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ANNOTAZIONI
VARIE Indubbiamente non abbiamo azzeccato l’estate
giusta per questo itinerario, visto che abbiamo avuto solo due giorni di sole
pieno e temperature medie intorno ai 20 gradi con minime di 12-13 gradi. Gli
stessi olandesi giravano con giubbotti, pile e felpe pesanti e ci hanno
assicurato che da diverso tempo non si registrava un agosto così fresco. Tutto
sommato però abbiamo avuto una parte di fortuna se consideriamo che la pioggia,
che pure è caduta abbondante, si è concentrata al 90% durante la notte e quindi
abbiamo potuto visitare senza troppi problemi le varie destinazioni. Un consiglio: anche se vedete il sole, portatevi
dietro un ombrellino pieghevole … non si sa mai! Detto questo vediamo di distinguere tra tre stati
piuttosto diversi tra loro e con notevoli variazioni al loro interno (eccetto
il Lussemburgo).
Il Granducato di Lussemburgo è piccolo
ma non troppo: noi in 3 giorni non abbiamo visto proprio tutto anche se ci
siamo fatti un’idea precisa del paese. La zona industriale è a sud proprio al
confine con la Francia, mentre il centro ed il nord sono più rurali, con
foreste estese e pascoli altrettanto grandi. Oltre a Lussemburgo città, vale la
pena passare da Echternach e soprattutto da Vianden, bel castello al confine
con la Germania dove si parla una sorta di dialetto tedesco (anche ad
Echternach) e dove noi abbiamo trovato una bella festa medievale. Nell’interno
sono segnalati altri castelli che però noi non abbiamo visto. Degna di nota
anche la Petite Suisse, una zona, come dice il nome, molto verde,
caratterizzata da formazioni rocciose particolari e da corsi d’acqua
spumeggianti.
La caratteristica peculiare dell’Olanda è l’acqua che
circonda pascoli, strade e città. La dominante è però data da quel verde
intenso che quando è associato all’azzurro del cielo (purtroppo di rado)
rasserena qualunque animo. La maggior parte del paese è semideserta, bucolica,
popolata per lo più da mucche, pecore e cavalli e punteggiata qua e la da
cicogne ed aironi cinerini. La parte ad ovest dell’Ijsselmeer (o dello Zuiderzee,
come si studiava a scuola) è invece molto più popolata, anche se non mancano
pascoli, mucche ed altri animali. Qui si concentrano le grandi città:
Amsterdam, Rotterdam, L’Aia, ecc. Altra costante dell’Olanda è il formaggio celebrato ed ostentato ad uso dei turisti
nei mercati delle sue “capitali”: Edam, Alkmaar, Gouda …Anche i mulini, vanto e
simbolo dei Paesi Bassi non sono così rari: prima di arrivare a Kinderdijk ne
avevamo già visti parecchi anche se per la maggior parte si tratta oramai di monumenti.
Impressionante l’Afsluitdijk, la grande diga, che per circa 30 km respinge il
mare del nord e lo costringe a starsene lì, come appeso, 4 metri più in alto
rispetto all’Ijsselmeer, il grande lago formato dalla foce dell’Ijssell. Ultima
caratteristica dell’Olanda è l’immancabile pista ciclabile percorsa per lo più
da ciclisti dilettanti sulle tipiche bici modello Olanda con manubrio alto e
largo. L’uso della bici è così diffuso che si incontrano segnali stradali
specifici per bici, in genere rossi in campo bianco, che indicano percorsi per
bici con indicazione della distanza, semafori per bici, ampi parcheggi per
bici, corsie preferenziali, ecc.
Il Belgio è invece un paese a più
facce: si va dalle foreste di conifere delle Ardenne, alle pianure adibite a
pascolo della Fiandra nord-occidentale, alle dolci colline della Vallonia, al
confine con la Francia. Toglietevi dalla testa che il Francese sia la lingua
nazionale: nelle Fiandre si parla rigorosamente Fiammingo (in pratica
l’olandese) ed i cartelli non sono quasi mai bilingue; se siete in autostrada
nella zona fiamminga non troverete indicazioni per Tournai, ma solo per
Doornik: è quindi bene avere un buon atlante o documentarsi prima sui doppi
nomi delle città. Dal punto di vista architettonico il Belgio (almeno per
quanto riguarda le città d’arte fiamminghe, come Bruges, Gent, Anversa) batte
l’Olanda di diverse lunghezze (eccezion fatta per Delft), con cattedrali
imponenti per lo più gotiche, case con frontoni lavorati al limite
dell’intarsio e “beffroi” (torri) che svettano verso il cielo. È invece assai
carente di villaggi caratteristici che sono invece frequenti dai cugini
d’oltre-Schelda. Scendendo in Vallonia le città sono un po’ meno accattivanti:
a farla da padrone sono i castelli e le abbazie. In quest’ultime si producono
ancora, in maniera tradizionale, le birre per le quali il Belgio è giustamente
famoso: Leffe, Chimay, Orval, Maredsous … birre “trappiste” molto aromatiche
con tassi alcolici elevati, tra i 6 e i 10-11 gradi. Altra gradevole costante
del Belgio è costituita dalle chocolaterie che vendono gustosissime praline
artigianali ad ogni gusto immaginabile, e dalle gouffres, quei dolci che noi
chiamiamo in genere waffels. NOTIZIE
PRATICHE Carburanti Il prezzo dei carburanti, si sa, incide sempre più
sul viaggio itinerante ed è bene avere un’ idea di quanto si va a spendere. In tutti i paesi nei quali abbiamo fatto
rifornimento, il prezzo del gasolio era inferiore a quello mediamente praticato
in Italia, mentre la benzina verde è più cara: questo perché all’estero il gap
tra i due carburanti e maggiore che da noi. Si va dai 90 cent al litro del
Lussemburgo a 1,10 euro del Belgio. Queste le oscillazioni. In ogni paese è
comunque possibile trovare distributori che praticano prezzi intorno a 1 euro
al litro. Come qui in Italia, anche all’estero i prezzi in autostrada sono i
più alti ed è quindi preferibile fare il pieno alla periferia di qualche città.
In Francia conviene rifornirsi presso i grandi supermercati come Carrefour,
Leclerc, Intermarché, Match, ecc. Per dovere di cronaca il prezzo più alto che
ho visto per la verde è stato 1,45 euro in Olanda. In Svizzera il gasolio costa
più o meno quanto in Italia; la cosa strana è che è più caro della benzina! La rete dei distributori è molto meno capillare
rispetto all’Italia; ci è capitato più volte di fare 30 – 40 km senza vedere un
distributore, quindi conviene rifornire per tempo. Inoltre i self-service non
accettano carte di credito, solo bancomat locali o contanti. Negozi I costi dei generi alimentari sono analoghi ai
nostri. In genere costa di meno il latte mentre costano un po’ di più il pane e
l’acqua. Per l’acquisto del latte occorre fare un po’ di attenzione perché si
trovano in commercio anche cose che sembrano latte ma non lo sono come il
latte-yoghurt, il latte acido, la panna acida, ecc. Nelle zone di lingua
francese non ci sono problemi; in quelle di lingua fiamminga occorre cercare il
“volle melk” per essere sicuri di bere latte. Gli orari in Olanda sono continuati ma la chiusura è
in genere anticipata alle 17.30 – 18. Solo ad Amsterdam ho visto qualcosa che
chiudeva alle 19. In Belgio vige lo stesso sistema ma la chiusura in genere è
alle 19. In Olanda i supermercati in genere non accettano
pagamenti con carta di credito di nessun tipo. Autostrade Tutte le autostrade di Belgio, Olanda e Lussemburgo
sono gratuite. Anche il tratto Francese che abbiamo percorso (Metz-St.Diè e
Colmar-Basel) è gratis: comunque se nei cartelli d’ingresso in autostrada non
c’è scritto Pèage potete star sicuri che il tratto è gratuito. In Svizzera
invece si paga un bollino che costa circa 27 euro e dà libera circolazione
sulla rete autostradale fino al 31 gennaio dell’anno successivo a quello di
emissione. N.B. Il traforo del San Gottardo, contrariamente a
quanto si può pensare, è gratuito. Assistenza sanitaria In tutti i paesi è sufficiente il modello E 111
rilasciato dall’ASL prima della partenza. Documenti Carta d’identità per gli adulti e Lasciapassare per i
bambini (o passaporto con bimbi iscritti) DIARIO DI
VIAGGIO 1-2 agosto –
FIRENZE-THANN (F) km 700 Partiamo alle 21 dal rimessaggio e facciamo un po’ di
viaggio di notte per non affaticare troppo Mirko. Arriviamo fino ad Assago (MI)
intorno all’una e ci fermiamo a dormire. Dopo una bella colazione all’Autogrill
ripartiamo ed attraversiamo il confine a Maslianico (CO) per evitare le code ed
i controlli della barriera di Chiasso. Qui acquistiamo il bollino autostradale
(€ 27) e rientriamo in autostrada subito dopo Chiasso. A Bellinzona usciamo un
attimo per fare il pieno in città e poi continuiamo fino ad Airolo. Qui ci
fermiamo per il pranzo. Piove e non si può fare granché tranne un giro
nell’autogrill per sgranchirci le gambe. Smette per un attimo di piovere e così
proviamo a salire al passo sperando che il cielo si apra un po’, ma non è così.
Arrivati in cima ci aspettano soltanto freddo e nebbia, così proseguiamo. Il tempo peggiora sempre più, piove che Dio la manda!
A Lubecca quasi non si vede la strada! E l’ingresso in terra francese non
cambia di molto le cose… Sotto il diluvio puntiamo dritti verso l’area di sosta
di Thann dove abbiamo pernottato per più giorni due anni fa. Qui finalmente la
natura si placa e dopo cena riusciamo persino a fare due passi. 3
agosto – THANN – EGUISHEIM - NANCY km
191 Al mattino non piove più. Visitiamo la Cattedrale ed
acquistiamo pane e tortine: qua le paste sono in realtà torte in miniatura di
alta pasticceria, più costose ma meno “grezze”. Ci trasferiamo ad Eguisheim, il
nostro preferito tra i pittoreschi paesini dell’Alsazia, per rinfrescarci la
memoria e per rifarci gli occhi con un po’ di colori dopo il grigio di ieri.
Pranziamo a Kaisersberg (altra chicca alsaziana) e poi ci avviamo verso Nancy
attraverso il Col du Bonhomme. Nancy, capoluogo della Lorena e capitale
dell’antico ducato, conserva alcuni edifici medievali ma è sostanzialmente una
città settecentesca, ordinatamente neoclassica. Da vedere Place Stanislas, tra
le più belle di tutta la Francia, circondata da edifici uniti tra loro da
cancellate in ferro battuto ai 4 angoli. Bello in particolare l’Hotel de Ville,
specie se visto dall’Arco di Trionfo, sul lato opposto della piazza, che lo
inquadra prospetticamente. Al di là dell’arco Place de la Carriere, alberata,
dalla quale si accede al parco de La Pepiniere, splendido giardino
settecentesco con roseto, aiuole decorative, giochi per bambini e piccolo parco
zoologico. Altri edifici degni di nota: la Cattedrale e Porte de la Craffe.
Pernottiamo nel parcheggio di Porte St.
Catherine (a pagamento di giorno 0,80 €/h) vicinissimo al centro. 4 agosto –
NANCY (F) – METZ – LUSSEMBURGO - ECHTERNACH (L) km 210 Lasciamo Nancy, costeggiando la Meurthe (il fiume).
Ci fermiamo a mettere un po’ di gasolio a Match e nell’occasione compriamo
anche un po’ di mousse de canard au Port (patè di fegato d’anatra al Porto) e
qualche altra leccornia francese. Imbocchiamo l’autostrada ed arriviamo a Metz,
seconda città della Lorena e capoluogo del dipartimento della Mosella. Il
centro storico è interamente concentrato su una collinetta a destra della
Mosella. Oltrepassato uno dei ponti sul fiume si sale alla cattedrale gotica di
St Etienne, molto bella, poi si scollina per le vie del centro, in parte
pedonali, fino alla Porte des Allemandes porta fortificata del Trecento. Anche
qui acquistiamo tartelettes (tortine) alla fragola e al lampone, care ma
squisite. Dopo pranzo partiamo per Lussemburgo: a causa di una deviazione in
autostrada facciamo quasi 80 km anziché i 50 preventivati ed arriviamo verso le
17. Posteggiamo in Boulevard de la Petrusse. Attraversato Pont Adolphe siamo
già in centro e visitiamo la Cattedrale di Notre Dame, Place Guillaume con i
leoni in bronzo e in fondo il palazzo granducale, Place de l’armes,
ombreggiata, animata e piena di locali, e poi ci fermiamo un’oretta in un parco
pubblico con una nave in legno a grandezza naturale che fa la felicità di
Mirko. Ripartiamo ma abbiamo quasi finito il gasolio e rischiamo di restare a
secco, dal momento che no troviamo un distributore. Per fortuna un
lussemburghese estremamente gentile cui chiediamo informazioni, dicendoci di
seguire la sua auto ci porta personalmente fino al distributore più vicino e
oltretutto lungo la strada statale diretta verso Echternach, nostra prossima
meta. Mangiamo lungo la strada e pernottiamo nel parcheggio del lago,
all’inizio del paese, assieme ad altri camper belga. 5 agosto ECHTERNACH – PETITE SUISSE – ECHTERNACH km 51 Il tempo è coperto ma non piove, così visitiamo il
paese, carino nel suo insieme, con la grande chiesa di St. Willibrord, la più
grande e, almeno come origine, la più antica del Granducato. Siamo al confine
con la Germania a una ventina di km da Treviri (Trier) per chi volesse fare una
deviazione. La maggiore attrazione sono però i dintorni, la cosiddetta piccola
svizzera lussemburghese. Purtroppo però pioviggina e non ce la godiamo granché.
In efetti è una zona particolare che alterna verdi pascoli pieni di mucche a
boschi fitti con strane formazioni rocciose come pinnacoli e crepacci. Verso le
17 smette di piovere e facciamo due passi nel bosco, salendo per una scala
ripidissima scavata nella roccia tra due pareti vicinissime, tanto che a tratti
lo zaino in cui porto Mirko rischia di incastrarsi. Torniamo a Echternach dove
in serata dovrebbe esserci la “festa d’estate” che però è una festa bagnata con
un gruppo che canta un po’ in francese e un po’ in tedesco e pochi arditi che
ballano sotto la pioggia con in mano gli ombrelloni dei tavoli. 6 agosto ECHTERNACH – VIANDEN (L) – MAASTRICHT (NL) km 221 Non piove più, ma il cielo è sempre grigio e la
temperatura sui 16°. Ci spostiamo a Vianden, altra località sul confine con la
Germania, dove c’è un bel castello medievale, appartenuto nel ‘400 agli
Orange-Nassau, nel quale si svolge un bel festival medievale (abbiamo temporeggiato
apposta per vederlo). Nel castello, che merita una visita di per sé, si
svolgono spettacoli di danza, musiche medievali, duelli tra cavalieri,
esibizioni di falconeria che attirano molto l’attenzione di Mirko, oltre
ovviamente alla nostra. Inoltre è allestito un mercato di artigianato locale
(dove compriamo qualche souvenir) ed è in funzione una taverna dove si cambiano
gli euro in moneta dell’epoca per le consumazioni rigorosamente in vasellame di
argilla. Nel pomeriggio finiamo di attraversare il Lussemburgo, riempiamo il
serbatoio all’ultimo distributore, attraversiamo il tratto ardennese del Belgio
(intorno a Liegi) ed entriamo in Olanda. Prima tappa Maastricht, cittadina
famosa per lo storico trattato europeo, centro di dimensioni contenute (circa 100.000
abitanti) sulla riva della Mosa (in olandese Maas, da cui il nome). È una città
carina, molto ordinata: bello il Markt, dominato dallo Stadhuis, la Vrouwekerk,
la cattedrale di Sint Sirvaas e l’attiguo campanile di Sint Jans. Verso l’ora
di cena imbocchiamo la A2 verso Eindhoven e sostiamo in un area di servizio
dove pernottiamo, circondati da leprotti.
7 agosto
MAASTRICHT – ARNHEM (BURGERS’ ZOO) km
151 La giornata di oggi è interamente dedicata ad uno dei
più grandi zoo d’Olanda, il Burgers’ di Arnhem. Gli animali qui hanno ampi
spazi e c’è perfino un’area safari dove convivono molti animali della savana
(con l’unica divisione erbivori/carnivori). Dentro una grande serra c’è
l’ambiente tropicale delle mangrovie, in un’altra è ricreato quello
dell’Amazzonia e c’è pure un grande acquario con pesci d’ogni tipo che termina
con una enorme vasca popolata dagli squali con tanto di relitto. C’è poi
l’isola delle scimmie con gorilla e scimpanzé, la voliera dei rapaci, la vasca
dei pinguini; ci sono tigri, leopardi, renne di babbo natale, cammelli,
bisonti, e …molto altro ancora, per la gioia di Mirko! Unico neo il tempo: per
tutto il giorno si sono alternati acquazzoni improvvisi ad ampie schiarite ed
abbiamo dovuto continuamente cambiare abbigliamento, aprire e chiudere
l’ombrello, ed evitare che Mirko saltasse in tutte le pozzanghere. Verso le 19
abbiamo cercato un campeggio nelle vicinanze e ci siamo fermati al Warnsboorn:
gestione familiare, proprietari cordiali e disponibili e prezzi contenuti (€
20). 8 agosto
ARNHEM – KAMPEN-GIETOORN - AFSLUITDIJK km 199 Ci svegliamo con 12 gradi dopo una nottata di
pioggia, effettuiamo le operazioni di carico/scarico e ripartiamo in direzione
di Kampen. Arriviamo verso le 12 e parcheggiamo nei pressi del fiume Ijssel in
un parcheggio gratuito appena fuori dal paese. Kampen accoglie i visitatori con
un bel giardino, molto curato, attraversato dall’immancabile canale, con il
nome del paese scritto in grande con una siepe di bosso. Nel giardino
gironzolano indisturbati struzzi e daini! Il paese è grazioso, con le tipiche
casette colorate, diverse porte-torri, un bel municipio gotico, un bella e
lunga via pedonale con negozi. Entriamo in una macelleria molto attraente con
un sacco di prelibatezze già preparate ed acquistiamo involtini, polpette e un
salsicciotto spalmabile per la modica cifra di 5 euro: altro che panini! Dopo
pranzo proseguiamo verso nord-est e ad Hasselt c’imbattiamo nel nostro primo
mulino a vento. Attraversiamo dei polder punteggiati di pecore e mucche ed
arriviamo a Giethoorn, la piccola Venezia del Nord (visto che l’appellativo,
senza l’aggettivo “piccola” spetta ad Amterdam!). All’inizio non troviamo il
centro che è effettivamente un po’ defilato rispetto alla strada principale, ma
poi dei camperisti italiani ci danno alcune dritte, segnalandoci anche la
presenza di un’area attrezzata a pagamento, che però non sfrutteremo. Visitiamo
il paese, che rispetto a Venezia è molto più verde e rurale: le case hanno
tetti in canniccio, ognuna è contornata da un giardino pieno di fiori che da
un su un canale; per accedervi ci sono
stretti ponti pedonali (o al più ciclabili) in legno che risalgono al secolo
scorso. La visita può essere effettuata anche in barchette che vengono
noleggiate dagli abitanti all’ingresso del paese. Insomma il luogo è veramente
particolare e merita una tappa. Ripartiamo verso il Mare del Nord (o meglio il
Waddenzee, cioè il mare compreso tra la grande diga e le isole Frisone.
Arriviamo fino all’inizio dell’Afsluitdijk, la diga lunga 30 km che divide il
mare dall’Ijsselmeer, il grande lago formato dalla foce dell’Ijssel, creando un
dislivello di circa 4,50 metri. Pernottiamo in un’area di sosta
dell’autostrada, già sulla diga, sferzati da un vento impetuoso in compagnia di
pochi altri temerari camper olandesi. 9 agosto AFSLUITDIJK
– VOLENDAM km 129 Al risveglio il cielo è ancora piuttosto grigio, tira un forte vento e la temperatura è di 13
gradi; così abbandoniamo l’idea di andare sull’isola di Texel con le bici.
Guardando attentamente la guida ci accorgiamo che a pochi chilometri da qui c’è
Enkhuizen, località segnalata con due stelle. Così, dopo esserci soffermati un
attimo davanti al monumento ai costruttori della diga, ci dirigiamo verso la
nostra nuova destinazione. Si tratta in effetti di un paese animato, con belle
case del 500, dove compriamo qualche souvenir. Al locale supermarket compriamo
anche un po’ di cibo locale e proviamo un’insalata di tonno, salmone,
gamberetti, patate, cipolline, cetrioli e maionese che si rivela molto buona.
Dopo pranzo ci spostiamo a Hoorn, cittadina che ha dato il suo nome a Capo
Horn, perché proprio da qui partì Willem Cornelis Schouten, il primo europeo
che doppiò il capo sudamericano nel 1616. Troviamo molta confusione perché c’è
un Luna Park disseminato per tutta la città. Come nella vicina Enkhuizen, ci
sono molte belle case del 500-600, una più storta dell’altra, un bel municipio
della stessa epoca, il Waag (ossia la casa della pesa, dove cioè si pesavano le
varie mercanzie) e diverse chiese (tutte chiuse come al solito!). Il porto,
dominato dalla Hoofdtoren (la torre del porto), è pieno di velieri e sul molo
c’è un buffo monumento in bronzo ai marinai. Ritorniamo al camper e ci
spostiamo a Volendam, 20 km più a sud, a poca distanza da Edam dove domani
(mercoledì) contiamo di andare a vedere il mercato del formaggio. All’ingresso
del paese ci accolgono un mulino ed un certo numero di cavalli che ci vengono
incontro per essere fotografati. Cerchiamo l’area di sosta segnalata ma troviamo
un bel cartello di divieto per i camper, così andiamo al parcheggio degli
autobus dove ci sistemiamo insieme a molti altri camper, quasi tutti italiani
(si vede che siamo ormai alle porte di Amsterdam!). 10 agosto VOLENDAM – EDAM – MARKEN – MONNIKENDAM km 67 Al risveglio piove e così non possiamo andare ad Edam
con le bici, come avevamo pensato; quindi facciamo questi 3 km in camper. Per
fortuna smette di piovere abbastanza presto e possiamo assistere alla cerimonia
della pesa e compravendita dei formaggi, in particolare del celebre Edammer. Il
paese è grazioso di per sé, indipendentemente dal mercato (che si tiene ogni
mercoledì mattina). Trascorriamo la mattinata ad Edam e dopo pranzo torniamo a
Volendam, porticciolo caratteristico, con case tipiche ma rifatte e quindi
dall’aspetto un po’ finto, pieno di negozietti di souvenir e locali che lo
avvicinano un po’ come genere (per chi c’è stato) a Lloret de Mar senza però
avere la vitalità e le atmosfere latine della nota località turistica spagnola.
Insomma un luogo da vedere ma senza farsi troppe illusioni. Assolutamente da
non perdere invece è Marken, sul lato opposto del golfo, cui si accede via
terra (14 km) o via mare partendo da Volendam. Andando via terra si percorre
una sottile striscia in mezzo al mare lunga un paio di chilometri e larga circa
10 metri. Da qui si accede ad un parcheggio a pagamento (5 euro per il camper
più 50 cent a persona) nel quale si può anche pernottare, sebbene non
ufficialmente. Chi però arrivasse tardi e non avesse intenzione di fermarsi
(come noi che vorremmo arrivare ad Amsterdam) ed avesse con sé le bici, può
parcheggiare nell’ultimo slargo prima del paese lungo la striscia di cui
parlavo prima. Vero paese di pescatori con porto inacantevole, Marken si
caratterizza per le case in legno, verdi o nere bordate di bianco. Intorno alle
19 proviamo ad andare ad Amsterdam in cerca di un camping ma al nostro arrivo
quasi ci ridono in faccia per la nostra pretesa di trovare posto a quell’ora!
L’unico camping che forse avrebbe posto è a circa 15 km dal centro, così
torniamo indietro fino a Monnikendam (che dista circa 10 km) e pernottiamo
nella piazza della cattedrale. Da qui si potrebbe andare in città in autobus,
ma noi preferiamo provare a trovare parcheggio ad Amsterdam e tirare giù le
bici per vedere il più possibile in un giorno.
11 agosto MONNIKENDAMM - AMSTERDAM - ALKMAAR Km 53 Partiamo alla volta di Amsterdam intorno alle 9.30.
Trovare un posto per parcheggiare non è facile perché molti parcheggi sono
vietati ai camper. Il traffico, che per qualche giorno ci eravamo dimenticati,
si ripropone improvvisamente caotico. Comunque verso le 11 riusciamo a trovare
un posto dove fermarci lungo un canale in Nassauekadde. Il costo per tutta la
giornata fino alle 19 è di 12 euro: per fortuna abbiamo un bel po’ di spiccioli
e riusciamo a mettere insieme la somma necessaria per il parchimetro. Tiriamo
giù le biciclette e andiamo verso il Dam, l’animatissimo centro cittadino, che
dista da qui non più di due chilometri. Il tempo, al solito, non è granché ma
non piove. Cartina alla mano giriamo un po’ per i canali in direzione del
porto. Troviamo il Waag, la casa della pesa, al centro della piazza del
mercato, oggi vuota. Poco lontano però troviamo il mercato delle pulci di
Waterloo plain con il sottofondo musicale dei carillon della Zuiderkerk.
Torniamo al Dam, sul quale si affacciano la Nieuwe Kerk, il palazzo reale, il
museo delle cere di Madame Tussaud e il Damrack, il viale principale di
Amsterdam. Mangiamo in fretta al Mc Donald’s e facciamo un pezzo a piedi,
vedendo il Beginhof, lo Spui, le case più antiche lungo il Singel e
l’Herengracht. Tornati al Dam diamo un’occhiata sommaria alla Nieuwe kerk e
riprendiamo le bici dirigendoci verso la zona “a luci rosse”, a metà tra qui e
la piazza del mercato lungo i canali centrali. Qui vediamo, passando, i ben
noti coffee shop, il museo della marijuana, il museo erotico e le famose “donne
in vetrina”. La parallela più verso il mercato è chinatown con gli immancabili
polli appesi dappertutto. Avvicinandoci al porto, lungo i canali vediamo
diverse houseboats abitate che si concentrano però soprattutto lungo l’Amstel.
Vediamo la nave Amsterdam, vascello della compagnia delle indie olandesi
ormeggiato accanto al museo della marina, e il lontananza il mulino di
Amsterdam. Attraversiamo l’Amstel all’altezza del Magere Brug (il ponte mobile
più antico e caratteristico) e ci dirigiamo nella zona dei musei. In fondo alla
strada campeggia la sagoma enorme del Rijkmuseum (il museo nazionale), ma non
abbiamo il tempo di visitarlo. Lì vicino ci imbattiamo nell’Hard Rock Cafè di
Amsterdam: così mentre Chiara e Mirko si rilassano nel Vondelparc io ne
approfitto per rimpinguare la collezione di magliette! Continuando a
costeggiare i canali arriviamo alla Westerkerk, accanto alla quale c’è la casa
di Anna Frank, ben riconoscibile per la coda interminabile al suo ingresso.
Chiaramente non abbiamo tempo per visitarla (così come non l’abbiamo avuto per
il museo Van Gogh e per Madame Tussaud) e ci accontentiamo di uno scatto
davanti al portone. Sono ormai le sette di sera: il tempo è volato, Mirko è
cotto, ma siamo riusciti a farci un’idea della città, dove ci ripromettiamo di
tornare con più calma, magari per un week end in aereo. Rimontiamo le bici sul
camper e partiamo per Alkmaar che dista pochi km, dove domattina prevediamo di
assistere ad un altro mercato del formaggio. Pernottiamo al di là del fiume in
un parcheggio gratis la notte e a pagamento di giorno (per non più di 3 ore)in
compagnia di molti camper, quasi tutti italiani: sul fatto che si possa restare
c’è un po’ di preoccupazione perché poco prima del nostro arrivo i vigili
avevano fatto sgomberare. Così, approfittando del bel tempo e della luce del
sole che tramonta alle 22, si forma un bel capannello d’italiani che
chiacchiera in attesa dei vigili che per fortuna non tornano! 12 agosto
ALKMAAR – EGMOND AN ZEE – DELFT km 136 Nonostante il rosso di sera è piovuto tutta la notte.
Per fortuna al risveglio il cielo è ancora grigio ma non piove più. Andiamo in
centro per il mercato ma c’è una ressa esagerata e non riusciamo a vedere quasi
niente, così ne approfittiamo per visitare un po’ il paese, che ha un bel
municipio e una cattedrale enorme. Nel primo pomeriggio ci spostiamo ad Egmond
an Zee, località balneare poco distante da Alkmaar nota per le sue imponenti
dune di sabbia che si ergono fino a 30 metri sul livello del mare. Tira vento
ma il cielo è quasi sereno e la vista del mare, anche se quello del Nord, ci
tonifica un po’. Mirko corre in lungo e in largo per la spiaggia ben battuta e
molto profonda per via della bassa marea. Bello anche il faro che sovrasta gli
impianti balneari. Poi ripartiamo, indecisi sulla destinazione, ma verso sud.
Strada facendo decidiamo di non fermarci nelle grandi città, così oltrepassiamo
Haarlem e Den Haag e ci fermiamo a Delft, dove ci sistemiamo nel campeggio
Delft hout, poco lontano dal centro e ben tenuto. Doccia calda, cena e a letto! 13 agosto
DELFT – KINDERDIJK km 51 Dopo colazione e dopo aver effettuato le operazioni
di camper service usciamo dal campeggio e parcheggiamo subito fuori, tiriamo
giù le bici e arriviamo in centro in 5 minuti. Oggi il cielo è poco nuvoloso e
la temperatura un po’ più alta del solito (max 24 gradi). Anche a Delft ci sono
i canali e alcuni angoli particolarmente pittoreschi come ad esempio la Oost
poort. I centro è dominato dalla torre della Niewue Kerk alta 105 metri. La
cattedrale, visitabile a pagamento (€ 2,50), ospita le spoglie dei reali
d’Olanda in un cripta chiusa da una grande pietra ed il mausoleo di Guglielmo
d’Orange, padre della nazione. Fuori una grande piazza chiusa all’estremità
opposta dallo Stadhuis, anch’esso molto bello. Davanti alla chiesa c’è una
statua di Ugo Grozio, noto pensatore olandese originario di Delft, i cui resti
si trovano a loro volta nella Nieuwe kerk. Per le vie lungo i canali bancarelle
di ogni genere che vendono di tutto, dalle cianfrusaglie al pollo vietnamita,
dagli ortaggi ai vestiti, dai fiori al pane, ecc.Nei negozietti spiccano le
tipiche porcellane bianche e blu della manifattura di Delft. Vediamo poi l’Oude
kerk, la chiesa vecchia, molto bella. Poco fuori dal centro vediamo anche un
mulino: isomma la città vale la pena di essere visitata almeno per una mezza
giornata. Dopo pranzo ripartiamo verso sud, oltrepassiamo Rotterdam (il porto
più grande del mondo) ed arriviamo a Kinderdijk. Qui, lungo due canali, fanno
bella mostra di sé ben 19 mulini, per lo più del 1700, alcuni dei quali ancora
funzionanti (ma solo nel fine settimana). Uno di questi è anche visitabile (€
3). Con la bici passeggiamo in mezzo ai mulini e facciamo un sacco di foto
approfittando di un cielo, una volta
tanto, quasi sereno. Alle 17.30 ci spostiamo di pochi chilometri ad Ablasserdam
dove c’è un’area di sosta segnalata (senza servizi) dove si può pernottare, in
riva al fiume. 14 agosto KINDERDIJK (NL) – ANVERS/ANTWERPEN (B) km 195 Da Kinderdijk ci spostiamo verso la Zelanda e
facciamo tappa a Willemstad, piccolo paese fondato da Guglielmo d’Orange alla
fine del ‘500, piazzaforte fortificata di cui restano bastioni e fossato. Dopo
pranzo andiamo a Yerseke, famosa per l’ostricoltura, ma il paese non è granché
e non possiamo trattenerci fino a cena per mangiare le ostriche! Così
continuiamo verso Anversa ed entriamo in Belgio. Ad un certo punto in
autostrada non troviamo più indicazioni per il centro della città e giriamo per
quasi un ora prima di trovare la Scheda, il fiume di Anversa, lungo il quale
sappiamo di poter sostare. Dopo lungo girovagare per le strade del centro, per lo
più sottosopra per lavori, troviamo il lungo-Schelda e parcheggiamo al molo
vecchio. Tiriamo giù le bici e in 5 minuti siamo allo Sten, un bel castello
lungo il fiume (che qui è largo 500 metri!), e da qui raggiungiamo la piazza
principale di Anversa, il Grote Markt, sulla quale si affacciano la Cattedrale
ed lo Stadhuis, nonché molte belle case del ‘500. La cattedrale, in stile
gotico fiammeggiante è enorme e la torre è altissima. Lo Stadhuis, anch’esso
molto bello, è addobbato con le bandiere di tutto il mondo e in mezzo alla
piazza una bella fontana che spruzza acqua un po’ ovunque perché sprovvista di
vasca di raccolta.Poco lontano c’è un’altra bella piazza con un monumento a
Rubens e dintorno tanti violetti e locali caratteristici. Poco più in là anche
la bella chiesa di San Jacobs. Insomma, una bella città con il vantaggio di
avere un centro storico molto raccolto, visitabile in poche ore. Torniamo al
molo giusto in tempo prima che si scateni un nubifragio! Ceniamo e andiamo a
letto. 15 agosto ANVERS/ANTWERPEN – GENT/GAND – BRUGES/BRUGGE km 113 Lasciamo Anversa intorno alle 10 dopo una nottata di
pioggia. Arriviamo a Gent verso le 11: ci mettiamo un bel po’ a trovare un
posto ma alla fine parcheggiamo abbastanza vicino al centro e oltretutto gratis
perché è ferragosto. Oggi non prendiamo le bici, sia perché il centro è vicino
sia perché il tempo è ancora molto coperto anche se non piove. Attraversato un
canale siamo in pieno centro: lasciato a sinistra il Vrijdag Markt, un viale
pedonale ci porta verso lo Stadhuis, un po’ gotico e un po’ rinascimentale, e
verso la piazza della cattedrale di St. Boofs (bellissima con all’interno
quadri di Rubens e Van Eyck) e il Limberg (una breve via con un monumento ai
fratelli Van Eyck e il castello di Gerardo il diavolo del 1200). Proseguendo
verso il fiume Leie si incontra la chiesa di St. Niklas e, passato il ponte ,
st. Michiels. Di qui si vede in un unico colpo d’occhio tutto il centro storico
di Gent. Dopo un breve pasto al locale Mc Donalds ed un buon gelato preso poco
più avanti, arriviamo al Gravensteen, il castello dei conti di Fiandra, che
però non visitiamo perché sono quasi le 16 e Mirko è molto stanco. Torniamo al
camper e andiamo verso Bruges. Troviamo facilmente l’area di sosta segnalata,
poco dopo la stazione sulla destra, e tiriamo giù le bici. Il cielo sta
schiarendo ed il sole fa capolino di tanto in tanto tra le nubi. Parcheggiamo
le bici al Markt, la piazza principale, dominata dal Beffroi, una torre alta
più di 80 metri sopra le Hallen, gli antichi mercati coperti. La piazza è
contornata da case medievali e al centro si trova una statua a De Breydel e De
Cornick, due eroi della lotta del 1302 contro i francesi. Seguendo la breve
Briedelstraat arriviamo al Burg, altra bella piazza sui cui si affacciano lo
Stadhuis gotico (il più antico del Belgio, finito nel 1420), la cancelleria del
Franc e la basilica del Preziosissimo sangue (Helige Bloed) costituita in
realtà da due chiese sovrapposte: romanica quella sottostante e
gotico-rinascimentale quella di sopra. Passando sotto l’arco della cancelleria
si arriva al Vismarkt, il mercato coperto del pesce, dell’Ottocento. Sulla
sinistra c’è il canale più romantico e suggestivo di Bruges con scorci
veramente caratteristici e a destra una piazzetta piena di pittori e
ristorantini. In fondo alla piazza un altro canale sul quale si affacciano
vecchie case in legno e la sagoma imponente della Vrowekerk. Torniamo alle bici
ed arriviamo fino a san Salvator, la cattedrale, anch’essa gotica. Ultima tappa
una chocolaterie dove compriamo gustosissime praline artigianali. Quindi,
attraversando la moderna piazza adiacente alla stazione dei bus, con al centro
strane statue in bronzo ed una fontana, ritorniamo al camper per la notte. Il
cielo è finalmente sereno: si vedono le stelle ed anche una stella cadente.
Speriamo sia di buon auspicio per domani.
16 agosto BRUGES
– OSTENDA – TOURNAI km 160 Stamattina c’è un bel sole e allora decidiamo di
riprendere le bici e di fare ancora un giro per Bruges. Torniamo nei posti che
ci sono piaciuti di più ieri, poi visitiamo la basilica di Helige Bloed e la
Vrowekerk. La cattedrale no perché è chiusa anche stamani. Compriamo un po’ di
ricordini facciamo qualche foto e torniamo al camper. Dopo pranzo andiamo verso
Damme; nel parcheggio non c’è posto e così, dopo aver attraversato due volte il
centro ce ne andiamo verso Ostenda, ma non abbiamo più gasolio e non troviamo
un benzinaio. L’unico aperto e un self service e non accetta bancomat stranieri
né banconote così chiediamo aiuto ad un automobilista belga che ci fa mettere
10 euro di gasolio con la sua carta in cambio di contanti. Riusciamo così ad
arrivare ad Ostenda dove facciamo il pieno senza problemi (ma per la strada, 22
km, non abbiamo visto manco l’ombra di un benzinaio). Approfittando della
giornata di sole, ad Ostenda tralasciamo il centro ed andiamo direttamente
sulla spiaggia, particolarmente profonda, vista la bassa marea, e piena di
gabbiani che Mirko si diverte a rincorrere. Verso le 17 partiamo in direzione
di Kortrijk dove dovrebbe esserci un’area di sosta che però non troviamo.
Facciamo un po’ di spesa e ripartiamo in cerca almeno di un’area di servizio
dell’autostrada, ma prima di trovarne una facciamo altri 35 km ed arriviamo
fino a Tornai. Dormiamo in autostrada in compagnia di un solo altro camper
olandese. 17 agosto
TOURNAI – BRUXELLES km 158 Anche oggi c’è il sole. Visitiamo Tournai in
mattinata. Bella la cattedrale di Notre Dame, un po’ romanica e un po’ gotica,
la Grand Place, la chiesa di S. Jacques e il Beffroi. Siamo ad un passo dal
confine francese (a 10 km ci sono Lille e Roubaix) e si vede. Verso le 12 siamo
in marcia verso Bruxelles. Ci fermiamo al castello di Gaasbeck, circondato da
un bel parco con laghetti popolati da oche e papere in gran quantità. Alle 16
ripartiamo per Bruxelles, ma prima imbocchiamo il Ring nella direzione
sbagliata, poi manchiamo l’uscita e infine attraversiamo tutto il centro con il
camper in cerca del Palazzo del Cinquantenario dove dovrebbe esserci un’area di
sosta che, tanto per cambiare, non c’è. Quindi torniamo dalla parte opposta
della città, nella zona Expo-Stadio Heysel, e parcheggiamo proprio sotto
l’Atomium, dove pernottiamo. 18 agosto
BRUXELLES – DINANT km 138 Oggi è veramente una bella giornata e la temperatura
sale velocemente fino a toccare i 28 gradi, la punta massima di questa vacanza.
Lasciamo il camper nel parcheggio del Brupark e prendiamo la metropolitana
(biglietto giornaliero € 3,80). Scendiamo alla Gare Central e in 5 minuti a
piedi siamo nella Grand Place, il centro storico e cultuale di Bruxelles. Qui
c’è il municipio gotico, molto bello, con la solita alta torre campanaria (il
Beffroi). Davanti, il palazzo dei duchi di Brabante, di lato la Maison du Roy e
dalla parte opposta molte belle case rinascimentali in stile italiano riletto
in chiave fiamminga. Poco lontano c’è il Mankenn Pis, una fontanella in bronzo
raffigurante un bimbo che fa i suoi bisogni, che è il simbolo della città. A
dieci minuti a piedi si trova la cattedrale di S. Michel et Gudule, costruita
in stile gotico francese a partire dal 1226, la cui navata centrale è lunga 110
m e alta 27. Mangiamo in un fast food lì vicino, che invece dei soliti
hamburger propone pasta fredda, cous-cous e sandwich. Dopo pranzo arriviamo al
Parc Royale, che divide il Palais de Nation (il parlamento) dal Palais Royale.
Poi Mirko si addormenta in braccio e decidiamo di andare a prendere la metro
per tornare al camper. Arrivati al parcheggio scopriamo di essere rimasti da
soli, così decidiamo di ripartire verso
Waterloo. Anche in questo caso, grazie alla splendida segnaletica!, impieghiamo
20 minuti ad individuare l’ingresso del Ring e una volta imboccato quest’ultimo
ci troviamo incastrati nella coda delle 17 (tipica delle circonvallazioni delle
grandi città). Cos’ arriviamo a Waterloo alle 18.30, quando ormai è tutto
chiuso. Vediamo comunque l’imponente leone in bronzo, monumento in ricordo
della battaglia del 15 giugno 1815 posto in cima ad un tumulo artificiale alto
45 m, e la locanda in cui Napoleone aveva impiantato il suo quartier generale.
Il luogo si presterebbe bene al pernottamento, visti i grandi parcheggi a
disposizione, ma non arriva nessun’altro camper e, visto che siamo un po’ fuori
mano, preferiamo spostarci. Cerchiamo un campeggio, ma in questa zona non ce ne
sono. Andiamo verso Namur, ma arrivati alla città non abbiamo trovato ancora
niente; quindi proseguiamo lungo la Mosa, ma i campeggi che troviamo sono tutti
pieni. Finalmente alle 21.30, a Dinant, troviamo posto nel camping “Devant
Bouvignes”, all’ingresso del paese proprio lungo il fiume. Il proprietario,
monsieur Renard, è un ex minatore sposato con una signora pugliese e ci
accoglie cordialmente. Il campeggio è piccolo, ma pulito e tranquillo e ci
costa appena 12 euro, con ricevuta su blocchetto di carta, come si faceva anni
fa. Andiamo a letto con una bella luna piena anche se le previsioni non sono
favorevoli. 19 agosto
DINANT – MAREDSOUS - DINANT km 43 Oggi ci alziamo col cielo grigio e presto comincia a
piovere. Renard, il proprietario del campeggio, ci dice che oggi pioverà tutto
il giorno e che anche il fine settimana è previsto bruttino. Sconfortati
facciamo una doccia e tutte le operazioni di carico e scarico sperando che
smetta di piovere, ma niente da fare: anzi aumenta! Andiamo a fare un po’ di
spesa, compriamo un po’ di birre della zona, giusto per far passare il tempo,
ma all’uscita piove ancora. Pranziamo e finalmente, verso le 15.30 la pioggia
diminuisce fin quasi a smettere. Ormai è un po’ tardi per allontanarci, così
decidiamo di andare a visitare l’Abbazia di Maredsous, un posto che ci ha
consigliato monsieur Renard, dove, pare, si possa fare una buona merenda a base
di birre, salumi e formaggi prodotti dai frati. Difatti, dopo una rapida
occhiata all’abbazia (che è moderna e non ha niente di particolarmente
artistico da vedere) andiamo nell’attigua “taverna” dei frati dove mangiamo un
“assiette des moines” (un piatto di affettati e formaggi) e beviamoun bel
boccale di birra prodotta dai monaci, la Maredsous appunto. Io prendo la brune
che ha 8° mentre Chiara opta per la blonde che si ferma a 6° (per gli amanti
delle birre forti c’è anche una versione da 10°). Esce anche un po’ di sole e
c’è il tempo per far giocare un po’ Mirko ai giardini. Torniamo a Dinant e
questa volta ci sistemiamo per la notte in un parcheggio poco lontano dal
camping di ieri. 20 agosto
DINANT – BOUILLON km 96 Anche oggi il cielo è grigio ma non piove. Verso le
10 partiamo verso Spontin per visitare il locale castello, uno tra i più
antichi del Belgio. Quando arriviamo è ancora chiuso (attenzione: apre solo
dalle 11 alle12 e dalle 14 alle 15) ma poco dopo entriamo. L’esterno del
castello è molto bello ma all’interno è un po’ abbandonato al suo destino: gli
ultimi piani sono invasi dai piccioni e dalle ragnatele, ma questo gli
conferisce un non so che di “vero” che altri castelli non hanno. Proseguiamo
verso Han sur Lesse per visitare le grotte di Han, considerate le più belle del
Belgio. Pagato il biglietto (€ 11 a testa per gli adulti) si ale su un trenino
che porta fino all’ingresso della grotta e poi si prosegue a piedi. La prima
parte è ricca di stalattiti e stalagmiti. Andando aventi si incontra il fiume e
due sale enormi (la “Sala d’armi” e il “Duomo”) dove si assiste a due
spettacoli di sons et lumieres, tanto in voga da queste parti ed effettivamente
suggestivi. Per uscire dalle grotte si fa un ultimo tratto in barca sul fiume.
Nel complesso si tratta di una visita gradevole ed insolita. Nel pomeriggio facciamo
ancora una cinquantina di chilometri ed arriviamo a Bouillon, patria del famoso
crociato Goffredo di Buglione, per visitare il suo castello. Arriviamo un po’
tardi e le visite guidate sono già terminate, ma lo visitiamo ugualmente con
l’ausilio di un opuscolo scritto in inglese. Il castello è ben conservato e
suggestivo, appollaiato su una rupe che domina il corso della Sorse. Il caso
vuole che stasera ci sia uno spettacolo di suoni, luci e fuochi d’artificio per
commemorare l’anniversario della nascita del Belgio (il 175°), così decidiamo
di restare lungo il fiume, nonostante sia espressamente vietata la sosta ai
camper, per vedere lo spettacolo. 21 agosto
BOUILLON (B) – KAISERSBERG (F) km 343 Ci spostiamo presto per evitare contestazioni e
facciamo colazione sulla strada per Florenville. Verso le 11 siamo all’Abbazia
di Orval. L’abbazia, fondata nel 1078 da Matilde di Toscana, è stata più volte
rimaneggiata fino alla completa ricostruzione nel 1929. I resti della vecchia
abbazia sono visitabili ed affascinanti. Si vedono le rovine della vecchia
basilica di Notre Dame, la tomba del principe Venceslao di Lussemburgo, il
Chiostro, la casa degli ospiti, il refettorio poi trasformato in biblioteca, la
sala del capitolo, ecc. Il nuovo complesso abbaziale comprende il birrificio e
il caseificio dove i padri trappisti producono birra e formaggio. L’uno e
l’altra si possono gustare per pochi euro al vicino ristorante “L’ange
guardian”. La birra viene servita in uno speciale calice largo che ne esalta il
gusto mentre il formaggio viene servito con una polvere a base di prezzemolo.
Dopo aver assaggiato il tutto, lasciamo il Belgio ed entriamo in Lussemburgo
dove facciamo il pieno di gasolio a 92 cent/litro e poi imbocchiamo
l’autostrada per la Francia. Oltrepassiamo Metz e Nancy sotto la pioggia e
decidiamo di andare avanti verso il Col du Bonhomme. Qui il freddo (13°) e la
nebbia ci convincono a fare ancora qualche chilometro e a scendere fino a
Kaisersberg, splendido paesino alsaziano, dove conosciamo un’area di sosta
attrezzata (€ 4 per la sosta notturna fino alle 9). Non abbiamo pane, così
andiamo a vedere se troviamo un ristorantino per riassaggiare la tarte flambé,
specialità della zona che abbiamo già apprezzato due anni fa. Trovato il locale
ci facciamo tentare anche da un gratin di patate con munster fuso e pancetta,
veramente molto buono, il tutto annaffiato da Pinot Blanc della casa e, per
finire, un buon caffè tres petit. Un po’caruccio ma buono. Torniamo al camper,
ancora sotto la pioggia. Speriamo che smetta. 22 agosto
KAISERSBERG (F) - FIRENZE km 728 Purtroppo anche oggi piove, e anche forte. Così
decidiamo di comprare un po’ di cose che ci piacciono e di ripartire verso
l’Italia. Prendiamo un po’ di formaggi francesi, del patè de foie, qualche
bottiglia di vino alsaziano e partiamo. Arrivati al confine con la Svizzera, a
Basilea, il tempo peggiora ulteriormente. Piove a dirotto e non sappiamo dove
fermarci. Così proseguiamo, sempre sotto il diluvio fino a Lucerna e al traforo
del S.Gottardo, rischiando di restare bloccati per lo straripamento di un
fiume. Finalmente, nel canton Ticino il tempo comincia a migliorare e quando
arriviamo alla barriera di Chiasso c’è addirittura un po’ di sole. All’ora di
cena siamo già a Milano. Quindi decidiamo di mangiare qualcosa e di rientrare
direttamente a casa in nottata.
Viaggio effettuato nell'Agosto 2005 da Michele Chini Potete trovare ulteriori informazioni sulle località toccate da questo itinerario nella sezione METE, e i più recenti aggiornamenti alla situazione delle aree di sosta nella sezione AREE DI SOSTA. |
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