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luckymario
luckymario
09/07/2006 243
Inserito il 24/09/2008 alle: 08:18:51
Ciao, volevo info sulla strada da fare x arrivare a Vinadio (S. anna).. e percorribile agevolmente in camper ?? non vorrei traformare un bella gita ..in un serie di tribolazioni ..!! grazie p.s. altrimenti ci vado in macchina !!
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silvio to
silvio to
14/01/2005 1200
Inserito il 24/09/2008 alle: 09:02:21
Vuoi arrivare al santuario? di camper ne ho visti parcheggiati ai piedi del santuario. La strada non è delle migliori, stretta con passaggi ostici ma, evidentemente fattibile dato che come ho detto di camper parcheggiati ce ne sono sempre. Una volta giunto al santuario , lasciando la strada che sale al colle della lombarda devi andare a destra su una stradina , fermati nel grande spiazzo che trovi a destra e non andare fino al santuario dove non c'è più spazio per manovrare. Ma è ancora aperto il santuario?

Modificato da silvio to il 24/09/2008 alle 09:03:18
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luci52
luci52
09/07/2007 929
Inserito il 24/09/2008 alle: 10:00:36
Con le dovute cautele poichè la strada è stretta puoi arrivare al santuario, se ti interessa leggi quest'articolo In onore di Sant'Anna Quasi al confine fra Italia e Francia sorge il Santuario più alto d’Europa, fra prati e laghetti ma anche fra i bunker e le fortificazioni di quello che era il Vallo alpino Il successo commerciale avuto da un’acqua minerale che porta il suo nome ha reso famosa in tutta Italia una località storica della provincia di Cuneo: il Santuario di Sant’Anna di Vinadio che, essendo collocato a 2.010 metri d’altezza, è il più alto d’Europa, e che si trova lungo la strada che appunto da Vinadio (Cn) sale al Colle della Lombarda, un passo che porta in Francia. Sant’Anna (come viene comunemente chiamato questo Santuario) da secoli è un punto di riferimento per i fedeli non solo del Cuneese (per i quali è meta di pellegrinaggio) e per gli appassionati di montagna (per i quali è un punto di partenza per bellissime escursioni). La storia La storia del Santuario è quasi millenaria. Tra i secoli XI e XII la Chiesa cattolica crea, in prossimità di molti passi alpini, chiese-ospizi per assistere i viandanti. Anche Sant’Anna ha questa origine. Inizialmente la chiesa è dedicata a Santa Maria Brasca, di cui si parla in un documento del 1307. Nella prima metà del 1400, venuta dalla Chiesa di Oriente, si diffonde in Piemonte la devozione a Sant’Anna e, nel 1443, si trova il primo testo che fa riferimento alla chiesa dedicata non più a Maria, ma a sua madre Anna. La leggenda però narra che Sant’Anna apparve alla pastorella Anna Bagnis per indicarle il luogo dove costruire una nuova chiesa dedicata alla madre della Madonna. Le sarebbe apparsa sul masso, ancor oggi detto dell’apparizione, a 500 metri dal Santuario. Già nel 1500 alcuni documenti segnalano la presenza di un cappellano fisso che assiste una «moltitudine di popolo» che sale alla cappella-ospizio in occasione della festa e di un custode (il randiere) per i trasporti e l’assistenza invernale, per il servizio di guida, vitto e alloggio ai viandanti, e per il suono di campana come richiamo in caso di tormenta e di nebbia. Nello stesso secolo la cattedrale di Apt (in Francia), la prima chiesa in Europa dedicata a Sant’Anna, dona al Santuario una piccola parte della reliquia della Santa, che era stata salvata dalle invasioni barbariche e dalle relative distruzioni. Nel 1681 viene inaugurata la nuova chiesa dalle dimensioni di quella attuale e con il pavimento in ascesa, posato sulla roccia levigata dagli antichi ghiacciai. Qualche decennio più tardi sorgono il primo caseggiato del randiere, stalla, fienile, solaio. Nella seconda metà del 1700, vengono costruiti nuovi edifici per ospitare le migliaia di pellegrini che iniziano a salire al Santuario. Purtroppo tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX la zona è teatro di guerra. Le truppe francesi sconfinarono più volte passando dal vicino Colle della Lombarda per invadere il Regno di Sardegna. Il complesso del Santuario ne risentì parecchio. Molte strutture sono danneggiate, alcune distrutte. Così, terminata la bufera della Rivoluzione francese e delle guerre napoleoniche, si deve provvedere a ricostruire gran parte degli edifici. Seguono le traversie dovute alle leggi per la soppressione degli enti ecclesiastici e soltanto con il Concordato del 1929 il Santuario viene affidato alla diocesi di Cuneo e torna a rifiorire la devozione a Sant’Anna. Per il Santuario però non sono finiti i tempi tristi. L’esercito italiano, temendo un’invasione francese, costruisce sulle montagne di confine del Cuneese numerose caserme, fortini, bunker. E anche l’area intorno al Santuario, strategica perché vicino al Colle della Lombarda, viene fortemente militarizzata. Così, quando nel 1940 scoppia la seconda guerra mondiale, il Santuario e le sue strutture sono teatro di operazioni belliche con i conseguenti saccheggi e le immancabili devastazioni. Cessata la guerra, l’area conosce una nuova primavera. A partire dal 1949 è tutto un fiorire di opere e di attività e dal 1964 la strada viene ristrutturata e asfaltata rendendo così più facile l’accesso. Nello stesso periodo la liturgia riscopre il valore di ambedue i genitori di Maria, Anna e Gioacchino, come testimoni della vita coniugale secondo il piano di Dio. L’itinerario Arrivare a Sant’Anna è semplice. Da Cuneo ci si dirige verso Borgo San Dalmazzo e da qui si prosegue verso la Valle Stura prendendo la direzione Demonte. Superato questo centro abitato si imbocca la strada statale n. 21 per il Colle della Maddalena (confine di Stato con la Francia) fino a Vinadio. Chi è interessato alla storia, e in particolare alla storia militare, può farvi una sosta per visitare il forte, uno dei più significativi esempi di architettura militare dell’arco alpino. Lo sviluppo longitudinale del forte è di 1.200 metri su tre livelli con circa 10 chilometri di percorsi interni. Eretto da Casa Savoia al tempo del Regno di Sardegna come baluardo contro un’eventuale invasione francese, il forte mantenne il suo valore strategico fino alla seconda guerra mondiale. Nel corso dell’ultimo conflitto, il forte fu oggetto di diversi bombardamenti angloamericani e le sue mura ne portano ancora i segni. Negli ultimi anni gran parte del complesso è stato restaurato (durante l’estate l’azienda turistica locale organizza ogni giorno visite guidate nel forte). Proseguendo sulla strada statale del Colle della Maddalena, appena lasciato Vinadio, si arriva a un incrocio con l’indicazione: «Sant’Anna di Vinadio - Colle della Lombarda». Si svolta allora a sinistra lasciando la statale n. 21. Come ci si accorgerà presto, la nuova strada è stretta e molto tortuosa, anche se affascinante. Dopo aver attraversato il ponte sul torrente Stura di Demonte, si passa da una piccola frazione di Vinadio lasciando sulla destra lo stabilimento di imbottigliamento dell’acqua minerale. Da questo momento, la strada inizia a inerpicarsi in un tracciato di 12 chilometri di curve e tornanti che attraversano castagneti, faggeti e poi, sempre più in alto, boschi di pini e larici, fino alla bassa vegetazione tipica dell’alta montagna. Spesso lungo il tragitto si incontrano vecchie costruzioni militari: casermette, piccoli rifugi, ecc. Sono i resti del Vallo alpino di cui si parlava sopra. Dopo circa 40 minuti si arriva a una biforcazione: a sinistra si può proseguire verso il Colle della Lombarda e da lì in Francia, a destra si imbocca la strada verso il Santuario di Sant’Anna. Oggi il complesso di Sant’Anna è ben organizzato per far fronte all’arrivo di migliaia di pellegrini ogni anno. Ci sono parcheggi per i camper (molti fedeli si fermano più giorni), per le auto e per le moto. Dietro la chiesa c’è una struttura che riceve i pellegrini in uno stile montanaro, molto spartano ma accogliente. Gli ex voto La chiesa non è molto grande e ha una struttura architettonica semplice. Appena entrati colpisce il pavimento in ascesa con l’altare in alto rispetto ai fedeli. Lungo le pareti ci sono molti ex voto. A differenza di quelli tradizionali, questi ex voto sono tavolette di legno sulle quali chi ha ricevuto la grazia da sant’Anna ricorda il tragico evento durante il quale ha chiesto aiuto alla madre della Madonna. Alcune di queste tavolette sono antiche, e moltissime sono di soldati scampati alla ritirata di Russia. Altrettante sono di persone uscite illese da terribili incidenti sulle strade o al lavoro. In alto, nella navata di destra, ce n’è una con una sciarpa di sostenitori della Juventus e una degli hooligans del Liverpool. È il ringraziamento di un tifoso bianconero scampato alla tragedia dello stadio Haysel nel 1985 (dove perirono una trentina di tifosi della Signora). A fianco dell’altare ci sono due strutture in metallo: in una sono appesi fiocchi azzurri, nell’altra fiocchi rosa. Sono i ringraziamenti delle famiglie che avevano pregato la Santa per avere un figlio o una figlia e sono stati esauditi. Nella provincia Granda (come comunemente viene chiamata la provincia di Cuneo), la devozione popolare a Sant’Anna è fortissima, soprattutto fra i ceti più umili. I fedeli, in passato, si sobbarcavano chilometri a piedi per raggiungere il Santuario. E anche oggi, che alla chiesa si può arrivare in macchina, c’è chi spende una parte delle proprie ferie per venire qui a pregare e a chiedere una grazia. Soprattutto in estate moltissimi pellegrini con le loro famiglie arrivano la mattina presto per partecipare alla Messa e pregare la Santa. Per molti di loro la visita al santuario si tramuta poi in una festa. A mezzogiorno nelle aree allestite intorno al santuario molte famiglie organizzano lunghe tavolate all’aria aperta. In cammino Sant’Anna però è anche una meta interessante per chi ama la montagna. Chi ami camminare può imboccare una delle strade militari che partono da dietro il Santuario e salire piano piano sul costone dietro la chiesa. I militari avevano costruito queste strade per farci transitare munizioni e vettovagliamenti per le truppe di stanza nelle fortificazioni poco sopra: si tratta quindi di tracciati con poca pendenza, particolarmente dolci e facili da percorrere anche per gente non allenata. Il sentiero più battuto porta, dopo un quarto d’ora di marcia, a un laghetto intorno al quale molte famiglie sostano per il picnic. Proseguendo si troveranno altri due laghetti (in agosto non è infrequente trovare qualche audace che nuota nella loro acque fredde). Chi ha voglia di andare oltre, può arrivare al Passo Tesina e da lì, con un’altra decina di minuti di cammino, raggiungere le prime fortificazioni. Si tratta di casermette e bunker ancora in buono stato di conservazione. Tutto intorno è poi ancora possibile vedere le barriere di filo spinato che li circondavano e li proteggevano. In alcuni di questi bunker (in particolar modo quelli che guardavano la Francia) non si può più entrare: nei trattati di pace sottoscritti al termine della seconda guerra mondiale, i francesi pretesero che gli ingressi di queste strutture fossero fatti saltare in modo tale che non solo non vi si potesse più accedere, ma anche che non fossero più in alcun modo utilizzabili. Scendendo verso la Francia si trovano altri laghetti glaciali. Sempre percorrendo le strade militari è poi possibile rientrare a Sant’Anna e da qui riprendere la strada per casa. Buona giornata e buona passeggiata. Luci
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luckymario
luckymario
09/07/2006 243
Inserito il 24/09/2008 alle: 10:41:36
Sinceramente ..non pensaavo fosse sui 2000m !! mi sa che andro in macchina ..solo la domenica !! grazie a tutti !!
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pedroz
pedroz
22/09/2008 9
Inserito il 24/09/2008 alle: 21:51:43
Io ci sono stato alla fine di Agosto, con il mio Burstner Mt 6,80, e se non incontri macchine nelle curve, non ci sono grossi problemi. Quando arrivi quasi alla chiesa, troverai sulla tua sinistra una strada sterrata, ma bella e dopo chica 50/60 mt. ci sono due pizzali per parcheggiare comodamente il camper.
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silvio to
silvio to
14/01/2005 1200
Inserito il 25/09/2008 alle: 08:10:44
Sicuramente lo conosci già ma il santuario ha un sito: www.santuariosantanna.it dove dice che il santuario chiude a fine settembre. La particolarità del santuario è quella di avere il pavimento in pendenza, inoltre si usa portare i fiocchi dei bambini nati nell'anno per affidarli a sant'Anna mamma della Madonna.
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luckymario
luckymario
09/07/2006 243
Inserito il 25/09/2008 alle: 13:43:16
grazie ..a tutti ..!! ho appena telefonato ..e mi hanno detto che per il fine settimana e aperto !! pero non c'e modo di salire se non con mezzi propri ..!! sono un po indeciso ..!! ho un driver di 6m !! su ducato 2800 ..!! che dite !?? grazie
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silvio to
silvio to
14/01/2005 1200
Inserito il 25/09/2008 alle: 14:38:12
Io ti dico cosa farei, se è solo per una giornata andrei in macchina, così mi farei pure un giretto al colle della lombarda e magari fino a quella schifezza di isola 2000.
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homepost
homepost
27/05/2007 1478
Inserito il 25/09/2008 alle: 20:27:30
allora, io consiglio sempre (come già scritto in altri post precedenti) di salire con il camper alla sera dopo le 20.00, in modo tale che non si rischia più di trovare qualcuno che scenda (l'ultima messa d'estate è alle 16.00, poi chi esce va al bar o si guarda il panorama, e poi torna a casa). Se dovete scendere potete farlo al mattino presto oppure di nuovo alla sera tardi. Durante il giorno ci sono dei pullman di linea che portano su e giù frotte di turisti e pellegrini, e quindi è sconsigliabile trovarsi per la strada con camper. Salendo il primo tratto (tornanti) è un po' stretto per due sensi di marcia, poi da metà percorso in poi migliora decisamente. Comunque penso che ora le strade stiano per chiudersi: 2 settimane fa nevicava sul colle della Lombarda, e con questo tempaccio si rischia un po'. In ogni caso, il panorama da lassù ti ripaga di tutta la fatica e le sudate. Prudenti, mi raccomando! [;)] Anna
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