostituire al normale "Multigrade" uno specifico per basse temperature, sul tipo del "20 W 30" e, per quanto riguarda quello del cambio, è consigliato utilizzare quello sintetico.
Particolare attenzione al carburante: se si debbono affrontare temperature particolarmente rigide può essere utile asportare il filtro del gasolio che si trova all’interno del serbatoio, così da evitare la formazione di paraffina e poi di ricordarsi di trattare il carburante con degli additivi specifici oppure di aggiungere ad ogni pieno un litro di benzina super.
L’IMPIANTO DI RISCALDAMENTO
Spostiamoci ora all’interno della cellula abitativa, quella che sarà la nostra casa durante le vacanze invernali, augurandoci di potervi trascorrere ore serene lontani da rischi di raffreddore o di reumatismi.
Il turismo invernale all’aria aperta dà sicuramente molte soddisfazioni, ma necessita di qualche spesa e di una buona attrezzatura, soprattutto se non si vogliono correre rischi gratuiti.
Dicono gli esperti, ed hanno sicuramente ragione, che il veicolo ricreazionale non è stato studiato dalle case costruttrici per situazioni climatiche estreme, siano essere estive come invernali, per cui è necessario apportare delle modifiche che lo rendano il più possibile idoneo.
In inverno è essenziale che l’impianto di riscaldamento funzioni al meglio: in questo caso occorre prestare attenzione ad alcuni fattori di estrema importanza.
La stufa deve trovarsi in condizioni ottimali, libera dalla polvere che può essersi formata nella stagione estiva, soprattutto con le batterie necessarie per l’accensione in piena efficienza.
E’ consigliabile avere sempre con noi delle pile di riserva, anche perché se si dovessero scaricare ben difficilmente riusciremmo ad accendere l’impianto di riscaldamento.
Enorme attenzione occorre anche prestare all’impianto dell’aria canalizzata: verifichiamone lo stato, sdraio o altro materiale inserito nei gavoni durante l’estate potrebbe aver provocato qualche rottura nelle condutture, è consigliabile accorgersene per tempo e correre ai ripari.
Diamo pure un’occhiata a tutto l’impianto di canalizzazione, assicurandoci che aderisca il più possibile all’impianto idrico, così da scongiurare che le tubazioni dell’acqua possano ghiacciare.
E’ ovvio che l’impianto di ventilazione deve sempre essere lasciato in attività, così da assicurare una buona distribuzione del calore in tutte le parti del nostro mezzo eliminando oltre tutto il più possibile il fastidioso fenomeno della condensa.
Normalmente l’impianto di ventilazione consente una regolazione: non è necessario che la ventola "giri" al massimo, anche per evitare inutili consumi di energia, cerchiamo di dosarla, dando anche un’occhiata al serbatoio del gas.
L’IMPIANTO A GAS
Se la nostra sosta invernale è prolungata e il nostro impianto è dotato di bombolone GPL dobbiamo prestare il massimo dell’attenzione al consumo: verifichiamo quanto gas viene bruciato al giorno, così da evitare non solo di rimanere senza, ma anche di veder scendere di molto il suo livello.
Il GPL, infatti, è costituito da una miscela di gas dei quali il propano è uno dei componenti: quest’ultimo tende a bruciare per primo, così che nel bombolone rimarranno alte percentuali di altri gas che tendono a gelare anche a temperature non molto rigide.
Più si abbassa il livello nel serbatoio, maggiore è la percentuale di butano, la fiammella allora diventa sempre più tenue ed il rischio che la stufa possa anche spegnersi o comunque a non scaldare diventa concreto.
Il rischio è assolutamente minore per chi alimenta l’impianto di riscaldamento con bomboloni, è sufficiente procurarsi quelli di propano puro per dormire sonni tranquilli, anche qui ricordandoci di avere sempre con noi una bombola di scorta, in certi casi, al freddo, la notte è proprio lunga…
Altro rischio che può presentarsi in situazioni estreme è quello che il gas contenuto nel bombolone, anche se quasi tutto pieno, possa gelare.
Prestando il massimo dell’attenzione, può essere sufficiente accendere una candela o anche solo un accendino sotto il serbatoio per farne immediatamente alzare la temperatura, consentendo la ripresa del flusso del gas.
Volendosi comunque recare in alta montagna può essere utile dotare l’impianto a gas di un bocchettone esterno che consenta di alimentare la stufa, i fornelli ed il boiler anche attraverso una bombola.
GLI SCURI E LE PROTEZIONI TERMICHE
Per quanto concerne la vivibilità del nostro mezzo a basse temperature, un importante ruolo giocano anche gli scuri.
Debbono essere termici e, a temperature basse, meglio ancora se abbiniamo a quelli interni anche quelli esterni.
E’ importante utilizzare durante la notte il divisore termico tra la cabina e la parte abitabile: così facendo otterremo un ambiente molto più piccolo e quindi ancora più facile da riscaldare.
L’IMPIANTO IDRICO
Anche l’impianto idrico merita alcuni accorgimenti.
Già abbiamo scritto della necessità di proteggere i tubi dell’acqua dal rischio gelo facendo correre al loro fianco le canalette dell’aria forzata.
Questo peraltro può non essere sufficiente per garantirci la piena funzionalità del mezzo a temperature molto rigide.
Infatti potrebbe verificarsi, non è assolutamente improbabile, il fatto che l’acqua contenuta nei serbatoio di recupero geli formando una sorta di tappo che impedirà il deflusso dai nostri lavandini. In questo caso saremo costretti ad utilizzare bicchieri o tazze per scaricare l’acqua nel water.
A volte non esiste alcun accorgimento in grado di consentire di affrontare temperature particolarmente rigide ma si rivelerà sicuramente utile, se non altro per favorire il disgelo durante le ore più calde, inserire nel serbatoio di recupero o sostante anticongelanti oppure una miscela di sale grosso da cucina e di alcool.
Comunque se la temperatura nella notte sarà particolarmente rigida nulla impedirà al serbatoio di gelare.
Accorgimento utile potrebbe essere quello di inserire due deviatori sotto ognuno dei lavandini, così da creare un nuovo scarico diretto: ovviamente in questo caso dovrà essere utilizzato un serbatoio volante di recupero.
Questa soluzione, se si vogliono trascorrere più giorni in alta montagna in posti estremamente freddi, ad esempio Livigno, è forse la migliore e quella meno costosa.
Altri accorgimenti possono essere quelli di coibentare i serbatoio di scarico, oppure, addirittura, di inserire delle resistenze a 12 volt, oppure ancora di modificare il percorso dell’aria canalizzata, ma paiono assolutamente sproporzionati per il costo o per altri rischi che potrebbero produrre.
IL RISCALDAMENTO DELLA CELLULA DURANTE IL VIAGGIO
Problema non secondario è quello di riscaldare mentre si viaggia, la cellula abitativa: alcuni lasciano accesa la stufa, correndo grossi rischi, altri cercano di riscaldare al massimo la cabina col pericolo di cuocere pilota e patner e comunque non riuscendo a raggiungere i passeggeri della cellula, che, il più delle volte, sono i nostri ragazzi.
Accorgimenti consigliati sono due: il meno costoso, ma con risultati inferiori, è quello di prolungare, anche in modo artigianale, il bocchettone di riscaldamento della cabina facendolo giungere fin nella cellula, sicuramente la temperatura si alzerà di qualche grado.
Altra soluzione, senza dubbio razionale anche se un poco costosa, è quella di inserire un secondo radiatore, posizionandolo in un gavone della dinette, prolungando la circolazione di quello del motore ed inserendo una ventola a velocità variabile azionata dalla cabina.
Con questo sistema, utilizzato normalmente nelle ambulanze e che in molti mezzi e già di serie, si riuscirà a riscaldare il camper senza difficoltà ed anche a controllarne la temperatura.
Oltre tutto questo metodo si rivelerà un sistema di riscaldamento di emergenza nel caso dovesse terminare il gas di notte o rompersi la stufa.
Sarà sufficiente mettere in moto il mezzo (allontanandosi ovviamente dagli altri) per ottenere un minimo di riscaldamento in grado di consentirci di attendere l’arrivo del nuovo giorno.
IL BOILER E LA SOSTA
Il boiler in inverno non dà particolari problemi, unico consiglio è quello di farlo funzionare ogni tanto: non dimentichiamoci che al suo interno vi sono parecchi litri di acqua a contatto con una parete soggetta al gelo esterno.
Particolare attenzione a scaricare tutta l’acqua quando, giunti a casa in luoghi ove la temperatura scende comunque sotto lo zero, si parcheggia il camper lasciandolo con l’impianto di riscaldamento spento.
Occorre eliminarla tutta, utilizzando lo scarico diretto dei serbatoi e del boiler e lasciando aperti i rubinetti, sia quelli dell’acqua fredda che di quella calda. Solo così si avrà la certezza che tutta l’acqua è stata scaricata.
Prima di andare via sarà comunque utile far girare a vuoto per qualche secondo la pompa, andare a dare un’occhiata alla doccetta (se la dimenticano sempre tutti!) ed inserire un tappo di sughero nella valvola del water, così da lasciarla un pochino aperta.
ALCUNI CONSIGLI PRATICI
Questi i consigli più importanti, cose sicuramente conosciute da tutti i camperisti, ma che certe volte può essere utile rammentare.
Alle mogli, vero angelo del focolare ed anche dell’autocaravan, tocca ora inventarsi quegli accorgimenti, che costituiscono un "pizzico in più", al limite un’occasione per essere imitati e magari anche invidiati per l’inventiva.
Proviamo a svelarne alcune di queste trovate che in questi anni abbiamo potuto sperimentare di persona salendo e scendendo da decine di camper.
Protezione dei letti, soprattutto di quello della mansarda che, poggiando sulla cabina solitamente non molto riscaldata, possono rivelarsi freddi.
E’ sufficiente inserire sotto il materasso, quale intercapedine, una fodera con all’interno il medesimo materiale utilizzato per la realizzazione degli scuri termici.
Pavimento particolarmente freddo: disporre dei tappeti di moquette modulari e quindi facilmente sostituibili, man mano che si inzuppano di neve o di pioggia.
Sacca di pronto intervento per abiti fradici: lasciare vicino ad un bocchettone di aria forzata la biancheria di ricambio soprattutto dei bambini. Quando giungeranno bagnati fradici avremo qualcosa di tiepido con il quale rivestirli, evitando magari l’insorgere di un potente raffreddore.
Questi ed altri accorgimenti caratterizzano la vita dei camperisti.
In inverno, in condizioni estreme, uno sguardo dovrà comunque essere dato al nostro guardaroba cercando di renderlo il più possibile adeguato alle temperature che sappiamo troveremo e nel contempo assicurandoci di possedere adeguati ricambi.
Anche i piumoni termici ed i sacchi a pelo possono essere migliorati aiutandosi con un pochino di velcro.
L’inserimento di un lenzuolo opportunamente modulato all’interno non trova fondamento solo in ragioni d’igiene, ma anche in motivazioni di carattere pratico.
Non è raro, infatti, che, temendo il troppo freddo, si alzi a dismisura la temperatura interna ed allora la sudorazione aumenta, così come cresce in presenza di piccoli malesseri o di raffreddori.
L’inserimento di lenzuola all’interno dei piumoni consente un veloce ricambio e nel contempo assicura contro l’umidità.
COSA NON BISOGNA PROPRIO FARE
Un capitolo a parte meritano le "cose da non farsi assolutamente", quelle azioni inconsulte che a volte possono anche sfociare in tragedia.
Innanzi tutto bisogna guardarsi anche solo dal pensare di andare a chiudere con carta adesiva, nailon o altro le prese d’aria del nostro mezzo.
La stufa e la cucina, oltre alla nostra presenza, consumano ossigeno, è assolutamente necessario assicurare uno scambio d’aria; chiudendo le prese d’aria di serie del nostro mezzo non ne innalziamo la temperatura, in compenso aumentiamo e di molto i rischi per quanti lo abitano, soprattutto nelle ore notturne.
Eventuali stufe aggiuntive debbono essere elettriche, ne esistono in commercio alcune a bassissimo consumo (circa 600 watt) in grado di reggere i limitatori dei campeggi, ma evitiamo di "fare la scoperta" di portare stufette a gas che, consumando direttamente l’ossigeno presente nella cellula e non alimentandosi all’esterno, sono di pericolosità estrema.
Quando si cucina occorre tenere aperta, anche per poco, la finestra o almeno la ventola di aspirazione: oltre al ricambio di aria, questo accorgimento eviterà la formazione di condensa su tutte le pareti.
Discorso a parte meritano i diffusori di aria che si trovano nella cabina: soprattutto in presenza di vento è consigliabile tenerli chiusi, tramite loro, infatti, si incuneeranno nel nostro mezzo veri e propri spifferi destinati ad abbassare di molto la temperatura nel vano di guida, soprattutto se già avremo provveduto ad isolarlo dal resto del camper con gli scuri termici.
L’EMERGENZA
Se poi, nonostante tutte le precauzioni, nel bel mezzo di una gelida notte rischiarata da una splendida luna viene a mancare il gas e comincia a far freddo dentro il mezzo?
A volte essere prudenti può non bastare, ma essere previdenti non guasta.
Un accorgimento sarà quello di posizionare dei plaid sulle pareti del camper, utilizzando, per appenderli, carta adesiva o le porticine degli armadietti e poi di riunire il più vicino possibile tutta la famiglia.
Pur tenendo conto che il caldo tende sempre ad andare in alto, non è comunque consigliabile che, in questa situazione estrema, l’intero nucleo famigliare trovi rifugio in mansarda: questa parte del mezzo, infatti, per la sua posizione rischia di trasformarsi in una sorta di celletta frigorifera. E’ consigliabile invece restare in dinette usufruendo del lettone centrale, in attesa che, con l’arrivo del nuovo giorno, la situazione possa sbloccarsi.
Sembrerà questa una situazione estrema, ma non lo è affatto: a più persone, in posti molto freddi come in Italia possono essere Livigno o anche il Sestrieres, è successo di veder gelare il gas della stufa e quindi di non essere più in grado di scaldare il mezzo.
Nel cuore della notte, soprattutto con temperatura molto rigida che impedisce al camper di andare in moto, occorre arrangiarsi, escogitando soluzioni le più indolore possibile, anche perché in poco tempo la temperatura all’interno del nostro mezzo si abbasserà e di molto e di colpo diverrà inservibile, a causa del gelo, anche l’impianto idrico.
Prima che questo accada e che quindi qualche tubo possa scoppiare è necessario disattivare la pompa dalla centralina e far uscire più acqua possibile dai rubinetti, lasciandoli aperti ed anche facendo scorrere a terra un poco di acqua presente all’interno dei boiler aprendo la valvola.
Così facendo avremo creato nei tubi "spazio" per il ghiaccio che andrà a formarsi.
Pure lo scalino esterno merita un minimo di attenzione: di notte è consigliabile ritiralo, infatti, la neve o residui di fango lasciati la sera prima possono ghiacciare. Il mattino successivo, volendo partire, potremmo andare incontro a grosse difficoltà dovendolo chiudere.
Insomma, inverno è bello, ma occorre essere previdenti: fra quale mese con l’arrivo di condizioni climatiche più favorevoli tutto sarà più facile.
Ma, ammettiamolo, affrontare l’inverno ad alta quota con il proprio mezzo è estremamente affascinante, l’importante essere attrezzati.
Da Caravan e Camper novembre 1998
Stefano