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Info
generali: Periodo: dal 29 luglio all’11 agosto
2005 Equipaggio: Davide (40 anni), Ketti
(30 anni) e Eleonora (31 anni) Camper a noleggio, SEA Dinghy 8 del
2005, semintegrale 4 posti su base Fiat Ducato 2.0 jtd da 84 cv, no clima, no
radio, lung. 599cm, largh. 220cm, alt. 265cm. Chilometri totali percorsi 4700, consumi
9 km/litro. Anche se il camper è a nolo, siamo dei
veterani dell’abitar viaggiando, vuoi per viaggi con camper di amici o a nolo,
è un modo di goderci il tempo libero che ci entusiasma, lo dimostra il fatto
che a novembre 2005 io e mia moglie Ketti ne abbiamo acquistato uno di
proprietà. Soste: La nostra idea è quella di visitare
più posti possibile, per questo motivo la maggior parte delle soste è stata al
di fuori dei campeggi, le aree di sosta in Spagna non sono ancora molto diffuse
e comunque la sosta libera, se fatta con la dovuta discrezione è più che
tollerata. Non ho indicato volutamente dove
abbiamo fatto acqua o scaricato il wc in quanto avveniva quando l’occasione si
presentava e quindi poteva essere presso una fontana, un wc pubblico o un
camping. Avevamo un inverter portatile per i
220 volt, necessario più che altro a ricaricare le varie batterie di cellulari
e macchine digitali e a far funzionare il portatile, di conseguenza la batteria
servizi si è sempre ricaricata strada facendo. Ho aggiunto le coordinate GPS, se le
dovete utilizzare prestate attenzione all’inserimento delle coordinate est che nei
pressi di Lourdes in poi diventano ovest (o est negative) a causa
dell’attraversamento verso occidente del meridiano zero, per questo motivo le
ho sempre indicate con la lettera corretta. Impressioni: Gli spagnoli, al contrario di quanto
si crede, sono dei guidatori molto accorti e corretti, non ti si appiccicano alla
targa quando devono superarti, ti danno strada quando attraversi a piedi anche
fuori dalle strisce, provare per credere. Ho guidato in molti stati europei e
ciò che mi ha sempre sconvolto è l’esatto momento in cui rimetto il naso sulle
autostrade italiane dopo aver guidato per 15 giorni che so in Germania. Ad attendermi trovo auto che viaggiano
sì a 130 orari, ma pericolosamente a Spesso neanche sulla corsia normale
sono al sicuro, durante il mio ultimo viaggio ai mercatini di Trento mi trovavo
a percorrere l’autostrada del Brennero in direzione nord, ad una velocità
assolutamente normale, mi sembra circa gli 80 orari. Era sera, non c’era nessuno in giro,
ed eravamo in attesa che un altro equipaggio di amici ci raggiungesse, per poi
arrivare assieme a Trento. Un autoarticolato che sopraggiungeva,
ritenendo la nostra velocità troppo lenta, si è avvicinato a pochissimi metri
dal nostro camper, ha iniziato a suonare ed accendere ogni tipo di faro che
aveva sul mezzo. La maleducazione era evidente, non ci
ho fatto caso più di tanto, sono abituato a gesti del genere, per cui ho
rallentato spostandomi per quanto possibile verso destra per agevolargli il
sorpasso. Purtroppo il personaggio aveva deciso
che il nostro camper era di troppo sul suo percorso e si è comportato in questo
modo per almeno una decina di km, quindi ad ogni minuto iniziava ad usare fari
e trombe, mia moglie può testimoniare. Pago le tasse esattamente come quel
personaggio e rispettando il codice della strada ho tutto il diritto di
comportarmi di conseguenza, capisco tutte le esigenze dei camionisti, i tempi
che devono rispettare, il fatto che sul Brennero ci sono tratti dove non
possono superare, ma forse quella sera qualcuno ha un attimo esagerato. Concludo dicendo che un camperista,
una volta uscito dalla propria casa viaggiante, ridiventa esattamente un
automobilista come tutti gli altri, io ad esempio ho anche un’auto con la quale
vado al lavoro tutti i giorni, idem mia moglie, in più sono anche motociclista
e con la moto amo viaggiare in lungo ed in largo il mi paese. E se in moto mi ritrovo immerso nel
fumo nero di un camion che in salita viaggia a 30 orari, porto pazienza e mi
regolo di conseguenza. Scusate la divagazione, ma la ritenevo
necessaria. Itinerario Bologna, Nizza, Carcassonne, Lourdes,
Passo Ibaneta, Roncisvalle, Pamplona, San Sebastian, Bilbao, Santander, Picos
d’Europa, Mirador del Fito, Venerdi 29 luglio Nel pomeriggio io, Ketti ed Eleonora
siamo andati a ritirare il Dinghy, dopo le procedure di rito pre-consegna lo
abbiamo portato sotto casa nostra per caricarlo di tutto e di più, Verso le 22.30 partiamo, arrivati alla
frontiera francese di Ventimiglia ci attende una gigantesca fila di auto di lavoratori
nordafricani che rientravano ai loro paesi per le ferie estive, le loro auto
erano stracolme di oggetti di ogni tipo. Verso le 3 del mattino, nei pressi di Nizza ci siamo fermati presso un’area
di sosta autostradale, era attrezzata di ogni cosa, ampio parcheggio per
camper, bagni ecc, purtroppo era superaffollata di nordafricani che per forza
di cose erano costretti a dormire e sistemarsi dove capitava, per cui regnava
il caos e l’igiene era quello che era. Sabato 30 luglio Verso le 10 eravamo già in viaggio, la
splendida giornata ci ha dato subito la carica per affrontare i numerosi km che
ci attendevano, il pranzo è volato via tra un panino ed una coca senza nemmeno
fermarci. L’obbiettivo era arrivare a Carcassonne nel pomeriggio, qualche km
prima ci siamo fermati in un area di sosta per sgranchirci le gambe, nel parco
dell’area faceva bella mostra di sé una doccia, per cui ne abbiamo approfittato
per rinvigorirci. Verso le 16 arriviamo a Carcassonne, ci siamo diretti verso Una meraviglia, borghetti antichi,
negozi e ristorantini assolutamente da visitare, l’ufficio informazioni subito
all’ingresso fornisce cartine ed info in ogni lingua, attenzione perché
l’ingresso al castello interno termina alle ore 17. Dopo qualche ora di passeggiate e di
shopping siamo ritornati al camper per cenare, ma verso le 21.30 abbiamo deciso
di cambiare programma (ragazzi, il bello del camper), dirigendoci già verso la
meta successiva, Lourdes. Abbiamo raggiunto Lourdes verso le 2 di notte, complice l’orario siamo riusciti a
parcheggiare esattamente di fianco all’ingresso del santuario, in posto a
pagamento consentito a tutti i mezzi, pagamento da effettuare presso la
classica colonnetta automatica (GPS N+43.09691, O+0.05250).. Domenica 31 luglio Di buon mattino sono uscito per
perlustrare la zona (quando si arriva di notte non si ha la corretta percezione
di cosa ti sta intorno), i pullman di pellegrini iniziavano ad affluire e le
piazzole di sosta davanti a noi si erano già riempite, tutto mi è sembrato
regolare, almeno per quanto riguarda la nostra posizione di sosta. Una volta fatta colazione abbiamo
visitato tutta l’area del santuario, la cattedrale, la grotta delle
apparizioni, e le piscine, un appunto particolare alla basilica sotterranea,
una costruzione gigantesca che merita di essere visitata. Dopo aver visitato anche il paese di
Lourdes (Mc Donald’s compreso), verso le 17 siamo partiti per la meta successiva. Abbiamo raggiunto un passo montano
molto caratteristico (Col de Solour,
GPS N+42.96065, O+0.26177), dove le bancarelle dei pastori invitavano ad
acquistare formaggi e salumi locali. Molto impegnativa la discesa a valle
(sempre in territorio francese), che è avvenuta seguendo una strada scavata
nella roccia e a strapiombo sulla valle, talmente stretta che incrociando altri
veicoli si doveva procedere a passo d’uomo chiudendo gli specchietti, i
frequenti tunnel erano talmente stretti e bassi che il Dinghy riusciva a
malapena a passare. Raggiungiamo Saint Jean Pied de Port e da qui, dopo aver attraversato la
frontiera con Una volta raggiunto il passo Ibaneta, abbiamo dato un’occhiata
al piazzale e ci siamo accodati ad un camper già in sosta (GPS N+43.01213,
O+1.31971), in modo da passare la notte in compagnia. Ormai erano le 2 di notte, il tempo
era decisamente cambiato, c’era vento, nebbia ed un freddo pungente, tanto che
abbiamo acceso la stufa per riscaldarci e non congelare, nonostante il freddo e
gli imprevisti il morale era altissimo, tanto da concederci una magistrale
maccheronata con sugo alla bolognese prima di andare a nanna, si inizia a
percepire la magia Lunedì 1 agosto Sveglia di buon mattino, scende una
pioggia leggera ma insistente, dopo le perlustrazioni del luogo, la colazione e
le foto di rito, siamo partiti per scendere verso il paese di Roncisvalle che abbiamo incontrato dopo
10 minuti di strada. Parcheggiato il camper in un grande piazzale (con auto e
pullman) dietro alla basilica, abbiamo poi visitato la chiesa, e soprattutto il
punto di sosta dei pellegrini che durante il loro cammino verso Santiago di Compostela, vi pernottano e
si riprendono dalla fatica. Gli incontri con i più diversi
personaggi che intraprendono il cammino sono assolutamente unici, chi in
bicicletta, chi a piedi, da qui ognuno di loro dovrà percorrere almeno Al momento di ripartire il tempo si
mette decisamente al bello e al nostro arrivo a Pamplona splende un sole che ci fa capire che siamo ormai in
Spagna, è un bel caldo, parcheggiamo il camper nei pressi del il fiume (GPS
N+42.81788, O+1.66302), prepariamo il pranzo al sacco e a piedi partiamo per
esplorare la città. Tra qualche errore di orientamento e
qualche colpo di sole riusciamo a raggiungere la piazza, passando per strade
cittadine che durante la festa di San
Firmino, terminata 15 giorni prima, vengono utilizzate per la corsa dei
tori, i segni delle ammaccature da corna, sulle serrande dei negozi presenti
nelle curve del percorso, sono fin troppo evidenti. Visitiamo l’arena dove i tori
confluiscono dopo la corsa, per poi fare la fine che tutti sappiamo, è
imponente e tutta dipinta di rosso, dopo le foto di rito passiamo allo shopping
di magliette e souvenirs, dopo aver pranzato ci dirigiamo verso il camper, non
prima di aver visitato il parco cittadino, pieno di verde e tantissimi fiori
colorati, un’oasi di pace. Sono le 16, Ketti è già alla guida ed
ha già puntato il muso del Dinghy verso San
Sebastian che raggiungiamo in poco tempo, deliziosa, si presenta subito con
i palazzi lungofiume in stile francese, molto carina ed accogliente, un gentile
personaggio a bordo di uno scooter ci agevola le manovre nel traffico e ci
indica un ottimo punto sosta a pagamento, che si trova all’estremo limite est
della città, alla fine della spiaggia, per il quale non si sente di garantire
per il permesso notturno da parte della polizia (GPS N+43.32801, O+1.97106). Per ora ci basta così, è abbastanza
largo, sono già presenti un paio di camper, paghiamo alla colonnetta automatica
per una sosta di qualche ora e partiamo alla scoperta di questa splendida
città. E’ l’imbrunire ma in mare ci sono
ancora numerosi ragazzi che praticano surf, l’oceano offre delle splendide
onde, la spiaggia è enorme e bianca, ci sono anche le torri dei bagnini in
stile baywatch, il passeggio pedonale sul lungomare è largo e piastrellato. Raggiunto il tourist information ci
muniamo di cartina ed indicazioni su cosa visitare, iniziamo con la città
vecchia, da non perdere assolutamente, soprattutto di sera, si anima di gente,
i locali (tapas) sono numerosissimi ed offrono montagne di stuzzichini. Il tour classico prevede anche il giro
pedonale attorno al promontorio (1 ora circa), dove compiendo un giro in tondo
si raggiunge l’acquarium ed il porto, dove prevale l’odore dei piatti di pesce
che arriva dai numerosi ristorantini affacciati sul mare Verrebbe voglia di stabilirsi per una
settimana, ma l’indicazione dell’amico spagnolo ci aiuta a decidere per una
partenza anticipata, per cui raggiungiamo Bilbao
in men che non si dica. Sono quasi le 2 di notte e dopo
qualche svincolo stradale imboccato per sbaglio, riusciamo a parcheggiare il
camper a Martedì 2 agosto Ore 10 sveglia, piove leggermente, mi
accorgo che siamo in una strada che conduce ad un cantiere, ma che viene
utilizzata come parcheggio a pagamento, ci sono altri camper e pullman, mi
dirigo alla solita colonnetta automatica per lo scontrino ed assieme ad alcuni
camperisti inglesi, riesco a capire che assieme ai soldi occorre introdurre
anche la targa del veicolo che verrà stampata sulla relativa ricevuta, altrimenti
non esce il tagliando da apporre sul cruscotto. Bene, fatto, tutto regolarizzato,
partiamo per scoprire Bilbao, il
tourist information è ovviamente la nostra prima meta, fortunatamente è davanti
al museo, proprio a Ketti ha anche il tempo di accorgersi
di sentire gente che parla in ferrarese, sono un gruppo di motociclisti giunti
fino qui con le fidanzate al seguito, gente della sua terra, spassosissime le
esclamazioni che si scambiano. Il viale principale che attraversa Bilbao è sul genere Champs Elysees
versione ridotta, molto curato ed accogliente, il giro nella città vecchia è
d’obbligo, così come la visita alla cattedrale. Un salto al mercatino locale ci
permette di vedere le abitudini dei cittadini del posto, personalmente non
sopporto l’odore del pesce crudo, per cui anche se apprezzo, faccio molta
fatica a sopportarne l’odore tra le bancarelle. Per ritornare al camper dobbiamo
attraversare la città, per cui saliamo sul tram, che ci porta direttamente nei
pressi del museo, dove il fido Dinghy 8 ci attende per ripartire. Direzione Santander, poi arrivati a Ribadesella
ci dirigiamo nell’entroterra per ammirare i Picos d’Europa, una bellissima
formazione montuosa tipo i nostri appennini che scende dolcemente verso
l’oceano Atlantico. L’intenzione è quella di dirigerci
verso il famoso belvedere chiamato Mirador
del Fito, che si raggiunge passando da Arriondas. Arrivati sul belvedere parcheggiamo
(GPS N+43.43936, O+5.19330), ed andiamo a goderci il panorama dalla famosa
terrazza che abbiamo visto su più di una foto sulle riviste, meraviglioso, il
cielo è blu, alle nostre spalle la catena montuosa e di fronte l’immenso oceano
Atlantico. Visitiamo anche un rudere posto su di
una piccola cima di fronte a noi, dal quale riusciamo a scorgere una fantastica
area parcheggio distante poche centinaia di metri dove decidiamo di fermarci
per la notte (GPS N+43.44188, O+5.19197). Questo parcheggio si trova anch’esso
sulla cima di una costa montuosa, è un sogno di posto, è asfaltato, è dotato di
parco con panche e tutti i servizi per il barbecue, ma la cosa più incredibile
è che si può ammirare l’oceano dall’alto a perdita d’occhio. Posizioniamo il camper in modo da
avere l’oceano davanti alle finestre per il risveglio del mattino dopo, che
pace, è certamente il punto sosta più bello di tutto il viaggio. Una particolarità che da qui in poi ci
accompagnerà fino a Santiago, è il
fatto che a causa del nostro continuo spostamento verso ovest, finiamo col
ritrovarci la luce del giorno fino a molto tardi, se a questo ci aggiungiamo
l’altitudine a cui ci troviamo e l’ora legale, l’effetto è stupefacente, sono le
23 e il sole è appena sceso all’orizzonte. Non a caso il Portogallo è indietro di
un’ora rispetto alla Spagna, ma la parte di Spagna che si trova a Nord, in
pratica tutta Dopo aver fatto doccia e cena ci
godiamo il tepore della serata, l’odore della montagna ed i campanacci di
alcuni cavalli e mucche che pascolano nei paraggi Mercoledi 3 agosto Verso le ore 9 la sveglia ci viene
data dal campanaccio di un pony che è venuto ad annusare il camper, come avevo
immaginato la vista sull’oceano è da sogno, facciamo colazione davanti ad un
panorama che non ci scorderemo mai e ripartiamo alla volta di Verso le 13 arriviamo nella città
portuale, parcheggiato il camper (GPS N+43.36065, O+8.40434), raggiungiamo
l’ufficio turistico locale e partiamo per una breve visita. La città vecchia è carina ma a parte
la piccola cattedrale non particolarmente interessante, molto bella la zona del
porto e tutto il percorso pedonale che costeggia l’oceano, le caratteristiche
colonne rosse che supportano i cavi elettrici per i tram sono dappertutto e
caratterizzano il paesaggio. Al porto l’enorme torre di controllo
per il traffico navale appare in tutta la sua grandezza, verso le 17.30
arriviamo al camper e ripartiamo verso Santiago
di Compostela, che dista ormai solamente Arrivati a Santiago cerchiamo subito un posto ideale dove posteggiare e
pernottare, ovviamente evitiamo di percorrere le viuzze del centro storico e
quando raggiungiamo la zona della piscina pubblica decidiamo che è quello che
fa per noi. Si trova nella zona est della città,
nei pressi dell’autostrada, nelle immediate vicinanze c’è un grande complesso
sportivo, il parcheggio antistante offre la possibilità di soste tranquille per
cui ci posizioniamo (GPS N+42.87662, O+8.52865). La giornata è stata lunga, per cui ci
rilassiamo per il resto della serata con doccia e cena adeguata, mentre con
cartine e guide mettiamo a punto la visita di questa splendida città che
effettueremo il giorno successivo. Giovedì 4 agosto Di buon mattino ci incamminiamo verso
il centro città che raggiungiamo dopo circa 20 min. Entriamo nella zona vecchia
attraversando la porta dei pellegrini, le viuzze e le chiesette sono
incantevoli. Una volta raggiunta la piazza
principale la soddisfazione è notevole, la meta finale del nostro viaggio è
raggiunta, niente a che vedere con i percorsi a piedi dei veri pellegrini, ma
il tempo a nostra disposizione era questo, le possibilità anche, per cui ci
godiamo questo intenso momento mistico. E’ difficile descrivere a parole quello
che vediamo e proviamo, è vero quello che si racconta, per capire e provare
bisogna venirci e basta. Essendo mattino l’ingresso alla
basilica principale è ancora scorrevole, per cui ne approfittiamo per entrare,
subito facciamo la fila per i vari riti previsti. Purtroppo in giornata non sono
previste le evoluzioni dei Tiraboleiros
che all’interno della chiesa fanno ondeggiare lungo tutta la navata centrale
un’enorme vaso di incenso acceso chiamato Butafumeiro. Anticamente questo rito si rendeva
necessario per coprire l’odore di sudore che proveniva dai numerosissimi
pellegrini arrivati alla chiesa evidentemente affaticati e spossati dal lungo
pellegrinaggio, ora non è altro che una manifestazione folcloristica, comunque
molto pittoresca. Il resto della giornata è stato
dedicato alla visita di tutti gli angoli della città, viuzze, chiesette e
mercatini locali sono stati le nostre mete principali. La pausa per un boccone è stata fatta
nel parco cittadino, l’erba fresca dei prati ci invitava a sdraiarci per un
meritato riposo, cosa che abbiamo fatto immediatamente. Sulla via del camper ci siamo fermati
alla piscina (avevamo preventivamente portato con noi i costumi da bagno), dove
un paio di ore di bagno e relax totale non ce le ha tolte nessuno. Cena serale verso le 21.30,
chiacchiera e riflessioni sulla giornata, sistemazione delle foto sul portatile
e via a nanna. Venerdi 5 agosto Sveglia senza eccessiva fretta e
partenza in direzione Leon, che
raggiungiamo attorno all’ora di pranzo. Ormai abbiamo lasciato il fresco clima
della costa atlantica ed il caldo inizia a farsi sentire, un ottimo parcheggio
nella zona nord ovest del paese ci permette di raggiungere agevolmente il
centro a piedi (GPS N+42.60308, O+5.57962),. La basilica principale è splendida, la
muratura esterna ha un colore molto chiaro, peccato che sia ancora chiusa,
l’ingresso per le visite inizia dalle L’ufficio turistico di fronte è però
aperto, per cui una volta fatta scosta di opuscoli, partiamo per una breve
visita della zona vecchia. Il parco dedicato a El Cid ci permette di fare una breve
sosta per annullare almeno in parte la canicola opprimente, non mancano nemmeno
le preziose fontane pubbliche, per cui il rinfresco è garantito. Più tardi riusciamo ad entrare nella
basilica, molto bella ma soprattutto fresca, certamente assieme a quella di Burgos è la più bella che abbiamo visto
in questo tour, niente a che vedere con la magia di Santiago, ma quanto ad aspetto è veramente un gioiello. Le giornate sono sempre lunghissime
per cui ne approfittiamo per avvicinarci sempre alla meta successiva, infatti
in men che non si dica siamo già a Burgos,
dove nei pressi dell’ospedale e delle piscine troviamo un posteggio tranquillo
dove piazziamo il camper anche per la notte (GPS N+42.34183, O+3.72522),. Cena verso le 21.30, telefonate a casa
per tranquillizzare parenti ed amici e poi a nanna Sabato 6 agosto Sveglia di buon mattino, spostiamo il
camper per parcheggiarlo in un ottimo posto molto vicino alla città vecchia. A piedi attraversiamo uno dei numerosi
ponti sul fiume e raggiungiamo la cattedrale attraversando un’antica porta
muraria, peccato che apra alle 10.30, anche l’ufficio turistico è ancora
chiuso. Sapevamo che gli spagnoli iniziano la
vita diurna molto tardi, ma non riusciamo ancora ad abituarci a ciò, comunque a
piedi raggiungiamo il colle dove è possibile ammirare i resti di un antico
castello, ovviamente ancora tutto chiuso, le visite iniziano dalle 11. Non abbiamo parole, comunque questa
città è molto bella e pulita per cui approfittiamo della situazione per
sfruttare la possibilità di scorazzare per le viuzze antiche senza anima viva,
ha un certo fascino. Finalmente i negozi iniziano ad
aprire, o meglio ad uscire dal letargo, tutto inizia a rianimarsi e davanti
alla basilica c’è già la fila per le visite, ci accodiamo ed in un’oretta ci
godiamo tutto il percorso guidato. Il nostro tempo è prezioso, la nostra
voglia di conoscere e vedere nuove cose ci spinge a tornare al camper e a
dirigerci verso la meta balneare, Barcellona. In tutto il nostro percorso abbiamo
incontrato autostrade (autopiste) perfettamente mantenute e scorrevoli, spesso
appena costruite come sulla costa atlantica, il pedaggio quasi irrisorio se non
a volte non richiesto come sulle autovie, identiche alle autopiste ma gratuite. Fatto sta che in serata entriamo a Barcellona, la tranquillità dei vari
paesi incontrati lascia spazio alla frenesia ed al caos della grande metropoli,
ci dirigiamo verso il camping El Masnou,
situato a nord di Barcellona
nell’omonima località, del quale abbiamo letto indicazioni su Plein Air (GPS
N+41.47612, O+2.30711). E’ direttamente sul mare, tra le
località di Badalona e Matarò, arrivando da Barcellona lo si trova a sinistra, ma
da quel lato non ne è permesso l’ingresso a causa della posizione poco felice
dell’accesso, noi ovviamente non lo sapevamo ed abbiamo rischiato di essere
tamponati da un fiume di auto impazzite e strombazzanti. Comunque poco più avanti è possibile
fare inversione ed accedere senza problemi al camping, purtroppo per quella
sera era già al completo, abbiamo optato per una tranquilla posizioni a pochi
km da lì, tra villette e stradine di un quartiere residenziale, un poco in
altura da dove era possibile ammirare il mare dall’alto, cena e notte
tranquille. Domenica 7 agosto Sveglia all’alba, un ragazzo della
reception del camping ci aveva detto che avremmo certamente trovato posto, ma
che dovevamo arrivare il prima possibile, per cui alle Abbiamo finalmente posizionato il
Dinghy in una piazzola, la calca era evidente, numerose tende di ragazzi erano
ovunque, comunque in pieno agosto abbiamo il nostro posto e siamo pronti per
goderci Barcellona. Nel pomeriggio ci organizziamo con i
biglietti del metro, le scelte sono infinite, noi optiamo per una tessera di 3
giorni. Barcellona
è certamente caotica, ma è molto bella, inutile descrivere il clima che si
avverte passeggiando per le Ramblas
fino alla rambla de mar, nel
quartiere di Barcelloneta si può
mangiare pesce favoloso a prezzi irrisori. La maggior parte del nostro tempo
l’abbiamo spesa per visitare le opere di Gaudì,
una vera scoperta per noi, non saprei da dove iniziare, la più ovvia è la
chiesa della Sagrada Familia, per
passare dagli splendidi palazzi sul Passeig
de Gracia cioè Casa Battlò, La pedrera, per arrivare al Parc Guell, una vera e propria
esplosione di geniale fantasia. Il parco olimpico è certamente
interessante, ma ci è sembrato un pochetto lasciato in abbandono e non adeguatamente
sfruttato, la nostra mente vola all’analogo esempio del parco olimpico di
Monaco di Baviera, che invece è un
ottimo esempio di utilizzo da parte della cittadinanza. Il camping era popolato da ogni tipo
di viaggiatore, soprattutto giovani che non avevano orari, per cui ad ogni ora
del giorno o della notte, poteva esserci motivo di disturbo per il sonno, tutto
sommato ben sopportabile. La sua posizione è in leggera
pendenza, per cui le aree sosta sono ricavate anche su terrazze e quindi
difficoltose da raggiungere per camper lunghi Le prese corrente erano un po’ datate,
per cui era necessario avere con sé ogni tipo di convertitore soprattutto per
vecchie prese in ceramica. Giovedi 11 agosto Sveglia di buon mattino, dopo aver
preparato il mezzo e pagato siamo partiti in direzione Francia. Pranzo nei pressi di un’area
autostradale francese del sud, il rientro in Italia sull’autostrada dei fiori è
stato difficoltoso, è certamente una bella e pittoresca autostrada, ma le
numerose curve e controcurve molto angolate, alle quali si aggiungono le brevi
e poco illuminate gallerie, hanno reso la guida decisamente affaticante arrivo
a Bologna in serata verso le 21. Un viaggio indimenticabile che è stato
certamente intenso, ma che ci ha permesso di vedere numerosi luoghi e realtà
favolose, che già ora iniziamo a rimpiangere Davide, Ketti ed Eleonora
Viaggio effettuato nel'Agosto 2005 da Davide Nannetti Potete trovare ulteriori informazioni sulle località toccate da questo itinerario nella sezione METE, e i più recenti aggiornamenti alla situazione delle aree di sosta nella sezione AREE DI SOSTA. |
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