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EQUIPAGGIO : Massimo (51 anni driver), Peggy (49
anni co-driver), DJ (Dumbo Jumbo, il nostro Adriatik STARGO 690 DK). - 30
LUGLIO Km 12.500 Giorno della partenza. Dopo aver ultimato gli ultimi
carichi, ed aver stivato provviste e vestiario da far impallidire una
spedizione diretta nei più sperduti angoli della terra, finalmente giro la
chiave d’accensione del Mercedes Sprinter 316 che equipaggia il nostro
Adriatik STARGO 690 DK, da ora
chiamato DJ (Dumbo Jumbo), che si pronuncia Dambo Giambo.
Sono le ore 16.00, fa un caldo terribile ed abbiamo il sacrosanto terrore di
trovare traffico molto intenso, visto che è il fine settimana più a rischio
dell’anno. Partiamo da Cremona, imbocchiamo la A21 direzione
Piacenza-Torino. Il traffico è scarso, ma per precauzione, evito di passare per
la tangenziale Ovest di Milano, e scelgo la più lunga, ma forse meno trafficata
tratta da Alessandria-Santhia-Aosta. La scelta si verifica esatta, infatti non
troviamo per nulla traffico ed attraversata tutta la Val d’Aosta, arriviamo
quasi al Traforo del Monte Bianco. Decidiamo di sostare all’area di sosta
gratuita di Aymavilles (ORE 19.10). L’area è carina, in erba al centro del
paese, sulla strada che porta a Cogne. E’ presente sia il CS che la fontana per
il carico dell’acqua. Ci rechiamo ad un vicino alimentari e compriamo alcuni
formaggi tipici della Valle (11 €) Ceniamo e poi a nanna, che il giorno dopo ci aspetta una
lunga tappa di trasferimento.
- 31
LUGLIO Km 12.800 Sveglia alle ore 08.00, colazione, carico scarico e
partenza alle 09.00. Tempo bello, traffico scarso. Ci dirigiamo all’imbocco del traforo del Monte Bianco,
che ci porterà direttamente in Francia. Il costo del lungo tunnel è di € 38,70. Lo percorriamo
per tutta la sua lunghezza stando attenti a seguire le rigide limitazioni che
sono costantemente ricordate lungo il tragitto. Velocità max tra 65/70 km/h e
distanza tra le vetture di almeno mt 150. (il terribile incidente di qualche
anno fa è difficile da dimenticare!). All’uscita siamo in territorio francese.
Oggi la nostra meta è Bracieux, una piccola cittadina nel dipartimento della
Loira. Tramite internet (www.viamichelin.com),
abbiamo scelto un tragitto che comprende anche le costose autostrade francesi. Le
tappe intermedie saranno Macon, Moulins, Bourges. Ogni tanto troviamo i caselli francesi per il “peage”
della tratta. Alla fine per la ns tratta abbiamo speso circa 35 €. Verso le 13.00 ci fermiamo per un breve spuntino ed
acquistiamo dei panini gia pronti ad un grill per strada (€ 9,30……una rapina…).
DJ ha il serbatoio vuoto e facciamo rifornimento € 49, lt 52,13 con una
percorrenza di km 404 dal precedente rifornimento. Ciò significa una media di
7,75 km/lt. Tengo a precisare che la mia velocità in autostrada era tra i
110/115 km/h. Il confort di marcia dato dalla meccanica Mercedes è eccezionale.
Il motore è silenzioso e permette di dialogare come in una autovettura, ed è
dotato di una potenza di tutto rispetto (156 cv). Fa un caldo terribile e Peggy fa la spola tra il
sedile in cabina ed il frigorifero per rifornire entrambi di bottigliette
fresche di acqua. Purtroppo DJ non ha
il condizionatore in cabina, e sinceramente in questi momenti ne sentiamo la
mancanza. Proseguiamo stoicamente, nonostante il caldo. Arriva il
momento di un altro rifornimento a DJ. € 39,00 -
lt 44,83 - km
362 - media km/lt 8.07. Arriviamo finalmente a Bracieux alle 18.30. Ci dirigiamo
immediatamente al campeggio
“Des Chateaux”. Fatta l’accettazione scopriamo che non abbiamo la
riduzione per le prese elettriche francesi. Inversione con il camper e
ritorniamo “di corsa” in paese, dove ci dicono esiste un negozio “bazar” che
vende le riduzioni da europee a francesi. Dobbiamo fare in fretta perché i
negozi chiudono alle 19.00. Parcheggio in centro al paese in un normale stallo
per auto. L’Adriatik Stargo 670 DK è lungo 7,16 mt, vi lascio immaginare che
figura faceva nel parcheggio!! In più dietro ho il portabici con le ns due
biciclette che ne aumentano ulteriormente la lunghezza!! Sistemo DJ in
modo da non ostruire il passaggio delle auto. Il traffico è quasi nullo (il
paese è piccolo), e spero che la “gendarmerie” sia a cena……… In meno di 10
minuti, troviamo il negozio acquistiamo la riduzione (15 €……ammazza!!), e
togliamo l’impiccio dalla piazza del paese. Torniamo al camping, ci sistemiamo
nella ns piazzola e ci apprestiamo a cenare. Il contachilometri segna Km
13.420, ……..abbiamo percorso km 620. Dopo cena consultiamo le ns guide per preparare la visita
ai castelli della Loira. Decidiamo che il primo sarà il castello di Chambord, che è vicinissimo a Bracieux. A domani.
- 01
AGOSTO Km 13.420 Sveglia alle 08.00, colazione, carico scarico, e partenza
per il Castello di Chambord alle 09.30. Tempo bello, sole e ………UN CALDO TERRIBILE !!!!! Durante la notte per fortuna si è rinfrescato e perciò si
è dormito bene, ma dopo un’ora che si alza il sole, la temperatura diventa
caldissima. Il castello è bellissimo. Di fuori è letteralmente
imponente nella sua struttura. L’entrata costa
€ 10 a testa più altri € 4 a testa per l’audio guida in italiano che
risulta essere essenziale per capire ed apprezzare tutte le sfumature e la
storia del castello. Pregevole la scala al centro del castello che si dice sia
opera di Leonardo da Vinci. Vista l’originalità e la fattura delle stessa non
stentiamo a credere che solo Lui potesse averla ideata. Altra pregevole ed a ns
parere eccezionale cosa da vedere è il codice
Leichestr di Leonardo. E’ posto in una sala blindata, con la polizia
all’esterno, e solo 18 persone per volta possono accedere alla visita delle
tavole. Si tratta infatti di fogli di carta, praticamente degli appunti di
Leonardo, scritti al contrario che sono posti all’interno di bacheche a
temperatura controllata. Per poterli leggere bisogna guardarli allo
specchio…….un’altra idea della genialità di Leonardo. Nel complesso il castello è interessante e piacevole da
visitare e lo consigliamo vivamente. All’uscita acquistiamo per € 9 un libro in italiano dei
Castelli della Loira. Riprendiamo DJ dal parcheggio e ci dirigiamo alla
volta del Castello di Chenonceaux, posto di sotto la città di Amboise,
sede tra l’altro di un altro famoso castello. Il caldo è veramente terribile, pensate che il frigo
riesce a tenere una temperatura di circa 10° con la manopola al max. Pensavamo
fosse guasto, ma mettendo una sonda all’interno che ne misura la temperatura ci
siamo accorti che funziona, ma il caldo torrido all’esterno ed il sole che
batte implacabile sulla parete del camper non ne agevola certo il
funzionamento. Raggiungiamo il Castello di Chenonceaux alle 14.30. Entrata
+ guida audio in italiano € 10 a testa. Questo è chiamato il castello delle donne. Infatti le due
più famose che lo hanno abitato sono state Caterina de Medici e Diana Poiter. Entrambe
hanno creato dei bellissimi giardini all’entrata del castello. Lo stesso è
circondato dall’acqua del fiume che gli crea una insolita atmosfera. L’interno
è tutto arredato, con mobili originali. Pregevole anche la visita alle cucine,
ammodernate durante la 1^ guerra mondiale. Anche la visita a questo castello ci
ha soddisfatto. Ci rechiamo poi alla ricerca di un campeggio. A dire il
vero la Francia ne ha talmente tanti che questo non sarà mai un problema. La ns
scelta ricade su quello municipale, vicino al castello. Terreno erboso in piano, personale gentilissimo. Il tutto
per la modica spesa di € 11,20. Mega doccia per toglierci da dosso tutto il caldo patito.
Decido di mettere il frigo a gas anziché elettrico, e riesco ad avere una
temperatura interna di 5° / 7°. Il sole batte implacabile fino a dopo le 20.00, ma solo
dopo le 22.00 si riesce a sentire una parvenza di fresco. Decidiamo di
interrompere la visita ai castelli della Loira e di recarci con anticipo in
Bretagna. Perciò tutti a letto che domani si deve guidare per qualche centinaio
di km sotto il sole.
-02 AGOSTO Km 13.500 Dopo aver fatto colazione, lasciamo il campeggio alle
10.00, con destinazione Bretagna. Scopriamo che conviene fare gasolio nei
distributori dei supermercati. Infatti ci sono dei risparmi di circa 10 /13
centesimo al litro. Noi privilegiamo la marca “Supermarchè”, che risulta
essere quello più economico. Facciamo il pieno a DJ, € 45 - 53 lt
- km 434 – media 8,18 km/lt
(non male). Facciamo rifornimento di verdura e frutta ad un
supermercato con € 25. Devo comperare una nuova memory card per la macchina
fotografica digitale. Ho dimenticato a casa il cavo per trasferire le foto sul
portatile. (spesa € 52)……….vedrai che la prossima volta non la dimentico più. A metà pomeriggio arriviamo a La Tourballe e
andiamo al camping “Le Refuge”. Molto bello con piazzole enormi tutte
con fondo prato inglese. Ci avvertono che la mattina alle 08.45 arriva il
fornaio direttamente in campeggio. Ci sistemiamo nella piazzola, stacchiamo le
bici ed andiamo a farci un giro verso le spiagge. Non è certo difficile trovare
l’accesso alle spiagge, e così lasciate le bici, legate ad un paletto ci
rechiamo in spiaggia e mettiamo i piedi nell’Oceano Atlantico …………………….azzz quanto è freddo!!!!!! Ma come diavolo fanno
a fare il bagno? Ci ripromettiamo di riprovarci un altro giorno. Ritorniamo
alle bici ed andiamo a visitare il porto e la marina. Dopo un paio d’ore ce ne
torniamo in campeggio, doccia, cena, partita a carte a scala 40 , poi a nanna. Il
solito buon libro che concilia il sonno, e ci abbandoniamo tra le braccia di
Morfeo. Durante la notte piove, sentiamo la pioggia battere sul
tetto del camper e speriamo che il giorno dopo ci sia ancora bel tempo. La temperatura in Bretagna è completamente diversa dalla
Loira, infatti adesso il frigo lo teniamo al max sul 4-5 e funziona alla
grande!! (temperatura interna 2° / 4°) dormiamo nel sacco a pelo estivo e non
più con le sole lenzuola. La notte la temperatura in camper scende a 17°. (ci
chiediamo se questa è estate come sarà la temperatura qui d’inverno).
- 03 AGOSTO Km 13.837 Solita sveglia alle 08.00, ed alle 08.45, arriva puntuale
il fornaio tra le piazzole. Si fa annunciare da due colpi di clacson, e tutta
la gente si mette ordinatamente in fila per acquistare baguette e
croissant. Anche noi acquistiamo il pane
e le brioches € 3.10, che sono buonissime! Dopo il solito carico / scarico partiamo con destinazione
Carnac, località interessante poiché ci sono i “megaliti”, enormi pietre
tutte in fila per centinaia e centinaia di metri tutte perfettamente allineate
e distanziate. Dicono che risalgono ad almeno 4000 anni AC. Il perché le
abbiano messe lì ed in quel modo è ancora un mistero irrisolto. Ci sono tre luoghi vicini tra loro dove si possono
ammirare queste strane formazioni. Noi abbiamo visto quello più grosso, che ha
un discreto parcheggio parzialmente sotto le piante dove i nostri “grossi
amici” possono sostare. Partiamo poi alla volta della vicina penisola di “Quiberon”,
dove vorremmo trovare un campeggio in riva al mare per sostare un paio di
giorni. La penisola è abbastanza trafficata, anche se il traffico è scorrevole,
ma tutti i campeggi ci danno l’impressione di essere degli autentici carnai
tanto sono pieni!! Decidiamo pertanto di abbandonare la penisola di Quiberon ed
andare a trovare un tranquillo camping all’interno. La nostra scelta cade sul
camping “Les Goerlands”. Il posto è carino e tranquillo. Due cose da
segnalare : NON ha CS, ed è gestito da solo donne !!(anche il personale addetto
alle pulizie, taglio erba etc etc) Solita doccia, cena, carte e a nanna. Di notte piove, temperatura ….bella fresca.
- 04
AGOSTO Km 13.995 Partiamo dal campeggio sotto una leggera pioggerellina. Il
cielo è completamente coperto. Mi sa che per tutta la giornata sarà così. La nostra prossima meta sarà Pointe du Raz, punta
estrema della penisola della Baia di Dournenez. Al Supermarchè di Plonhinec facciamo gasolio €
46,50 – lt 53 – km 445 – media km/lt
8,4. Arriviamo in zona e ci dirigiamo subito per raggiungere
la zona di sosta, che si rivela molto ampia e con notevole spazio riservato ai
camper. Pointe du Raz è bellissimo. Si gode di una vista spettacolare
dell’Oceano Atlantico. Dal parcheggio ( € 5) si raggiunge prima la zona dei
negozi e ristoranti, poi in venti minuti
di passeggiata assolutamente in piano, si raggiunge il faro. Volendo, (noi lo
abbiamo fatto), ci si può inerpicare su un sentiero in mezzo alle rocce ed in
una ora si raggiunge la punta estrema della penisola. Ne vale veramente la pena
perché lo spettacolo è superbo! Va detto che si consiglia di non farlo in
sandali oppure ciabatte, e soprattutto a chi non soffre di vertigini. In alcuni
punti dove si passa saltando come capre da una roccia all’altra ci sono delle
funi alle quali aggrapparsi per evitare di cadere nel baratro sottostante. Per
gli amanti della fotografia ci sono degli spunti decisamente da non perdere!! Nel ritorno ci fermiamo a comperare nei negozi al
parcheggio i famosi biscotti della Bretagna. (sono molto buoni, ma fatti con
tanto burro!!) Rientrati in camper decidiamo di spostarci, ma volendo
con una spesa di € 10 ci si può fermare tutta la notte. Non ricordo di aver
visto CS. Cerchiamo un campeggio nei dintorni, ma al “Le Pil Koad”
di Poullan Sur- Mer, decisamente abbiamo la sensazione che non ci
vogliono, o quanto meno non vogliono camper per una notte!! E’ la prima volta
da quando siamo in Francia che ci sentiamo non desiderati. Ripieghiamo su un
piccolo camping sempre in zona dove
sono, come sempre, gentilissimi ed accoglienti. (Camping Pors). La
struttura è a 200 mt da una spiaggia piccola ma carina, dove tentiamo un’altra
volta l’approccio con l’Atlantico. E’ inutile, l’acqua è veramente troppo
fredda per noi. Diamo la colpa all’orario ed al vento e ce ne ritorniamo in
campeggio.
- 05
AGOSTO Km 14.195 Partiamo dal campeggio e per prima cosa cerchiamo un
supermercato per ripristinare le scorte. La scelta è un Leclerc € 43,67, di cui € 24 per le
cassette della telecamera. La destinazione di oggi è Pointe de Penhir, dall’altro
lato del golfo di Douarnenez. Raggiungiamo la nostra destinazione attraverso
l’unica strada che è quella che passa per Crozon. Arrivati al punto
estremo della strada, abbiamo parcheggiato DJ e ci siamo recati ad
ammirare lo spettacolo. Certamente la Bretagna sa sempre stupire chi la visita.
Anche in questo caso le veduta è bellissima e gli spunti per riprese o
fotografie sono molteplici. Nel ritorno dopo aver lasciato il parcheggio e
percorso alcune centinaia di metri, ci si può fermare a visitare un complesso
di bunker tedeschi, con annesso un piccolo museo della “guerra atlantica”. La
guerra atlantica è quella combattuta dai sottomarini tedeschi contro i
mercantili che trasportavano rifornimenti dagli USA in Inghilterra. La visita
alle installazioni di cemento armato della difesa costiera dei tedeschi è
interessante sia dal punto storico che da quello paesaggistico. Infatti
inoltrandosi per le varie casematte, si scorge una spiaggia meravigliosa,
enorme, con l’acqua di colore verde smeraldo. Sembra di essere ai Caraibi. Terminata la visita abbiamo ripreso il nostro viaggio e
ci siamo diretti al punto panoramico di Menez Hom, che si trova sulla
strada che da Crozon porta a Chateaulin. La deviazione, si prende
dopo la cappella di Ste-Marie. La strada si snoda per circa 2 km fino a raggiungere
la cima dell’altipiano, da dove si può ammirare un panorama fantastico. La
vista spazia tutto intorno abbracciando il golfo di Duarnenez, e tutto quanto a
360° le pianure, le vallate circostanti. Consiglio l’utilizzo di un binocolo
per meglio apprezzare le viste proposte. Durante la nostra visita appassionati
di aereo modellismo stavano facendo volteggiare i loro aeroplani sulla sommità. Siamo poi ripartiti per la “Cote Emeraude”, la
Costa Smeralda bretone. Abbiamo percorso
la strada interna che ci ha poi immesso sulla
E50 e siamo usciti dopo St Brieuc all’uscita per Cap Frehel. Da qui è cominciata la ricerca estenuante per un
campeggio. Erano praticamente tutti al completo e dopo lunghi giri e ricerche
ci siamo imbattuti nel municipale di St. Alban. (Juncilles) Finalmente
alle 20.30 circa abbiamo potuto farci una doccia e prepararci la meritata cena.
- 06 AGOSTO Km 14.512 Lasciamo il campeggio di St Alban, con le informazioni
avute dal gestore del campeggio, Antony, che parla un buon inglese, e ci spiega
anche la bandiera bretone e velocemente la sua storia. Ci dirigiamo verso Cap Frehel, ma prima ci
fermiamo a fare rifornimento per DJ. € 46 - 51,68 lt
– 419 km – media km/lt 8,1. Raggiungiamo Cap Frehel, dopo aver attraversato diversi
paesini molto caratteristici. Lasciamo il camper posteggiato lungo la strada
(c’è abbastanza spazio). Molti altri come noi evitano di pagare un parcheggio
per camper di € 7 (se non ricordo male). Ci sembra inutile spendere una cifra
così per fermarci solo un paio d’ore. Il parcheggio è dotato do CS e ci si può
fermare per la notte. Raggiungiamo attraverso un sentiero apposito il punto
panoramico del capo. La vista è bellissima. Come gli altri punti già
precedentemente visitati, anche Cap Frehel non smentisce la sua fama. All’estremità
del capo si erge il faro, costruito nel 1950, che ha una lampada che si può
scorgere fino a 120 km di distanza (con condizioni di tempo favorevoli). Vicino
al ristorante (dai prezzi elevati) ci sono degli enormi scogli popolati dagli
immancabili gabbiani e dai grandi cormorani. Bisogna avere però un binocolo per
poterli vedere bene. Lasciamo Cap Frehel per dirigerci verso St Malò. In zona si può visitare Fort la
Latte, ma noi abbiamo fretta di arrivare a St.Malò e così ci ripromettiamo di
ritornarci un’altra volta. Raggiungiamo St.Malò verso metà pomeriggio e ci fermiamo
al campeggio “ Ville Huchet”, che si trova dentro il parco di un vecchio e
dismesso castello. Il campeggio molto accogliente e grande è anche la gioia dei bambini perché ha una grande
piscina con giochi d’acqua e scivoli. Decidiamo che per oggi non ci muoviamo e pertanto aperta
la veranda e tirate fuori sedie e tavolino ce ne stiamo in completo relax ad
aspettare l’ora di cena.
- 07
AGOSTO Km 14.594 Sveglia alle 08.00, colazione e pronti a partire per la
città vecchia di St.Malò. Stacchiamo le bici, controlliamo la pressione delle
gomme e ………si parte ! Dalle indicazioni ricevute ci sono circa 4 km per raggiungere la città, ed altri 2
km per la città vecchia. Partiamo con gli zainetti in spalla e quasi sempre su
piste ciclabili, raggiungiamo la città. Parecchi tratti sono in discesa, e
questo vuol dire che stasera al ritorno ci sarà da “pedalare” !! Quando
raggiungiamo il porto, vediamo che dall’altra parte ci sono parcheggiati
diversi camper, però non possiamo dire se in sosta libera oppure in qualche
parcheggio apposito. Dopo aver visitato la marina, entriamo nella vecchia città
corsara. I “corsari”, erano diversi dai
“pirati”. Infatti i corsari avevano la “corsa”, cioè il mandato dal Re di
depredare per lui i mercantili degli avversari senza incorrere nelle leggi che
punivano i pirati, che invece facendolo solo per se stessi erano considerati
dei malfattori. La città vecchia è affascinante in ogni suo angolo. Le
strade e stradine, i vicoli, le piazzette, con innumerevoli negozi, ristoranti
ed alberghi danno un fascino tutto particolare all’ambiente circostante. Saliamo
ai bastioni ad ammirare il panorama dall’alto e le spiagge sottostanti completamente
libere ed accessibili. Percorriamo il lungo molo che dà l’accesso alla marina
ed osserviamo i vari motoscafi e yacht
che entrano ed escono dalla città. In lontananza, verso il porto della città
nuova vediamo parecchi “Ferry”, che collegano la Francia con l’Inghilterra. Alle 13.00 ci fermiamo in una Creperie per mangiare
qualcosa € 22,8, poi continuiamo il ns giro. Peggy trova un negozio
interessante e compera una teiera di limoges bianca per € 21,95. Prima di lasciare le vecchie mura di St.Malò, acquistiamo
cartoline per € 6, due asciugamani € 6, ed il pane € 0,75. Verso le 17.00, dopo
una bella pedalata (anche sulle salite) rientriamo in campeggio, stanchi ma
molto soddisfatti della bella gita fatta. Mega doccia, e relax in attesa dell’ora di cena, poi a
nanna. Domani si va in Normandia!!
- 08
AGOSTO Km 14594 Partiamo dal campeggio che piove leggermente. Il cielo è
coperto da spesse nuvole. Il tempo non promette niente di buono. Pocomale, oggi
è un giorno di trasferimento……..speriamo cambi! La prima destinazione in Normandia è St Mere Eglise. Il paese è famoso, per un fatto
curioso occorso durante il primo lancio di paracadutisti americani durante
l’invasione della Francia. Infatti uno di loro si era andato ad impigliare con
il paracadute ad una guglia del campanile della chiesa, restando lì appeso e
fingendosi morto per non farsi sparare dai tedeschi che passavano sotto. Purtroppo
il campanaro ignorando ciò continuò a suonare le campane a martello per tutto
il tempo. Risultato, dopo due ore i suoi compagni lo tirano giù salvo dal
campanile, ma completamente sordo. Ancora oggi, come testimonia la
foto, appeso al campanile c’è un manichino vestito come un parà con relativo
paracadute, ed è l’attrazione del paese. Dall’altra parte della piazza si trova
un interessante museo concernente lo sbarco degli alleati, con relativi mezzi
corazzati, uniformi ed artiglierie. Anche noi come tanti altri, abbiamo
comperato il CLICK-CLACK, quel simpatico aggeggio di cui erano dotati tutti i
parà per riconoscersi al buio dopo l’atterraggio. (prezzo 3 €) Intorno alla piazza, per gli
amanti del materiale surplus militare ci sono diversi negozi che vendono divise
sia originali dell’epoca, sia quelle di oggi di vari paesi, più svariato
materiale militare. Adiacente alla chiesa c’è un
parcheggio riservato anche agli autocaravan, ma contrariamente a quanto
segnalato non c’è CS. Comprando un gettone al vicino Uff. Turistico (2 €) ci si
può recare al vicinissimo campeggio del paese, (300 mt dalla chiesa, dietro lo
stadio) dove si può effettuare carico e scarico. Il gettone serve solo per il
carico dell’acqua, poiché lo scarico è gratuito. Lasciamo St Mere Eglise e ci
dirigiamo verso St Vaast, dove troviamo adiacente al campeggio un’area
di sosta per i ns mezzi molto accogliente con CS. ( 7 € 24h ). Appena arrivati apriamo la
veranda, infatti nel frattempo è uscito un bel sole. Dopo esserci spaparanzati
sulle sedie ci beviamo una meritata e freschissima birra, tanto oggi il volante
non lo tocco più. Arriva ora di cena, e dopo aver riassettato la cucina, a
piedi ci dirigiamo verso il porto del paese a fare due passi. Visitiamo i moli dove sono
attraccati i pescherecci, poi ci dirigiamo verso la marina per ammirare le
barche ormeggiate. Come tutte le altre volte, facciamo i paragoni tra i ns
mezzi e le barche e di come sarebbe bello avere una barca a vela e scorazzare
per il mare senza file ed intasamenti ai caselli! Ma tutto ad un tratto i
nostri sogni vengono bruscamente interrotti da un PLICK, seguito subito dopo da
un altro PLICK, PLICK………..sta mettendosi a piovere!! Decidiamo di rientrare,
prima a passo svelto, poi sveltissimo, poi di corsa perché l’acqua scende a
catinelle. Arriviamo in camper quasi fradici sotto un acquazzone terribile, ma
il bello deve ancora venire……….. Stiamo ancora a cambiarci
quando sembra scatenarsi un autentico ciclone. Vento da tutte le parti e acqua
che scende a catinelle. Chiudiamo ermeticamente gli oblò e tutte le finestre
altrimenti entra acqua, ed aperte le tende verso la cabina “ammiriamo” quanto
sta succedendo. L’acqua scende copiosa in turbinii di vento impressionanti. Uno
sciagurato che come noi si era recato in paese, si era dimenticato la veranda
aperta. Non vi dico in che condizioni era…… Il tutto dura circa 15 min, poi il vento si placa e il
tutto si trasforma in un normale temporale estivo. L’acqua continuerà a
scendere per quasi tutta la notte. Perciò tutti a nanna con il concerto
notturno.
- 09 AGOSTO
Km 14.838 Piove, piove, piove ancora……… Dopo aver fatto un po’ di fila all’uscita del park, per
le operazioni carico e scarico, ci dirigiamo verso Omaha Beach. Lungo la strada ci fermiamo ad un Supermercato Leclerc
per la spesa € 43.20. Ironia della sorte dopo un po’ di Km sulla costa ci
fermiamo a visitare il monumento al Generale
Leclerc, comandante delle forze della Francia libera durante lo sbarco. Parcheggiamo
di fianco ad un altro camper italiano un Adriatik
Coral 630 DK. Scendiamo con addosso gli impermeabili, visto la leggera
ma noiosa pioggerellina che continua a scendere. Visitiamo il monumento e ci
inoltriamo sulla spiaggia dove restano ancora diversi bunker tedeschi della
difesa costiera. Al rientro anche l’equipaggio dell’altro Adriatik sta salendo
a bordo e così ci fermiamo a fare conoscenza. Sono in tre, Paolo, Maria, ed il
figlio di dieci anni Luca. Dopo alcune considerazioni sul tempo, (fatte sotto
l’acqua) inevitabile il discorso va su : “come vi trovate voi con il vostro?”. E
così li invitiamo all’interno di DJ a fare due chiacchiere. Passa una
piacevolissima oretta, dove abbiamo modo di conoscerci e di riprometterci di
rincontrarci magari dopo due gg a Honfleur per andare a cena insieme. Infatti
loro non fanno il nostro stesso itinerario ma uno simile. Salutiamo Paolo, Maria e Luca e ci dirigiamo
verso Pointe Le Hoc. La località è famosa perché sede di una micidiale
batteria di cannoni tedeschi che dominavano l’oceano. Doveva essere
assolutamente resa impotente altrimenti avrebbe fatto tiro a segno con le navi
dell’invasione. I tedeschi non avevano curato particolarmente la difesa in
quella zona in quanto avevano giudicato inaccessibile la falesia sottostante. Grave
errore, infatti due compagnie di Rangers americani la scalarono e la misero a
tacere. Dei 225 Rangers partiti, solo 75 riuscirono a salvarsi, ma fecero in
modo che le navi potessero avvicinarsi senza il pericolo di essere centrate. Ancora oggi è possibile visitare quanto rimane della
postazione tedesca, e tutto è rimasto come allora. Tutta la zona è segnata dai
crateri dei proiettili della marina che ha incessantemente bombardato la
postazione prima dell’attacco dei Rangers. Sono ancora visibili gli
innumerevoli crateri diversi in diametro in base al calibro. Alcuni sono
semplicemente enormi e lasciano immaginare la potenza distruttiva che dovevano
avere. Le postazioni tedesche tutte interrate e con spessori fino a due metri
di cemento armato sono state divelte oppure sollevate dalle loro basi. Lasciamo Pointe le Hoc, dopo una visita al monumento ai
Rangers, posto in un punto oggi non raggiungibile, perché soggetto a possibili
crolli della falesia e ci dirigiamo verso Omaha
Beach. Resa famosa da film di guerra, per ultimo “Salvate il
soldato Ryan”, questa enorme spiaggia fu una delle due spiagge, insieme a Utah Beach che accolsero i soldati
americani il 06 Giugno del 1943. La raggiungiamo sotto un cielo grigio, con un po’ di
vento ed a tratti qualche spruzzata di pioggia. C’è bassa marea e così ci spingiamo avanti per 100 mt
verso l’oceano Atlantico, poi raggiunta l’acqua mi volto, guardo la strada da
dove sono venuto e cerco di immaginarmi cosa doveva essere circa 60 anni fa. Guardo
la spiaggia e cerco di immaginare il rumore delle grida, degli spari, degli
urli di dolore, delle cannonate tutto in un miscuglio d’acqua, sabbia, terra. Riapro
gli occhi e mi guardo intorno, sembra solo un’enorme bella spiaggia atlantica,
dove i turisti vengono a passare le ferie tutti insieme. Francesi, Inglesi,
Tedeschi, Italiani, quando c’incrociamo ci facciamo un colpo di fari oppure
alziamo la mano in segno di saluto, eppure 60 anni fa nello stesso posto se ci
s’incontrava ci si sparava addosso e ci si augurava di farlo per primi. E’ la
triste ironia della guerra, che prima divide e poi accomuna. Restiamo più di un’ora a camminare lungo la spiaggia ;
Peggy raccoglie conchiglie ed io scruto l’oceano grigio, che oggi non ha
proprio un belloaspetto e penso tra me che forse è meglio avere un camper
piuttosto che una barca. Si è fatto tardi e così per non perdere tempo a cercare
un’area di sosta ci dirigiamo al vicino campeggio “Omaha Beach”. E’ enorme, con
tantissime piazzole tutte dotate d’elettricità. La mattina successiva facendo
CS scopro che ha anche un accesso privato alla spiaggia. Parcheggiamo in una bella area vicino ad altri equipaggi
italiani. Siamo stanchi, dopo cena il libro ci accompagna tra le
braccia di Morfeo.
- 10 AGOSTO Km 14961 Oggi ci svegliamo con uno splendido sole !! Alla reception compriamo le classiche baguettes ed “Il
corriere della Sera” (5 €). 2+3 Dobbiamo anche fare gasolio € 46
lt 52.76 km 444
km/lt 8.4. Ci dirigiamo verso Caen per prendere l’autostrada che ci
porterà fino a Honfleur che sarà la
ns prossima meta. Arriviamo verso
tarda mattinata, ci dirigiamo all’area di sosta all’inizio del paese ( € 7 24h), e troviamo posto anche se è abbastanza
pieno. L’area è dotata di CS e d’attacco elettrico. Per poter accedere alla 220
V bisogna però trovare posto vicino alle scarse colonnine. Tutti gli attacchi
disponibili sono presi, pazienza andremo a batterie! Dopo aver mangiato qualcosa al volo, andiamo verso il
paese che è un autentico gioiello. Noi siamo particolarmente affezionati a Honfleur,
(è la seconda volta che veniamo) perché è un paesino bellissimo con angoli di
una bellezza unica. Ci dirigiamo subito al porto vecchio, poi alla marina che
tutto attorno ha una banchina molto grande con affacciati moltissimi negozi,
gallerie d’arte, ristoranti d’ogni genere, bar etc etc. Visitiamo la chiesa che ha una particolarità, è composta
di due volte che non sono altro che due scafi di nave rovesciati. Raccontano
infatti che all’epoca essendo un paese di soli pescatori erano capaci di
costruire barche ma non case e così per ovviare all’inconveniente costruirono
due scafi di nave e li appoggiarono capovolti sulle mura della chiesa. L’effetto
è molto particolare e affascinante. Continuiamo poi la visita al paese, entrando nei vari
negozi di cose caratteristiche, tipo cibo e liquori. Infatti qui siamo nel
regno del “Calvados”. Visitiamo nel porto vecchio un negozietto che vende
esclusivamente Calvados. La signora molto gentile mi spiega come nasce e come
invecchia il liquore, (per fortuna parla un poco d’inglese….) e poi si passa
agli assaggi. Sopra ad una vecchia botte ci sono tanti calici con accanto
diverse bottiglie di liquore divise per anni di invecchiamento. Ci spiega che
per assaporare per intero l’aroma del Calvados, deve essere invecchiato almeno
per dodici anni, altrimenti si rischia di sentire solo l’alcool. Acquistiamo
una bottiglia di 18 anni d’invecchiamento alla cifra di € 74. Il prezzo è alto ma è un vero nettare! Girovaghiamo ancora per i tantissimi negozi, acquistando
delle stampe a € 4, ed un buon gelato mangiato a cavalcioni del parapetto del
porto mentre le barche a vela cercano parcheggio ai vari attracchi. Verso metà pomeriggio inoltrato rientriamo al parcheggio,
e scopriamo che un piccolo camper tedesco si è letteralmente insinuato tra noi
ed il ns vicino, appiccicandosi alla ns parete, e dopo aver aperto tendalino,
tirato fuori sedie e sdraio se ne stavano a banchettare. Arrivo, li guardo con occhio “assassino”, e
contrariamente al solito non li saluto. Entro in camper piuttosto arrabbiato.
Già mi pregustavo l’apertura della veranda e sedermi sulle sedia con una birra
in mano……….. Pazienza, ma quello che mi fa arrabbiare è che di posti per camper
piccoli ce n’erano ancora e non c’era proprio bisogno di mettersi lì. Mi sdraio sul comodo divano di DJ e mi metto a leggere un
buon libro nell’attesa che arrivi ora di cena. Verso le 19.30 quando stavamo
apparecchiando la tavola, ovviamente all’interno, visto che non c’era certo lo
spazio per mettere il tavolo esterno, il vicino invadente, mentre io mi ero
allontanato dal camper, dice a Peggy se per caso si erano messi troppo
vicino……..!!!!!!????!!!! Ammazza……….ci ha messo due ore per arrivarci!! In ogni
caso per non fare polemiche Peggy gli risponde che va bene lo stesso, e che
avremmo benissimo cenato all’interno. Finita la cena e riassettato il mezzo, facciamo due passi
nel parcheggio, e poi ci ritiriamo all’interno. Giusto in tempo perché arriva
il solito acquazzone che ci rinfresca la nottata.
- 11 AGOSTO Km 15.117 Partiamo da Honfleur alle 08.30, subito fuori del paese
prendiamo direzione Nord ed attraversiamo il Ponte de Normandie € 5, che passa sopra l’estuario della Senna. Il
ponte è una costruzione avveniristica e molto bella da vedere. La ns meta d’oggi è Etretat,
dove ci sono le “falesie”, rocce bianche a strapiombo sull’oceano che
ricordano, le mitiche scogliere di Dover. Arriviamo ad Etretat e subito all’ingresso del paese c’è
il parcheggio. Per fortuna siamo arrivati presto, perché in una mezz’ora si
riempie di camper. Ci rechiamo a visitare le falesie, con un sentiero che
parte dalla spiaggia del paese e s’inerpica fino in cima. Lo spettacolo è
bellissimo e coinvolgente. Sotto di noi il paese, e praticamente dall’altro
lato un’altra falesia che cade a picco nell’oceano che ha colori che vanno dal
blu scuro al verde smeraldo. La solita presenza degli uccelli marini fa da naturale
contorno allo splendido paesaggio. Al ritorno Peggy acquista una maglietta tipica di questi
luoghi, a righe orizzontali bianche e blu € 29.00. Riprendiamo DJ e ci spingiamo ancora più a Nord, fino a Dieppe, dove ci fermiamo al supermercato
Auchan € 21.74, ed acquistiamo il libro delle cartine dettagliate della Francia
della Michelin € 22,00. Finalmente risentiamo per telefono Paolo, Maria e Luca, la famiglia che abbiamo
conosciuto sulle spiagge ed essendo entrambi “in zona”, ci accordiamo di
incontrarci a Rouen per la serata. Ripartiamo pertanto da Dieppe, con direzione Rouen. Arriviamo verso sera sotto un’acqua torrenziale. Perdiamo
un’ora per trovare il campeggio, ma finalmente quasi in contemporanea arriviamo
entrambi. Parcheggiamo i ns due Adriatik
uno di fronte all’altro e dopo i rituali saluti ci mettiamo comodi all’interno
dei mezzi a scambiarci le impressioni del rispettivo viaggio. Ceniamo, e poi Maria tira fuori una bottiglia gelida di
limoncino fatto in casa. Urla di gioia e tripudio!! Il liquore è veramente
ottimo ed un bicchierino tira l’altro. Verso mezzanotte ci ritiriamo a dormire con l’accordo che
l’indomani lasciamo i mezzi in campeggio e ci rechiamo in visita a Rouen
insieme. La notte passa meravigliosamente, (complice il limoncino)
e la mattina ci svegliamo freschi e riposati per affrontare la visita alla
città.
A poche centinaia di metri dal campeggio prendiamo un
autobus che ci porta direttamente in centro. La città di Rouen è bellissima, con molte chiese e
cattedrali, tutte in stile gotico, con ampie navate ed enormi finestroni con
vetri coloratissimi. Prendiamo un trenino,
€ 11,00 per due persone che ci fa fare il giro del centro storico di
Rouen. Passiamo pertanto dove Giovanna
d’Arco fu processata e dalla piazza del mercato dove fu messa a morte sul
rogo. Tutti i luoghi sono affascinanti, con piccoli musei, che raccontano la
storia della “Pulzella d’Orleans”. Alle 13.00 ci rechiamo a pranzare ad una creperie € 30, e
poi ci lanciamo alla scoperta dei negozi che la città ci propone. Paolo trova
un interessante negozio irlandese, che vende tutto abbigliamento particolare e
perfino birra. Ci compriamo entrambi la maglia originale della squadra di rugby
della Nuova Zelanda, e dei soprammobili di ceramica carini che raffigurano dei
montoni in caricatura. Passiamo la giornata girovagando per la città in
compagnia dei ns nuovi amici dei quali apprezziamo molto la compagnia. Verso sera rientriamo in campeggio, mega doccia calda e
ceniamo. Dopo cena ci si ritrova intorno al tavolo per fare quattro
chiacchiere, in compagnia del limoncino di Maria…….. La mattina dopo ci dovremo separare, poiché noi
proseguiremo con destinazione Parigi, mentre loro si fermeranno ancora qualche
giorno in zona per poi dirigersi verso
Colmar.
- 13 AGOSTO Km 15.347 All’uscita di Rouen facciamo gasolio, € 49 lt. 51
km 382 km/lt 7.4 Prendiamo l’autostrada per Parigi A13 € 7,30 Arriviamo a Parigi sotto un cielo colmo di nuvole nere che
non promettono nulla di buono. Grazie alla mia navigatrice, che dopo i primi
disastrosi giorni (si perdeva continuamente sulla cartina), si è ripresa ed ora
è quasi precisa come un GPS, attraversiamo Parigi con le sue innumerevoli
tangenziali ed arriviamo ad Eurodisney. Faccio presente, che, essendo Peggy americana, nativa di
Los Angeles, abbiamo avuto modo di visitare molte volte Disneyland in
California, ma eravamo curiosi di vedere come era questo di Parigi. Certo la
giornata non era delle più invitanti, sembrava di essere a Novembre da noi!! Entriamo, e paghiamo la sosta del camper per due giorni €
40. (scopriamo poi che tutti pagano per un giorno solo, poi si trattengono due
o tre, tanto nessuno viene a controllare, né durante la sosta né tanto meno
all’uscita.) Il parcheggio dei camper è letteralmente immenso, dotato di
scarichi, carico acqua, bagni, docce calde, il tutto abbastanza pulito ed in
ordine. Ci rechiamo alla biglietteria per il tagliando d’entrata,
€ 80 per entrambi.(caretto…..) Siamo indecisi se entrare, visto la giornata, ma pare che
domani è anche peggio…….allora ci buttiamo!! L’interno è quasi la replica di quello americano, anche
se qui onestamente devo dire che l’atmosfera è meno coinvolgente. Sarà che
piove ogni 15 minuti, mentre a Disneyland c’è sempre un sole bellissimo, sarà
che il personale sorride poco e sembra triste, mentre gli americani sono sempre
allegri e sorridenti. In fin dei conti siamo in un parco giochi e bisogna
essere allegri. Attenzione queste differenze, che sembrano marginali ma non lo
sono, le può notare solo chi è stato nei parchi americani !! Notiamo molti
“angoli morti”, soprattutto dove c’è il collegamento tra un mondo ed un altro. Negli
USA, in questi luoghi di “raccordo” di solito mettono dei pupazzi che intrattengono
i bambini e non, o qualche banchetto di dolciumi o cibarie. Qui è desolatamente
vuoto e passando ti mette un poco, ma solo un poco di tristezza. Ovviamente andiamo sui raids più famosi, tipo “I pirati”, “Indiana Jones”, “Magic Mountain”, “La
casa dei fantasmi”, “Big
thunder mountain” etc etc Visitiamo poi i negozi del parco, per comprare il peluche
di Dumbo, l’elefantino con le grosse
orecchie, che con la piuma in bocca riusciva a volare. Infatti il nostro
Adriatik lo abbiamo chiamato Dumbo Jumbo, perché nonostante sia grosso, sulla
strada sembra che voli!! Troviamo finalmente il peluche di Dumbo a € 8,50. Da oggi
sarà sempre appoggiato sul cruscotto quando siamo in marcia. Dobbiamo acquistare anche due poncho per ripararci dall’acqua
torrenziale che scende a tratti. € 12 Infatti i nostri k-way sono insufficienti e rischiamo di
fare la doccia! Verso metà pomeriggio esce per un po’ anche un bel sole,
ma è solo per poco infatti subito dopo spinte da un forte vento arrivano altre
nuvole nere e riprendono a scaricare acqua sulle ns teste. Guardiamo la sfilata dei carri e poi ce ne torniamo in
camper. Siamo solo parzialmente soddisfatti. Euro Disney ci ha un
po’ deluso, ma pensiamo lo stesso di dargli un sette come voto. Per chi ha la
possibilità di recarsi in quello originale, assicuro che è molto più
coinvolgente, anche se con le stesse attrazioni di quello europeo. Penso che il ns Gardaland
sia più bello, meno caro e soprattutto più vicino!!
- 14 AGOSTO Km 15.550 Partiamo alle 11.00 dal parcheggio d’Euro Disney. Fuori
ci sono 18° ed un cielo molto nuvoloso, con parecchio vento. Vediamo la gente
che si appresta ad entrare al parco tutti coperti con giacche e cappelli e ci
chiediamo come gli è venuta la balzana idea di costruire un parco che si vive
all’aperto in una zona così impietosa!! Mah….. Prendiamo l’autostrada per Reims, abbastanza cara €
29.5 Visitiamo la cattedrale di Reims dopo avere girovagato
un’ora per trovare un posto dove infilare il ns grosso amico. Molto bella come
stile architettonico, e il senso di grandezza che ti trasmette. C’è poca gente in giro, contrariamente che a Rouen. Facciamo
un rapido giro per il centro poi andiamo a fare la spesa all’Auchan € 43.69,
facciamo gasolio € 52 lt
59.22 km 455
km/lt 7.68 Lasciamo Reims e ci dirigiamo a Saverne dove pernottiamo al campeggio municipale. Arriviamo tardi, l’ufficio è gia chiuso. Non sapendo cosa
fare, busso ai vetri e l’impiegato (fuori servizio), mi dice di mettermi dove
voglio che poi domani ci si vede. Ok…. Ci sistemiamo, ceniamo e poi dopo una
partita a carte e un po’ di lettura a nanna.
- 15 AGOSTO Km 15.978 Partiamo da Saverne con
destinazione Baden Baden in
Germania. Lasciamo il campeggio € 12.95.
Nota per chi passa da quelle parti, il Camper Service è gratuito ed è il più
bello che abbiamo mai visto!! (ampio in cemento, con gran grata lunga e
centrale, doppia canna dell’acqua per carico e pulizia della piazzola). Arriviamo dopo aver attraversato
il confine, a Baden Baden bella cittadina termale. All’entrata della città
sulla dx c’e il posteggio per camper segnalato. La visitiamo poiché la nonna
paterna di Peggy era originaria di Baden Baden. La visitiamo per tutta la sua
lunghezza, e devo dire che è veramente pulita ed ordinata. Bei negozi, anche se
purtroppo chiusi. (è ferragosto per tutti) Andiamo da Mc Donalds, e
mangiamo una delle migliori hamburger mai mangiate in questa catena e Dio solo
lo sa quante n’abbiamo ingurgitate !! Lasciamo Baden Baden e
proseguiamo in direzione Innsbruck. Usciamo dopo 2 km a Bad Aibling e ci rechiamo al vicino campeggio. Facciamo gasolio €
61 lt. 61 km 479
km/lt. 7.85 Quattro stelle con piscina, ha
l’entrata bassa e dobbiamo fare attenzione a non lasciarci la mansarda. Ceniamo dopo una bella doccia
calda. Siamo in aperta campagna e perciò ci limitiamo ad una piccola
passeggiata all’interno del campeggio. Solita buona lettura ed a nanna.
- 16 AGOSTO Km 16.468 Partiamo da Bad Feilnbach alle
10.00 di mattina, c’è un bel sole. La meta è Anterselva di Sopra, in Alto Adige, presso il campeggio Antholz,
dove ci aspettano mio fratello e nostro figlio. Entriamo in Austria e paghiamo
la vignette € 7,60, ed un pedaggio vicino ad Innsbruck € 8,00. Facciamo gasolio a Vipiteno, €
38 lt. 40,14 km/lt. 7,69 . Attraversiamo senza fermarci
l’Austria ed entriamo in Italia dal Brennero. L’intenzione è quella di
raggiungere il campeggio il prima possibile e starcene fermi per tre o quattro
giorni in completo relax. Arriviamo verso le 14.00,
sistemiamo il camper in una piazzola libera ed incontriamo i vari amici e
conoscenti. (sono quasi 15 anni
che veniamo qui).
- 20 AGOSTO Km16710 Dopo cinque giorni di completo
relax in montagna, ripartiamo per ritornare a Cremona e finire perciò le ns
ferie. Abbiamo camminato molto per i boschi, andando a funghi o semplicemente
passeggiato per sentieri. Ci siamo riempiti i polmoni di aria fresca e salubre,
gustandoci ancora una volta le bellezze delle ns montagne e le Dolomiti. Arriviamo a casa di primo
pomeriggio, in una giornata calda e afosa, ma ci consoliamo pensando ai
tantissimi bei posti visitati.
N.B. Non conosco la cifra del
pedaggio autostrada in quanto uso Telepass. CONCLUSIONI E’ tempo di fare i conti di
quanto abbiamo fatto in questi 22 giorni :
- Abbiamo avuto una spesa
generale di € 1.870,00. (€/gg 85,00) - Togliendo le spese “varie” ed
“attrazioni”, che sono personali restano
€ 1.096,11 (€/gg 49,8) - Il Mercedes Sprinter 316, ha
avuto una media di Km/lt. 8,76 (che non è male, considerando la mole del
mezzo). La Francia è una bellissima
nazione, che consigliamo vivamente di visitare. Molto attrezzata per il
campeggio itinerante, oltre ad avere ottime strade ha strutture ricettive molto
buone ed a prezzi contenuti. Se si utilizzano di norma i campeggi municipali
difficilmente si spende più di 12 € a notte tutto compreso. I supermercati
hanno prezzi bassi con una notevole scelta di merce e dislocazioni capillari. Il
gasolio se fatto nei distributori dei supermercati costa molto meno che alle
normali pompe. La ns media è stata di €/lt. 0,91 ma lo abbiamo trovato anche a
€/lt. 0,84. Segnaletica stradale sempre
precisa, traffico molto disciplinato ed attento alle regole. Mai avuto o
trovato ingorghi, anche nei pressi delle località più frequentate. Il nostro Adriatik Stargo, si è rivelato mezzo molto comodo e funzionale. Non
abbiamo avuto nessun problema, neppure di piccola entità durante tutto il
periodo. Un sette posti usato da due persone dà modo di avere un’abitabilità
veramente eccezionale. Dormiamo in mansarda, usando la dinette per pranzare. Il
comodissimo divano presente nella ns versione dà modo di sdraiarsi, oppure
semplicemente sedersi allungando le gambe. Rinunciamo ad un letto a castello
per avere il massimo spazio nel gavone a volume variabile, usando quello superiore
per riporci cose momentanee. Il bagno è grande è funzionale,
ed il box doccia confortevole anche per taglie XL come il sottoscritto. Il
piano cucina è più che sufficiente per le esigenze “camperistiche”, ed il
grande frigo con cella separata si dimostra strumento indispensabile per lo
stivaggio delle cibarie deperibili. La meccanica Mercedes, si è
dimostrata all’altezza della sua buona fama, portandoci in giro in sicurezza e
in ottimo confort. Viaggio effettuato ad Agosto
2004 da Massimo Rebessi Potete trovare ulteriori informazioni
sulle località toccate da questo itinerario nella sezione METE, e i più recenti aggiornamenti alla
situazione delle aree di sosta nella sezione AREE DI SOSTA. |
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