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Mezzo: camper Adria Twin JTD
2.3. Il tipo di mezzo è stato fondamentale per questo viaggio, primo,
perché il tipo di strade e territorio della Dalmazia (strade strette, molte
curve) è decisamente poco adatto a mezzi poco maneggevoli,
secondo, perché un furgone grigio camperizzato dà
poco nell’occhio, non sembra neanche un camper e di conseguenza si può sostare
anche per strada parcheggiati, nonostante in Croazia sia vietato. Il viaggio è durato 15 giorni e abbiamo fatto solo 3
notti al campeggio. Missione: visitare la costa tra Spalato e Dubrovnik, l’ultimo pezzo che ci manca, nel tentativo arduo
di sfuggire ai turisti di agosto e alla ricerca di
spiagge semideserte. Partecipanti: Paolo e Paola (36-31 anni), neo-camperisti al loro secondo viaggio,
ma girovaghi di lunga data. Partenza sabato 6 agosto 2005, ore 22.00. Passiamo il confine di Pese(Trieste) senza problemi,
vista l’ora. Percorriamo la strada Trieste-Fiume, superata quest’ultima
ci fermiamo a dormire in un parcheggio
“veduta mare” ai lati della strada (poco prima di Senj). La mattina seguente(a Senj),dopo una breve colazione in un bar locale, lasciamo la
costiera (troppe curve da lì in poi) per salire verso l’interno e proseguire in
direzione Spalato. Arriviamo con calma a Spalato(tutto strada
statale) nel pomeriggio di Domenica e, visitata l’area
archeologica di Salona (molto interessante e
bene conservata), parcheggiamo poco fuori dal centro storico, vicino ad un
giardino pubblico (dove abbiamo anche dormito). A me piace visitare i paesi che si svegliano al mattino ed i mercati ortofrutticoli e quindi a Spalato me
la godo. Munitevi di una buona guida cartacea e visitate la città,
ne vale la pena. Lunedì 8 agosto 2005, ripartiamo verso Sud e nel primo
pomeriggio ci facciamo una gita in barca lungo il fiume Cetina
che bagna la cittadina di Omis,
che ha scavato un canyon (50 Kune in due, 7,28 Kune=1
euro). Gita simpatica: consigliata. Inoltre, sempre a Omis c’è un bel castello da visitare. Da qui in poi, inizia il casino della Riviera di Makarska, posto per turisti e non per viaggiatori. Belle spiagge, ma troppo casino
di gente e bancarelle. Troviamo un parcheggio vicino ad un hotel a Baska Voda, a sud
del paese , proprio sotto il campo sportivo. Il parcheggio è ottimo per lasciarci il camper e quindi
decidiamo di prenotare una gita in barca per Hvar
e Brac per il giorno dopo, martedì 9 agosto
2005. Costo 150 Kune a testa, fish
picnic compreso. Il mattino seguente, quindi, alle ore 9.00 ci imbarchiamo e dopo un paio d’ore ci sbarcano a Jelsa. Il paese è pieno zeppo di turisti, il che farebbe pensare
che qui ci sia da vedere qualcosa di eccezionale, ed
invece no. E’ un paese normale dove fanno tappa tutte
le gite giornaliere e per questo è pieno di gente. Per fortuna, i turisti si
bloccano tutti appena arrivano al primo bar/gelateria/bancarella, per cui, noi, salendo ed addentrandoci nel paese riusciamo
comunque a goderci un poco di tranquillità ed un certo panorama. Seconda tappa della gita: isola di Brac
e per la precisione il paese di Bol, che
sembra essersi sviluppato solo in funzione della rinomata spiaggia, che NON è
di sabbia, come si crede, ma di sassolini. Per raggiungere la spiaggia bisogna
fare una buona mezz’ora di cammino, spedito. Quindi
munitevi di scarpe comode. Il giretto in barca, tutto sommato è un bel
diversivo per un giorno, anche se i tempi scadenzati delle soste e gli altri
turisti mi innervosiscono un po’. Una volta sbarcati, siamo
ripartiti con il camper verso sud in cerca di un’altra sosta, ma i paesi della
riviera sono affollati di gente e macchine. Di conseguenza ci siamo spinti fino
al più tranquillo paese di Drasnice. Il giorno successivo, mercoledì 10 agosto 2005, abbiamo
fatto il bagno in una spiaggia solitaria poco più a sud di Drasnice,
scendendo per un sentiero. Dopo pranzato abbiamo deciso di tornare un attimo
indietro per vedere con la luce del sole, questa rinomata Makarska.
Si tratta di un paese turistico con la solita spiaggia ed il solito
casino di gente. Decisamente non fa per noi. Proseguiamo verso sud e ci fermiamo al campeggio di Dole a Zivogosce perché necessitiamo di scarico e carico. Per lo scarico, non pensate che sia così scontato che
tutti i campeggi croati ne abbiano uno. Infatti quello di Dole non ce l’ha
(in compenso, 15 Euro a notte 2p+van). Comunque la spiaggia
del campeggio è proprio bella. Il paese vicino, poi, è più “vero” della turistica Makarska e mi è piaciuto di più. Visto che la giornata di giovedì 11 agosto 2005 si
presenta nuvolosa, decidiamo di dirigerci a Mostar, muniti di
passaporto, ovviamente. Attenzione alla polizia in Bosnia. La loro missione è
quella di dare la multa ai turisti. Sono tantissimi. Se
c’è scritto 50, dovete andare a 50. Punto. Mostar è tranquilla. Fatto il tour del centro la cui caratteristica
sono i palazzi bucherellati dalle granate, ci siamo
diretto a Medugorje, tanto per non farci
mancare niente. A me questi posti di spetacolarizzazione
della fede, mi fanno proprio sentire fuori posto, comunque
la visita è stata curiosa a cominciare dai segnali di divieto di entrata in
città ai carri armati . Tra lo stupito e l’incredulo, ce ne andiamo
decidendo di percorrere quella che è l’unica strada bosniaca che porta al mare. Quella che passa per Metkovic,
Hutovo, Blato. E qui inizia il
nostro viaggio avventuroso perché prima, abbiamo costeggiato una zona umida
costituita da laghetti veramente spettacolare, specialmente al tramonto. Poi, la strada si fa stretta ed in salita e si finisce in
un posto veramente fuori dal mondo, altro che paesi
lontani e viaggi avventurosi! Basta addentrarsi nella Bosnia! Insomma, dopo una serie di saliscendi tra paesetti
costituiti da 4 case (abbiamo sorpassato anche un tir che faceva
la nostra strada, quindi anche i camper più grossi ce la possono fare), siamo
arrivati a Neum, l’unico paese delle costa
Bosniaca, dove c’era un gran casino di musica e vita notturna. Dopo cena, abbiamo proseguito fino ad arrivare a Ston. Ston merita una
sosta e la consiglio anche come sosta camper, perché è finalmente un luogo pianeggiante
ed ombreggiato. Il mattino seguente, venerdì 12 agosto 2005, abbiamo
visitato le straordinarie mura di questo paese che stranamente non era neanche
nominato nella mia guida Lonely Planet
della Croazia. Scandalo! Visto il tempo di nuovo incerto non ci mettiamo
alla ricerca di una spiaggia, ma andiamo diretti a Dubrovnik
per una perlustrazione dei luoghi di sosta. Sapevo già che l’unico camping è
il Solitudo. Siamo andati a vederlo giusto per
curiosità. Ha un parcheggio esterno che comunque è
riservato agli ospiti del campeggio. Comunque alla fine
abbiamo parcheggiato per la notte in un ampio parcheggio per autoveicoli posto
in zona centrale. Prima, però, siamo andati a fare un giro a Cavtat (simpatica), e siamo arrivati fin sulla
penisola di Prevlaka, l’ultima estremità sud della
Croazia, proprio davanti alle Bocche di Cattaro e
dove c’è anche un parco da visitare (ma noi non l’abbiamo fatto perché era tardi). Prima del parco, sulla destra, una spiaggia carina ma
piena di immondizie. A Molunat
c’è anche un campeggio, ma piuttosto scomodo viste le strade strettissime. Sabato 13 agosto 2005, abbiamo avuto la brillante idea di
alzarci prestissimo, prendere l’autobus ed arrivare in città vecchia a Dubrovnik già poco prima delle 8.00. Questo ci ha permesso di vedere la città prima della invasione dei gruppi di turisti che sbarcano dalle
navi da crociera verso le 10.00 come una invasione barbarica. Con il loro arrivo, la città si è improvvisamente
imbruttita tanto da sembrare un posto diverso. Obbligatorio il giro delle mura,
anche qui con buone scarpe ai piedi perché è lungo qualcosa come circa 1940
metri! Dopo pranzato iniziamo la risalita fermandoci a Trsteno, altro posto carino, noto per l’Arboretum. Per info: http://dubrovnik.laus.hr/dubrovnik1/html/body_trsteno.html http://en.wikipedia.org/wiki/Trsteno http://www.trsteno.hr/italian.htm Inoltre il porticciolo è un bel posto dove fare il bagno. Qui ci siamo fermati a dormire (attenzione: strada
stretta e con curve a gomito). Siamo rimasti a goderci il sole ricomparso tutta la
mattina del 14 agosto 2005 e poi siamo andati a Ston
per pranzo e a Orebic,
sulla penisola, nel pomeriggio. Il mattino seguente (lunedì 15 agosto 2005), dopo aver
dormito parcheggiati a Orebic,
abbiamo preso il traghetto passeggeri per Kurzola
e per la visita del paese. Il paese è caratteristico. Vale la pena visitarlo. Nel pomeriggio, visto il temporale in arrivo, decidiamo
di risalire un bel pezzo ed in serata arriviamo a Vodice dove ci parcheggiamo per la notte. Il paese di Vodice è carino e
in queste aree, dove siamo già stati qualche estate
fa, ci sono meno turisti e meno confusione. Per chi non ci è
mai stato, consiglio anche Primosten e Trogir. Da Vodice, nel pomeriggio
andiamo a Murter da dove partire il mattino
dopo per una gita in barca alle Incoronate (Kornati). La mattina del 17 agosto 2005, ci imbarchiamo
per questa gita che vale la pena fare. A mio avviso però, le soste sono sempre troppo poche e troppo corte (barche lente). Sbarcati, ripartiamo verso nord, per trascorrere la notte
sull’isola di Pago che per noi rimane la destinazione migliore. A Novalja ci fermiamo al
camping Strasko (anche questo senza scarico, 25 Euro
a notte), zona FKK, ovvero naturista. Non c’è niente di più tranquillo e rilassante di un
camping nudista/naturista perché il silenzio che vi regna, il rispetto della
privacy, l’educazione e la pulizia che si trova, caratteristiche per altro tipiche di chi pratica il naturismo e ne ha
compreso la filosofia, sono introvabili in qualsiasi altro posto. Perfino i bambini, che sono numerosi, non fanno
confusione, non schiamazzano e non urlano e non si sentono neanche urlare quei noiosi genitori al seguito (non so se è una
caratteristica di chi pratica il naturismo o semplicemente il fatto che non
erano italiani). Dopo due giorni rigeneranti al campeggio, domenica 21
agosto 2005, e dopo una bagno alla spiaggia del paese
di Pago, facciamo purtroppo ritorno a casa. Questa volta prendiamo l’autostrada che risulta essere
costosa. Il camper paga il doppio di una autovettura,
inoltre ci sono spesso restringimenti ad una corsia che provocano
rallentamenti. Piccole avvertenze: in Croazia in cucina usano l’aglio. Ho sentito molti Italiani lamentarsi dell’aglio. Il fatto
è che carne e pesce vengono spennellati con un
intingolo di prezzemolo ed aglio mentre sono sulla griglia. Questo è il loro modo di cucinare,
rassegnatevi. Oppure andate avanti a pizza e
spaghetti. Oltre alla carne ed al pesce, i loro prodotti migliori
sono gli yogurt e le creme di formaggio spalmabile. Le varietà di yogurt sono tantissime e vanno da quelli
cremosi, a quelli compatti al “latte acido”, cioè una
specie di yogurt liquido. Costano pochissimo. Le pasticcerie sono la fine del
mondo: crafen, strudel e pastecreme da sogno. Km percorsi 2200 Consumo litri 175 Prezzo gasolio: Croazia e Bosnia circa 1 Euro, Slovenia
circa 0,95 Euro.
Viaggio effettuato nell'Agosto 2005 da Paola Rossi Potete trovare ulteriori informazioni sulle località toccate da questo itinerario nella sezione METE, e i più recenti aggiornamenti alla situazione delle aree di sosta nella sezione AREE DI SOSTA. |
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