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dal 31
marzo al 15 aprile Era da tempo che desideravamo andare in Tunisia per
cui abbiamo approfittato dell’organizzazione di Gaetano Fazio per conto del
Gruppo Campeggiatori Catania, che ci è sembrato, sia per il periodo, dal 31
marzo al 15 aprile, sia come tour, di nostro assoluto gradimento. Il 31 marzo (sabato) partenza da casa alle 13.40 (il
contachilometri segna 080090) per rispettare l’appuntamento con Gaetano Fazio
al rifornimento del Gelso Bianco, dove troviamo pure Carmelo e Maria Furneri e
il gen. Michele con la moglie Pina. Direzione Palermo per l’imbarco intorno
alle ore 18 e partenza verso le 20.30. Sulla nave si fanno le presentazioni con
gli altri partecipanti (in totale siamo 11 equipaggi più Gaetano Fazio che è
solo). Sulla nave, Gaetano offre un brindisi di ben venuto a tutti e assegna il
numero, da 1 a 11 a ogni camper (a noi tocca il 10 mentre a chiudere la fila
con l’11 è Carmelo Furneri). N° 1 Carla e Alberto; N° 2 Augusta e Savino; N°
3 Anna e Vincenzo; N° 4 Cecilia e
Thomas; N° 5 Letizia e Nicola; N° 6 Agnese e Sebastiano (Totò); N° 7 Rosetta e
Giacomo, N° Mariella e Carmelo: N° 9 Pina e Michele, N° 10 e 11 come già
accennato. Si viaggia in cabina, tutto ok. Domenica 1 aprile si arriva a Tunisi intorno alle 8,
ma si perde un sacco di tempo per delle inutili formalità tra dogana, polizia e
faccendieri di ogni tipo. Verso le 12 si arriva a Sousse, dove si sosta sul
lungomare e si pensa per il pranzo. Appuntamento alle 15.30 per la visita alla
Medina, un giro per il Souk e nei vicini grandi magazzini. Al ritorno,
piuttosto stanchi, si cena e per la notte ci spostiamo un pochino più avanti in
uno spiazzo, sicuramente più tranquillo. Lunedì 2 aprile, alle 8.30 partenza per Monastir,
dove, purtroppo, troviamo la Moschea chiusa per restauri, ma Gaetano riesce a
farcela visitare ugualmente anche se solo per pochi minuti. Si va per la Medina
e per il Souk. Il pomeriggio tutti a visitare il Ribat, l’antica fortezza,
ormai divenuta museo, quindi il Mausoleo della famiglia Bourghiba, la
bellissima piazza, ricca di verde e il castello. Al ritorno nei camper c’è un
piccolo fuori programma con un poveraccio ubriaco che minaccia me e Gaetano con
una pietra, ma tutto viene prontamente risolto dall’intervento di una pattuglia
della polizia. Quindi partenza (anticipata rispetto al programma) per El Jem,
dove arriviamo verso le 18. Si posteggia tutti in uno spiazzo chiuso, adibito
ai pullman dei turisti, quindi tutti a passeggio per le stradine intorno al
famoso anfiteatro romano d’Africa, che somiglia tanto al Colosseo. Simpatica la
nostra passeggiata con Lara (la nostra buonissima cagna Schnauzer di colore
nero) il cui guinzaglio affidiamo ad Alì un bambino veramente dolce che appare
felice. La serata, dopo la cena, la passiamo nel camper di Carmelo e Maria, a
mangiare scaccio. Martedì 3 aprile alle 8.30 tutti a visitare il
Colosseo e appuntamento alle 10 per dirigerci a Chinini. Per la strada, come al
solito stretta, ma abbastanza comoda, sulla nostra sinistra, causa la bassa
marea, si vede tanta gente raccogliere sulla battigia frutti di mare.
Dappertutto vendono carne di montone, che si vede appesa, fave e piselli, ma
soprattutto benzina in bidoni (sembra proveniente dalla Libia dove costa di
meno). Si vede pure una grande estensione di uliveti. Per la pausa pranzo ci si
ferma a Ile Kneiss. Poco prima di Gabes facciamo tutti rifornimento di benzina.
Superata Tataouine e fino ad arrivare a Chenini, un piccolo villaggio
abbarbicato sulle montagnole, dove si vedono abitazioni troglodite di berberi,
l’asfalto è assai duro. Gaetano riceve da parte della gente locale, un
accoglienza trionfale. Arriviamo verso le ore 18 e ci sistemiamo in uno slargo
lungo la strada. Appuntamento alle 20 per la cena (offerta) in un ristorante
tipico dentro la roccia che si chiama Relais Chinine. Serata molto simpatica
con Augusta, Letizia, Nicola, Vincenzo e il sottoscritto a raccontare
barzellette. Mercoledì 4 aprile alle 8.30 si parte per andare a
visitare le abitazioni berbere troglodite, dove facciamo le foto in abiti
berberi. Quindi si sale fin sopra il cocuzzolo da dove si ammira un panorama
eccezionale. La nostra guida, che parla un discreto italiano, dice che qui
hanno girato il film Guerre Stellari. C’è il sole ma un forte vento fastidioso.
Alle 10.30 si parte per Douiret, ma prima imbocchiamo una stradina in salita,
senza uscita, che porta a “Les septs dormaints”, una specie di antico cimitero
con un panorama mozzafiato. Si riprende il cammino, con strada piena di curve e
asfalto molto sdrucciolevole, fino ad arrivare in uno spiazzo dove si posteggia
per il pranzo. La visita delle antiche abitazioni, ormai tutte abbandonate, è
libera. Si tratta di vecchi granai e fortificazioni, costruiti con paglia e fango
lungo le montagne. Uno di questi, che visitiamo, è divenuto albergo. Si ritorna dalla stessa strada del giorno
precedente verso Tataouine e Medenine con deviazione a Matmeur, in una specie
di cortile, molto poco pulito, dove comunque rimediamo acqua e luce e passiamo
la notte. Giovedì 5 aprile ore 9 partenza per Matmata. Strada
tutta curve, discese e salite, fino a
700 m. di altezza, con un paesaggio lunare. Ci fermiamo lungo il tragitto,
località Toujene, dove vendono tappeti(ci sono pure due piccolissimi dromedari
con i quali facciamo le foto). Verso le 12 si arriva a Matmata dove troviamo
sistemazione in uno slargo accanto un ristorante. Alle 15.30, come al solito,
giro per la visita di alcune abitazioni sotterranee, scavate nelle roccia, tra
i quali anche un albergo, in compagnia di una specie di guida che ci accompagna
a vedere le abitazioni di suoi parenti. Si ritorna verso le 18 e intorno alle
20 appuntamento nel ristorante attiguo, di proprietà di Abdul, un simpatico
tunisino, che ha lavorato molto anche in Sicilia, molto amico di Gaetano. Abdul
sostiene che ci sono circa 700 abitazioni di quel tipo e che li abitano circa
3000 persone, che non pagano nulla, neanche le tasse. Dopo cena (offerta),
serata fredda, tutti a nanna. Venerdì 6 aprile alle 8.30 partenza per Douze dove
arriviamo al campeggio Zaframe, composto da bungalow, da dove prendiamo luce e
acqua (finalmente una doccia calda). Appena il tempo di sistemare i camper e
tutti davanti alla struttura per una lunga passeggiata sui dromedari verso le
dune. Davvero simpatica. Si ritorna in campeggio e prima del pranzo ne
approfittiamo per fare un bagno nell’accogliente piscina, dove vengono pure
Thomas e Cecilia. Verso le 18, con dei pulmini (si paga davvero poco 1,5 dinaro
a cranio) andiamo a Douze, circa 15 km. Giriamo per i negozi (si compra bene,
ma come al solito si mercanteggia molto) fino alle 21, poi si torna indietro,
ma con dei taxi (disguido con gli autisti dei pulmini). Questa volta 15 dinari
a taxi, che qui sono parecchi ma in effetti è una miseria (meno di 10 euro).
Cena con Carmelo, Maria e Gaetano e poi a nanna. Sabato 7 aprile ore 8.30 partenza per Touzer. Per la
strada facciamo due soste per ammirare il meraviglioso paesaggio che offre la natura. Tra l’altro
incontriamo una tempesta di sabbia. Da entrambi i lati della strada si possono
notare laghi salati (un vero spettacolo). E’ una bella giornata anche se c’è un
pò di vento.Verso le 12.30 arriviamo al campeggio e ci sistemiamo in ordine
sparso. Pranzo e riposino. Alle 16.30, con Hedi, un giovane amico di Gaetano,
tutti con le carrozzelle trainate da cavalli per andare a visitare le fornaci,
dove fanno i tipici mattoni di Touzer e successivamente un grande palmeto.
Quindi, accompagnati da Slim, un ragazzo che funge da guida, andiamo a visitare
la città vecchia. Il giro, stranamente, si conclude dentro un negozio di
tappeti e altro. Ritorno in campeggio e a nanna. Domenica 8 aprile – Buona Pasqua – Mattinata libera.
Noi, con Carmelo e Maria andiamo con una carrozzella al mercato locale (15
dinari andata e ritorno). Somiglia tanto alla nostra fiera. Bella davvero, si
compra veramente bene e di tutto. Alle 12.30 tutti insieme con le carrozzelle
per andare al ristorante dentro un grande palmeto per il pranzo di Pasqua
(ottimo, offerto). Alla fine del pranzo si ritorna in camping in taxi per
uscire alle 16.30 con le jeep per una bella escursione nel deserto, dove
l’autista utilizza le alte dune di sabbia tipo montagne russe con salite e
discese divertenti, ma forse anche pericolose. Si arriva in un altro grande
spiazzo antico dove, come al solito, si trova gente che vende souvenir. Dicono
che anche qui hanno girato il film Guerre Stellari. Il paese più vicino si
chiama Nefta. Verso le 19 si ritorna in campeggio e alle 20 tutti pronti per la
serata speciale in tenda. C’è quasi il pieno, compresa la comitiva di
fuoristradisti quasi tutti siciliani,che sono nel nostro stesso camping. Lo
spettacolo, in verità molto scadente, comprende una musica assordante e
fastidiosa, un uomo abbastanza ridicolo
che si dimena e poi tre donne che anche loro ballano, invitando la gente dei
tavoli, ma non è certamente la danza del ventre che tutti ci aspettavamo. Ha
fatto seguito un incantatore di serpenti. La cena è discreta. Alle 22 insieme
con Giacomo e sua moglie, preferiamo andarcene, ma la serata è continuata con
uno spettacolo equestre. Lunedì 9 aprile alle 9 lasciamo il campeggio
direzione Tamerza. A metà strada ci fermiamo per visitare le cascate in un gran
canyon dopodichè si arriva a Tamerza, dove ci sistemiamo in uno spiazzale. Si
va subito a visitare un altro canyon e
un altro rivolo d’acqua, lungo un sentiero scosceso, ma tuttavia percorribile,
con qualche precauzione. Successivamente si ritorna in camper e alle 16, con
tre camper, andiamo a Mides, distante circa 15 km., altra tipica oasi di
montagna dove c’è un altro canyon molto profondo e suggestivo. Foto di rito,
c’è una bella frescura nonostante la splendida giornata di sole. Tornando
indietro Gaetano ci fa visitare un’altra città vecchia, abbandonata, non
distante. Da tenere presente che in ogni angolo, anche il più sperduto, ci sono
venditori di souvenir. La sera tutti a cena (offerta), nel vicinissimo
ristorante amico di Gaetano, a base di spiedini arrosto di pollo e costolette
(buoni) e poi a nanna. Martedì 10 aprile alle 8 partenza per Kairouane, che
dista circa 380 km. Intorno alle 10.30 ci si ferma ,per pausa caffè (una
novità), in uno spiazzo isolato dove abitano almeno tre generazioni di una
stessa famiglia, gente povera ma dalla grande dignità e disponibilità.
Accettano regali (vestiario ecc.) e offrono del pane caldo davvero buono. Si
prosegue fino alle 13 per la pausa pranzo in un parking di un paese dove c’è un
sito archeologico romano, in ottimo stato, risalente a Diocleziano. Verso le
15.30 si arriva a destinazione, dove posteggiamo in uno spiazzo antistante
l’Hotel Cristal. Rimediamo la luce, ma veniamo assaliti da voracissime zanzare.
Thomas ha forato una gomma, ma nessuno di noi l’aiuta (vergognoso). Anzi alle
17.30, con una persona locale, sgarbata e scortese, che si definisce una guida
andiamo a visitare una Moschea situata in una grandissima piazza, dove facciamo
delle foto con alcune ragazze locali, sedute per le scale. Fanno anche tatuaggi
volanti. Successivamente, il tizio ci accompagna, quasi di corsa, a visitare
dei meandri di una città vecchia, comunque abitata, sporca e maleodorante fino
ad arrivare al suo scopo, cioè un negozio di tappeti che viene definito
laboratorio. Alcuni ne comprano, altri no. Teniamo a precisare che qualcuno del
gruppo ci aveva avvertiti che in questo negozio non si mercanteggiava (le
ultime parole famose!!!!). Infatti, avevamo scelto tre tappeti che ci vengono
offerti per 900 Euro (non dinari). Alla fine abbiamo offerto 150 euro, ma il
venditore non è sceso sotto i 200 euro (alla faccia del prezzo fisso). A
conclusione tutti stanchi si torna nei camper per la notte. Mercoledì 11 aprile alle 9 si va a visitare la Moschea, ma non ci fanno entrare (sostengono che possono entrare soltanto i musulmani) e si può visitare soltanto il cortile. La stessa guida ci fa fare, in maniera spedita, un altro giro lungo, vizioso, faticoso quanto inutile, fino a ritornare nei camper. Il generale e la moglie lasciano il gruppo e alle 10.50 si lascia il posto. Prendiamo l’autostrada per Tunisi e usciamo ad Hammamet (costo 1,5 dinaro). Posteggiamo sotto le mura della Medina e andiamo a visitare la tomba di Craxi, prima di addentrarci nelle simpatiche stradine della Medina, ricca di negozi di ogni tipo. Si ritorna nei camper per il pranzo e quindi di nuovo a spasso per i negozi. Compriamo di tutto, compresi tre specchi molto belli per i nostri tre figli. Mentre siamo pronti per partire, passa un funerale con un uomo coperto da tessuti, portato a spalla, accompagnato da almeno 500 persone (tutti uomini). Alle 17.30 si raggiunge la vicina Nabeul, km.14 (famosa per la ceramica). Posteggiamo lungo una strada centrale, molto trafficata e Gaetano fissa l’appuntamento alle 20 per la cena dove si arriva tutti puntuali. Cena (offerta) ottima e abbondante, a base di pesce, con spaghettata finale, il tutto accompagnato da un buon vino bianco portato da Gaetano. Per finire gelato, o frutta o sorbetto, ma per tutti thè alla menta o caffè. Poi a nanna. Giovedì 12 aprile, mattinata libera. Noi la
dedichiamo interamente a girare la Medina e i souk (molto vasti). Risulta uno
dei posti dove si compra meglio. Successivamente scopriamo che Sebastiano sta
molto male e ha la febbre alta. Alle 16, piove, ci si dirige a La Goulette con
un piccolo fuori programma dovuto all’interruzione di una strada che ci
costringe ad attraversare il breve canale con un piccolo traghetto (è gratis).
Arriviamo in uno spiazzo grande, antistante il porto, pieno di camion, dove
trascorriamo la notte. Pioviggina. Venerdì 13 aprile alle 9.45 partenza per Cartagine,
distante appena 8 km. Accompagnati da una guida locale (una ragazza dalla
preparazione culturale davvero eccezionale) visitiamo Cartagine antica con una
bellissima veduta sul golfo di Tunisi, poi il museo e quindi le terme. C’è il
sole, ma pure un forte vento e il mare è agitato. Alle 13 si torna nei camper e
alle 16.30 si lascia il posto per andare a Sidi Bou Said, la Taormina della
Tunisia, appena un paio di km.,dove posteggiamo tutti alla meno peggio.
Visitata la cittadina, piena di negozi di ogni tipo e di bar (noi ne visitiamo
uno molto caratteristico con un soppalco al centro dove si può sorbire il thè,
lasciando le scarpe a terra), si ritorna al porto. Qualcuno accetta la proposta
di andare a cena nel vicino ristorante Parador, dove si mangia molto bene a
base di pesce (il proprietario e il figlio, amici di Gaetano hanno lavorato in
Italia). Paghiamo 25 dinari a cranio (un po’ troppi per la Tunisia). Sabato 14 aprile, giornata Jolly, che non significa
nulla poiché nel caso ognuno dei partecipanti avesse subito guasti nel corso
del viaggio, si è avuta l’impressione che sarebbe stato lasciato solo.
Comunque, con Carmelo e Maria prendiamo un taxi che ci porta al centro (una
truffa, meglio accordarsi prima perchè ci ha fregato 35 dinari, mentre al
ritorno per lo stesso tragitto un altro taxì ci ha chiesto sette dinari).
Visitiamo la nuova e la vecchia medina (davvero immense). Strade piccole e
strette, piene di negozi di ogni tipo, dove offrono di tutto con tanta simpatia
per noi italiani. Ne approfittiamo per visitare la Cattedrale S. Vincenzo de
Paoli e poi ritorno al camper, nel porto. Il pomeriggio facciamo un bel giro a
piedi fino ad arrivare sul lungomare, quindi ritorno nel camper per la cena. Alcuni
vanno a cenare al Parador dove altri eravamo stati la sera prima. Domenica 15 aprile alle 8 tutti in fila per le
operazioni di imbarco, come al solito lunghe e fastidiose, anche se nessuno
crea problemi. Da sottolineare che anche nel porto ci sono tantissimi negozi e
moltissimi ambulanti che vendono a prezzi stracciati. Accettano anche di
barattare con qualsiasi cosa (vino, liquori, birra, capi d’abbigliamento, penne
e altro ancora). Quindi sulla nave, questa volta, purtroppo, non è prevista la
cabina. Si trascorre l’intera giornata alla meno peggio (pranzo e cena al self
service, offerte). Verso le 22.30 si arriva a Palermo, saluti e convenevoli di
rito e poi operazioni di sbarco non molto lunghe. Quindi ritorno a Catania. Il
contachilometri segna 082298 per un totale di 2.208 km percorsi. In conclusione: il viaggio è stato bello, le città e
i luoghi visitati davvero straordinari, la compagnia si è rivelata eccellente.
Gaetano Fazio è stato bravissimo sotto l’aspetto logistico perché conosce molto
bene persone e luoghi della Tunisia. Il pranzo e le cene offerte sono state
buone. Per l’avvenire, per viaggi del genere, considerate le persone piuttosto
in età che aderiscono, si consiglia di prevedere innanzitutto un’assicurazione
globale, un numero nettamente superiore di campeggi (che ci sono), di avere
meno fretta durante i tragitti, anziché correre come se si fosse inseguiti. Di
prevedere guide vere, come quella di Cartagine, e non gente abusiva e
soprattutto di essere più tollerante con i compagni di viaggio che gli hanno
fatto delle osservazioni, peraltro giuste. Viaggio effettuato ad Aprile 2007 da Sina a Franco Anastasi Potete trovare ulteriori informazioni sulle località toccate da questo itinerario nella sezione METE, e i più recenti aggiornamenti alla situazione delle aree di sosta nella sezione AREE DI SOSTA. |
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